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Soldi per Santa Maria in campo ...
Io credo che si sia persa una grossa occasione quando è stata fatta la ciclabile Binasco Casarile ... Pensate una bella ciclabile con tanto di "sosta storico/archeologica" sarebbe stata davvero una "chicca" da raffinati cultori della nostra Storia che hanno saputo sfruttare anche le risorse storiche locali per "raccontarci" ...
Se davvero è possibile reperire I fondi e pensare di portare alla luce un frammento della nostra Storia perché non farlo ?
Credo ci siano molti esempi che, nonostante l'esiguità di reperti e storicità, vengono posti al pubblico con più "fumo che arrosto" facendo del luogo meta di visite culturali e noi che credo "possediamo" (pardon, possiedono terzi) un pezzo della nostra Storia per ora sotterrato, sul quale regna, sembra, molta indifferenza, non facciamo niente.
Se soltanto può essere ipotizzato un piano di recupero e rivalutazione della zona senza costi elevati e, di conseguenza impossibili da mettere nei bilanci, mi ripeto: perché no ?
Mario Manzolini
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Unisco la mia voce a quella di Gianfranco e chiedo con forza a tutti i lettori dei portici di farlo. Chiedere all'amministrazione comunale di interessarsi di un bene che molti ci invidierebbero e che ha una importanza storica per Binasco notevolissima (Binasco e lo spirito binaschino sono nati lì) non è reato, non svela nessuna corrente politica, non ci compromette in nessun modo e non ci costa nulla. E' solamente una legittima richiesta che facciamo ai nostri rappresentanti, i quali appunto hanno dichiarato di essere favorevoli alla valorizzazione del sito, e in questo caso otterrebbero anche i soldi. E allora forza urlate anche voi "Soldi per S. Maria in Campo", io lo faccio da tempo. Più siamo e più dovranno ascoltarci.
Stefano Pedrazzoli
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Tra le interpellanze e raccomandazioni presentate dalla minoranza di sinistra all'ultimo consiglio Comunale, una sembra tagliata su misura per il sito di S.Maria in Campo:
Oggetto: RACCOMANDAZIONE Bando Regionale per interventi di valorizzazione delle Aree Archeologich
I Consiglieri Relatori e firmatari:
Giuseppe Vella
Daniela Fabbri
Leggiamo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del bando citato nell’oggetto.
La finalità dello stesso è quella di promuovere, sui territori interessati, interventi di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio archeologico.
Il bando prevede, fra l’altro, l’assegnazione di contributi per la realizzazione di:
· Realizzazione di strutture stabili al servizio della gestione e valorizzazione del sito archeologico, realizzazione di percorsi per la fruizione, abbattimento di barriere architettoniche.
· Interventi di restauro, risanamento conservativo e indagine archeologica (nel costo del progetto potrà essere compreso – esclusivamente per Comuni e Province – l’acquisto di terreni sul quale siano in corso scavi archeologici o sui quali insistano reperti immobili di interesse archeologico o in cui sia stata accertata la presenza di reperti archeologici nonché di aree di rispetto intorno ad aree archeologiche).
· Realizzazione di supporti informativi (ad esempio pannelli esplicativi, postazioni multimediali).
· Attività di documentazione, ricerca finalizzata alla conservazione e valorizzazione, anche connessa alla predisposizione di piani di gestione e conseguente alimentazione del sistema informativo regionale dei beni culturali.
Le domande di contributo dovranno essere presentate dal 27 Agosto al 12 di Settembre.
Sulla esposta opportunità, così come quella, altrettanto interessante, prevista dalla Legge Regionale 13/2007 relativa alla realizzazione degli Ecomusei auspichiamo vi sia da parte di questa A.C. un interessamento e approfondimento per la verifica delle condizioni progettuali, di concorso e di fattibilità per l’accesso ai contributi previsti dal bando.
Ora, non è male ricordare, che opportunità di questo tipo negli anni trascorsi dal 1990 ad oggi ve ne sono state parecchie, sia a livello pubblico che privato. Lo scrivente, assieme ad altri componenti del comitato per il recupero e, occasionalmente, ai sindaci di Binasco e di Casarile, si sono anche attivati per accedere ai fondi. Ogni volta la risposta ricevuta era: Il sito rientra nelle finalità del bando, ma è indispensabile che le aree interessate siano pubbliche, meglio ancora se più Comuni si consorziano per la stessa finalità (S.Maria in Campo sta a cavallo tra due comuni). I pochi tentativi fatti dall'ex sindaco di Casarile Persali di attivare una conferenza di programma, hanno sempre ricevuto solo vaghe promesse di futuri incontri, nella sostanza le Amministrazioni di Binasco e Casarile si sono sempre rifiutate di acquisire l'area interessata e di destinarla a parco archeologico. Non solo, quando la vecchia proprietà ha messo in vendita le aree, ha inviato avviso anche ai Comuni, avviso che pare non sia mai giunto o andato perduto. Risultato: il nuovo proprietario, in seconda istanza ha acquisito anche le aree dell'antico convento.
Nelle ultime elezioni, Binasco insieme "finalmente" a messo programma qualcosa per S.Maria in Campo. il Bando Regionale scade il 12 Settembre. Anche se le premesse non ci sono (le aree sono sono ancora private, i piani regolatori non prevedono parchi archeologici, non mi risulta sia stata attivata una conferenza di programma col Comune di Casarile, il nuovo proprietario è un coltivatore diretto) vale comunque la pena di provarci e di coltivare rapporti con gli enti interessati. Sempre ammesso che le intenzioni espresse in campagna elettorali siano sincere.
A Pino Vella e a Daniela Fabbri un ringraziamento per la ricerca di opportunità, ricerca che dovrebbe caratterizzare in primis assessori competenti e giunte, ma che spesso, per santa Maria in Campo, è stata totalmente assente.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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