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Dio lo ha scolpito chiaro e leggibile sulle tavole della legge consegnate a Mosè e, perlomeno per i popoli con radici Giudaico Cristiane, questo dovrebbe essere principio ispiratore di ogni governo per quanto laico esso sia. Mi associo ad Aldo Oliveri: nessuno ha il diritto di togliere la vita. La giustizia non può essere definita tale se per trionfare deve vestire i panni dell'assassina. Nel mio immaginario questo si chiama vendetta, esercizio che, seppur comprensibile emotivamente, è inaccettabile sia laicamente che razionalmente. E sottolineo razionalmente nel caso specifico, perché, a quanto ci è dato sapere, sulla testa di Saddam Hussein pendevano altre chiamate in giudizio, tra le quali quella sulla strage dei Curdi che avrebbe dovuto svolgersi a breve. Se così è, i dubbi si sprecano:
Come mai si è voluto procedere con tanta fretta a "fare Giustizia" senza aspettare la conclusione di tutti i procedimenti in essere, forse per togliere di mezzo un'ingombrante simbolo del potere passato ed affermare in modo inequivocabile un nuovo potere, o forse per evitare che venissero a galla altre responsabilità e complicità scomode in quegli efferati delitti? Ammesso e non concesso che tutto l'accaduto in Iraq possa essere attribuito solo a Saddam, come mai l'occidente, Unione Sovietica compresa (anche l'Italia gli forniva armamenti) lo ha foraggiato per anni fingendo di non vedere l'evidenza? Forse perché faceva comodo un fornitore di petrolio a buon mercato che facesse il lavoro sporco nell'Iran degli Aayatollah?(guerra decennale). E come mai i governi occidentali (il governo degli U.S.A. in particolare) solo dopo anni di efferatezze hanno sentito così forte il desiderio di intervenire con una prima guerra (giustificata dall'invasione del Kuwait e dall'ONU, senza portarla a compimento) e con una seconda, (pretestuosa e montata ad arte dagli U.S.A.), che si sta rivelando disastrosa per il futuro del mondo? Forse perché tardivamente folgorati sulla strada dei diritti umani e dei doveri democratici o, come qualcuno ha detto, perché Saddam ha commesso l'imperdonabile errore di sostituire il Dollaro con l'Euro nelle transazioni del petrolio, infrangendo una ferrea regola dettata dai vincitori all' indomani del secondo conflitto mondiale? Se ciò fosse vero e se Saddam non avesse fatto quella scelta, tutta la voglia di "esportare democrazia" dell'occidente si sarebbe manifestata ugualmente o il dittatore avrebbe continuato indisturbato con le sue efferatezze? E se è vero come è vero che l'occidente ha delle responsabilità nelle vicende Iraq, a partire dalla scelta fatta da Churcill dopo il crollo dell'impero Ottomano di assemblare tre stati incompatibili in uno solo, quale tribunale processerà l'Occidente e con quale condanna?
A ben vedere la realtà è come una medaglia, i lati della quale, a secondo di come si guardano, possono essere il fronte o il suo rovescio. È impossibile vederne contemporaneamente i due lati. Compito dei media di una vera democrazia sarebbe quello di mostrarne entrambi i lati in contemporanea, questo raramente accade, abbondano invece le immagini del sangue e delle esecuzioni, dei cappi, delle sedie elettriche o delle iniezioni letali destinate a "qualche" Saddam e ai "molti disgraziati" emarginati dalla vita, in nome della "JUSTITIA" di un mondo che spesso, al di là delle apparenze, continua ad essere basato sull'ingiustizia sociale ed economica.
Buon 2007 (speriamo)
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Gianfranco Salvemini
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