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| |  | | Sempre in ricordo di Giorgio Gaber Commenta Vedi tutti gli argomenti
Da far finta di essere sani.
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.
Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.
Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...
Dal monologo finale:
.......Io ho un amico. È un ragazzo giovane, intelligente, preparato. Molto preparato. E non gli vai mai bene niente, mai. Le canzoni, lo spettacolo, il finale... Un rompiballe, insomma.
Lui mi fa, lui dice: "va be', va be', tu vuoi arrivare al negativo, alla distruzione, all'autodistruzione. Forse potrà servire a qualcosa, forse, ma poi" e aggiunge forte "Ce l'hai il biglietto di ritorno?".
Mah, non capisco. Cosa vuole da me? Non vorrà mica un'indicazione, un risvolto positivo, una soluzione? No. Non ho il biglietto di ritorno. E poi comunque – dico comunque – fatto da me, da qui sopra, su un palcoscenico, un po' in alto... no, sarebbe sempre un biglietto cumulativo... sì, di quelli che li fa uno per tutti, no?
Basta. Io credo che ognuno deve guardare molto dentro di sé.
Dedica conclusiva a tutti coloro che pretendono libertà ma che non riescono a liberarsi di se stessi.
Saluti
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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