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21 Maggio 2008
Senza speranza
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Senza speranza,
Credo proprio che l'errore più grossolano sia quello di mirare alla conquista dell'amicizia dei propri figli forse sarebbe molto proficuo e basilare costruire la confidenza quotidiana con gli stessi e conoscersi sempre meglio.
Penso che con l'esempio e qualche scapaccione al momento giusto, che è solo solo terapeutico ... sono anche importanti i: "perché di no, e basta!" anche se non ho figli non credo di pontificare a vuoto perché sono stato figlio anche io e ricordo le "marcature strette" della mamma e dei fratelli maggiori (svelti di mano), il papà l'ho perso a otto anni ma ricordo che lavorava tutto il giorno fuosi casa e alla sera il tavolo (polivalente) della cucina diventava il suo banco da lavoro ma, nonostante il gran da fare per la sopravvivenza, non mi sono mai sentito abbandonato a me stesso ed ero consapevole quando ne combinavo qualcuna ... i campanelli è vero che si suonavano ma se qualcuno faceva la "soffiata" a casa ... si sentivano altri "suoni" e noi monelli sulle strade bianche sapevamo bene cosa fare e non fare, quanto al "gusto della trasgressione" è vero che c'era soddisfazione ad avere trasgredito, era quasi un conquista ma sempre nel rispetto degli altri nonostante qualche mela o pera rubacchiata e qualche pianta sfrondata ... chissà perché cera sempre qualcuno che raccontava i fatti a chi di dovere e allora ... "suonate in concerto" Il buonismo può diventare alibi e non è certo un bene per i ragazzi, ci vuole tanto esempio e sacrificio, io ammiro quei genitori che il sabato, la domenica e qualche sera, portano i figlioli negli ambienti dove si pratica sport, alle manifestazioni sportive ed insegnano anche e soprattutto la possibilità che si può anche perdere nelle gare senza, con questo, perdere di dignità; quei genitori che rinunnciano ad un meritato riposo sono davvero genitori attenti e consapevoli dei loro doveri.

Mario Manzolini

21 Maggio 2008
Senza speranza
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"... guai a parlare ai genitori di figli che non hanno ancora capito cosa sia il rispetto, non ammettono, anzi ... "

per i genitori riconoscere che i figli sono maleducati significa ammettere il loro fallimento, per questo preferiscono evitare l'argomento.
atteggiamenti come quello del bambino non rimproverato per lo sgarbo o addirittura giustificato "perchè è un bambino" sono consuetudine.
ognuno si adatta le regole alla propria "sensibilità": esistono regolamenti che obbligano all'uso di guinzaglio e museruola per i cani? non si usano perchè altrimenti "poverino il mio cane soffre", fa nulla se poi qualcuno viene morso. avete mai sentito il proprietario di un cane ammettere che il suo animale dà fastidio a qualcuno? lo stesso dicasi per i genitori.
tutti i ragazzini hanno suonato campanelli (da quando questi esistono), ma almeno sapevano di "correre il rischio" di prendere uno scapaccione, in altre parole c'era almeno il gusto della trasgressione.
sino a qualche tempo fa l'educazione era un "problema" collettivo e il rimprovero di un estraneo (se appropriato e proporzionato) ad una marachella era da tutti accettato. oggi il rimprovero da sconosciuti viene visto come una violenza sul proprio figlio (proiezione dell'ego, quindi vissuta come violenza verso sé), non comprendendo che in questo modo la violenza la compiono i genitori verso tutta la collettività e prima ancora verso i loro pargoli, regalandogli il senso di impuntià, oggi per una siocchezza e domani per un falso in bilancio.
guardiamo alla stupidità e opportunismo degli adulti e capiremo da dove nascono le mancanze dei ragazzi.

luigi colombo - lcolombo58@alice.it


20 Maggio 2008
Senza speranza
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spero che il filo di speranza non debba mai mancare, ... guai a parlare ai genitori di figli che non hanno ancora capito cosa sia il rispetto, non ammettono, anzi ... ma questo non basta, l'altra mattina ero sulla soglia del mio garage, sulla strada passa una giovane donna. capelli linghi e corvini e gonna alle caviglie, con in braccio un bimbo e dietro di lei un altro ragazzino che si ferma all'pingresso della casa di fronte alla mia, a fatica si alza sulla punta dei piedi e pigia i due pulsanti dei campanelli poi scappa di corsa, a quel punto, infastidito del gesto, lo riprendo ad alta voce per farmi sentire anche dalla mamma che accenna solo a girarsi per poi proseguire senza proferire parola .... personalmente mi ha stupito ed infastidito molto di più l'indifferenza di quella mamma (o sorella maggiore) ....

Mario Manzolini

19 Maggio 2008
Senza speranza
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Buongiorno binaschini e non, sono una commerciante e soprattutto una cittadina. Ieri passando per il paese mi sono rattristita vedendo che su una vetrina del supermercato "Dì per dì" è stata sritta a caratteri cubitali una bestemmia. Questa tristezza si è aggiunta a quella provata quando ho saputo che, qualche giorno fa, avevano rovinato la Madonnina in via S. Maria. Chi è stato? Si vocifera ragazzi, quegli stessi che imbrattono muri e commettono altri atti vandalici. E' triste pensare che questi ragazzi crescano senza rispetto neanche per ciò che è sacro. So che a volte è stato detto ai genitori di questi ragazzi che i figli sono stati visti a commettere questi atti ma loro hanno difeso a spada tratta le loro creature. Capisco che il ruolo di genitore al giorno d'oggi non è facile ma spero che, se mai un giorno diventerò madre, io trovi il coraggio di ammettere che mio figlio sta sbagliando, che non è perfetto come avrei voluto, che mi prenda le mie responsabilità di genitore e mi rimbocchi le maniche per aiutarlo a crescere perchè il rispetto è la base di qualsiasi rapporto, lavorativo e personale. Buona giornata

Veronica Cozzi

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