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Da www.corriere.it
I primati, le eccellenze, il ruolo nel Paese. Così l'Expo può diventare un'occasione. La città e l'orgoglio da ritrovare
di GIANGIACOMO SCHIAVI
"Dov'è Milano e dove sono i milanesi" è una domanda ricorrente di questi tempi. Se l’è fatta il cardinale Tettamanzi e se lo chiedono in tanti, tra crisi identitarie e cupi pessimismi che portano a leggere il presente con gli occhi del passato, con qualche rimpianto e molta nostalgia. Ma anche se nei libri e nei dibattiti se ne celebra spesso la prematura scomparsa, Milano c'è.
"C’è coi suoi primati, le sue eccellenze", la sanità ai vertici mondiali, le università che attraggono migliaia di studenti, i teatri, la moda, il design, la ricerca, i mille appuntamenti culturali distribuiti in un ricco calendario, ma da un po’ di tempo, è vero, a Milano non si sente più l’orgoglio, scarseggia l’entusiasmo, manca quasi la passione: è come se la città avesse perso l’amore dei suoi cittadini. I guai del traffico, l’aria inquinata, i vizi della lottizzazione, l’imbarbarimento della vita civile nascondono, e a volte oscurano, l’estrema vitalità di una metropoli che da anni cerca di ritrovarsi attorno a un grande progetto, ma poi si trova a fare i conti con le tante occasione perdute....
"Oggi, in un momento difficile per tutti".....
"Dentro la città c’è un insolito fermento creativo".....
"Forse Milano dovrebbe ogni tanto riepilogare se stessa"......
"Bisogna spiegare a Milano cos’è Milano"......
"Serviranno nuovi meccanismi di partecipazione"...... Pierangelo F. | |  |  | | 
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