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Rispondo con un solo post alle ultime chiamate in casua e ringrazio per l'apprezzamento dei miei interventi.
Al Sig. Sacchi rispondo ribandendo che personamente ritengo piuttosto stupida la "politically correct" (il lingaggio politiciamente corretto, che tanta ipocrisia nasconde), in quanto credo sia nient'altro che un "addolcire la pillola senza risolvere la natura dei problemi". In altri termini, concordo nel ritenere del tutto inutile e stupido abolire certi termini solo per non offendere la sensibilità di qualcuno. Non sono le parole che offendono ma l'uso che se ne fa.
Possiamo distruggere la reputazione di una persona , disintegrarla moralmente o essere estremamente offensivi anche usando parole politicamente corrette, ma resta il fatto che sempre male si è causato!
Quindi per quanto mi riguarda, se fossi britannica continuerei tranquillamente a trasgredire una legge così sciocca ed usare il confortante "mamma" e "papà".
In merito all'auto-procreazione io sostenevo che è democratico dare la libertà di scelta: così come lei ha dirtto alla sua opinione, altre persone hanno il medesimo diritto di averne di differenti. Si dia ad ognuno la possibilità di determinare come (e "se") mettere al mondo i figli e smettiamo di voler decidere sempre sopra la testa degli altri soprattutto quando si tratta di donne.
Non le sembra troppo facile ergersi a giudice di cosa è "falsa democrazia, falsi diritti e nessuna responsabilità personale"? ma lei crede che quando una donna fa una scelta di questo tipo sia sempre e solo a cuor leggero? non crede di avere un'opinione un po' troppo stereotipata di questo universo?
Senza offesa,s'intende.
Gent. Gianfanco, l'ironia rende oltremodo piacevoli i suoi interventi e vedo anche anche in merito al vecchio Erasmo la pensiamo allo stesso modo. Ma ora non si monti la testa, non sto cercando corteggiarla né di farmi corteggiare. Grazie comunque per il caffè... chissà.... magari un giorno...
Il riferimento a Hitler e alla selezione della razza ogni volta che si parla di biogenetica mi sembra un tantino forzato e le spiego perchè.
Hitler ha vissuto in un'epoca dstante solo pochi decenni da noi, è vero, ma lontanissima per contesto e per altre implicazioni culturali, come ad esempio la comunicazione e il sapere, livello istruttivo medio. Intendo dire che non basta più un cretino che urla da un palco e la massa sotto che si beve tutte le idiozie sbraitate (oddio, forse a vedere certi teleimbonitori arcoriani e certe trasmissioni sembrerebbe ancora così), ma viviamo un'epoca in cui lo scambio di informazioni e opinioni fra le persone è cosa di tutti i giorni e assai diffusa. Scambio di informazioni, di saperi, di conoscenze fra le persone "normali", un più largo accesso allo studio per tutti, portano ad una maggiore capacità critica delle persone, non crede? forse il problema sta proprio nel non demandare tutto agli addetti ai lavori, ai famigerati "esperti" in qualcosa (chissà perchè mi viene l'orticaria ogni volta che sento questa parola!).
Negli anni '30, all'epoca di Hitler, le persone non potevano avere un'opinione loro (non ne avevano i mezzi culturali e di libertà), tantomeno sapevano di poter decidere del loro destino; quando scoprirono questa preziosa utilità cominciarono a ribellarsi al dittatore (anche se un po' troppo tardi, quando il lavoro ormai era stato fatto da altri, alias Forze di Liberazione per la Germania e Partigiani per l'Italia).
Ora, per quanto condizionabile, l'opinione pubblica ha molti più strumenti per riflettere e farsi una propria idea.
In merito alla richiesta di seme selezionato per le fecondazioni artifciali, conosco la cosa (una mia conoscente qui della zona è andata sino a New York per farsi inseminare artificialmente, quando esistono validi centri anche in Italia) e certo lascia perplessi questa richiesta di un bimbo su misura, come se trattasse di comprare l'ultimo modello di Cicciobello.
Ma mi sorge spontanea anche un'altra riflessione: se chi ha avuto di un figlio con gravi handicap avesse potuto evitare tale "dono" divino, ovvero fosse stato nella condizione di poter scegliere un figlio sano, cosa avrebbe fatto?
Molte certo lo avrebbero accettato come del resto hanno fatto, ma altre? non crede che ne avrebbero volentieri (per loro e per il nascituro) fatto a meno?
E ora, vi prego, non facciamo del moralismo peloso e ipocita su queste mie parole, sono la prima a sostenere che ai soggetti fragili e alle loro famiglie deve essere data tutta l'assistenza possible immaginabile e anche quella che non riusciamo ad immaginare; la mia frase mira a ben altro.
Crede lei che non sarebbero state un po' più felici con un figlio sano?
Poi se vuole possiamo lanciarci in tutti i voli pindarici con le esercitazioni dialettico-accademiche che vuole, ma non crede che rischieremmo di perdere il contatto con la realtà?
Di Kissinger francamente non ho mai apprezzato molte cose e circa le sue affermazioni sul possibile conflitto nucleare ho sempre sostenuto (sin da quando c'era la moda dei rifugi antiatomici casalinghi) che, qualora dovesse succedere, vorrei mi sia data notizia imeditamente: ho sempre pronta la scala e un secchio di verince bianca per dipingere un vistoso bersaglio sopra il tetto di casa mia, affinchè la PRIMA bomba atomica colpisca proprio la mia abitazione. Che senso avrebbe sopravvivere da soli in un mondo distrutto? o magari dover restare per anni serrati nel rifugio antiatomico del palazzo per anni coi vicini di casa, destinati ad una apocalittica assemblea condominiale ad oltranza? per carità! meglio scomparire al primo botto.
Cordialità rinnovate
Dolores Panza
P.S.: stia tranquillo, io voglio vivere nella Storia odierna, le femministe avevano senso un po' di anni fa. Tuttavia c'è qualcuno che sta facendo di tutto per farci tirar fuori di nuovo gli zoccoli e le sottanone di 30 anni addietro, vedasi il sig. Giuliano Ferrara e i suoi deliri recenti.
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