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Per condividere con gli amici dei Portici.
Oggi, 16 Aprile, mia madre, classe 1924 (89 anni), riceve dall'INPS lettera raccomandata datata 28 Marzo 2013.
Il testo come da documento:
Gentile signora,
nel corso del 2010 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista Legge 127 del 2007 (la cosiddetta quattordicesima).
Tale importo ??? come già le avevamo comunicato nel corso del 2010 ??? era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.
Dall'analisi dei suoi redditi personali relativi all'anno 2009, è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro 16,08 non dovuta.
Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla pensione, a partire dal mese di Giugno 2013, per complessive 36 rate.
Naturalmente, se ha nuovi elementi da segnalarci oppure ritiene che ci siano degli errori, siamo a Sua completa disposizione per effettuare nuovi calcoli e, se necessario, modificare l'importo della sua pensione.
Se invece Lei volesse impugnare il presente provvedimento, potrà farlo presentando uhm ricorso amministrativo ai nostri uffici.
Ecc. Ecc.
Faccio presente che l'INPS eroga a mia madre una pensione di reversibilità di € 642,86 mensili. Cifra che per la più parte se ne va in farmaci e ausili che non vengono esentati dallo stato. Stato, che non si fa scrupoli di versare pensioni che vanno da decine di migliaia a centinaia di migliaia di euro a noti cagnacci e politici fancazzisti. E riconosce competenze milionarie al presidente dell'INPS.
Che dire? Vergogna? Nooo, sarebbe troppo scontato.
Dico solo che questa è l'Italia bellezza. L'Italia per la quale il padre di mia mamma passò cinque anni sul Piave e sul Carso. È l'Italia per la quale suo marito, (mio padre vero socialista), passo quasi tre anni sui monti della Jugoslavia, della Grecia e dell'Albania. È l'Italia per la quale mio padre fu rinchiusi due anni nei lager nazisti. È l'Italia che con molta sprovvedutezza e non poca presunzione noi, nel sessantotto, volevamo cambiare ma non siamo riusciti a cambiare. È l'Italia dei gattopardi, dove tutto cambia in apparenza ma nella quale non cambia e non cambierà mai un cazzo.
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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