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| |  | | SILA AGGIORNAMENTI Commenta Vedi tutti gli argomenti
Nottetempo nessuna NUOVA NOTIZIA é stata affissa, comunque il servizio é ripreso persino i telepass autostradali funzionano, a breve arriveranno anche i tagliandini assicurativi, persate che per mesi i pullman hanno viaggiato senza essere assicurati.
Buon Viaggio a Tutti Claudio Mosca | |  |  | | | |  | | SILA AGGIORNAMENTI Commenta Vedi tutti gli argomenti
PAVIA. La soluzione è arrivata a tarda sera, dopo un laborioso lavoro dei legali di Sila e delle società interessate a rilevarla. Davanti al giudice fallimentare - riunione convocata alle 19 ieri a Milano - è stata realizzata la “cessione di ramo d’a zienda” che consentirà ai lavoratori di Sila, ora fallita, di operare e al trasporto pubblico di riprendere domani. Line e Star hanno affittato le linee pavesi di Sila, e subentreranno nel servizio.
Nel Milanese hanno fatto altrettanto Stie e Airpullman. Una battaglia fatta di carta bollata e telefonate. Da giorni, quando ancora il fallimento era nell’aria, la Provincia, con il pool di avvocati della società già in cattivissime acque, era a caccia di una soluzione per garantire il trasporto ai pendolari e il lavoro ai dipendenti della Sila neo-fallita. Ieri, con i cancelli chiusi e i mezzi “congelati” in deposito, il caso è esploso. I sindacati hanno presidiato l’azienda; i sindaci (soprattutto dei paesi milanesi confinanti con la provincia di Pavia) sono corsi in prefettura; gli amministratori provinciali si sono incollati al telefono.
Il problema è scoppiato alle 5 di mattina. La notizia dei pullman fermi e dei viaggiatori sulle pensiline, prima increduli e poi sempre più arrabbiati, è rimbalzata nei Comuni. E in Provincia. Sono passate circa due ore da quando i cancelli sono rimasti chiusi e le fermate pullman si sono riempite di gente a quando le istituzioni hanno preso contromisure. Il presidente della Provincia, Vittorio Poma e l’assessore ai Trasporti, Romano Gandini, si sono messi a caccia del curatore fallimentare, nominato due giorni fa per Sila, e ieri partito per il week-end. Nel frattempo alcuni sindaci del Milanese sono “calati” a Pavia con il loro carico di preoccupazione. La delegazione dei Comuni di Lacchiarella, Binasco, Noviglio, Zibido S. Giacomo, Rosate, Motta Visconti, ha incontrato il prefetto di Pavia, Ferdinando Buffoni, oltre ad aver contattato Prefettura e Provincia di Milano e regione Lombardia.
«Abbiamo chiesto una soluzione urgente - ha spiegato il sindaco di Lacchiarella, Luigi Acerbi -. Sono i cittadini che la attendono: hanno pagato biglietti e abbonamenti. Domani (oggi per chi legge ndr) alle 11 nella sala consiliare della Rocca Viscontea di Lacchiarella, incontreremo il Comitato civico dei pendolari e chiunque fosse interessato per dare notizie più aggiornate».
Dal prefetto i sindaci ieri mattina hanno avuto rassicurazioni: «Insieme a Poma stiamo cercando una soluzione, e l’incontro davanti al giudice fallimentare dovrebbe portare a questo: parlo dell’a ffitto delle linee di Sila da parte di altre società di trasporto - ha spiegato Ferdinando Buffoni -. Nel caso non si riesca a raggiungere questo risultato, resterebbe una seconda soluzione, ossia che la Provincia paghi direttamente i 406mila euro di assicurazione. L’obiettivo è quello di riattivare il servizio almeno da domani.
La sollecitazione inoltrata al curatore fallimentare da prefetto e presidente della Provincia di Pavia ha prodotto l’effetto sperato: in extremis è stato convocato a Milano l’incontro davanti al giudice fallimentare, a cui hanno partecipato curatore e avvocati, per anticipare a sabato ciò che probabilmente era programmato per lunedì mattina se non si fosse verificato il black-out dei trasporti per il mancato pagamento dell’assicurazione. Una riunione durata più tre ore, durante la quale sono state perorate le possibilità per dare un futuro al servizio di trasporto pubblico pavese, sino a ieri con il fiato corto. (17 ottobre 2010)
Quattro province servite tutte dalla stesse azienda di trasporto pubblico che oggi è in crisi. Sila Spa (Società italiana linee automobilistiche) opera infatti a Milano, Pavia, Lodi e dal 2005 anche a Varese. qui serve venti comuni con connessioni sia con le Ferrovie Nord che con la navigazione del Lago Maggiore. Oltre questo, serve sette linee extraurbane oltre al servizio urbano della città di Laveno Mombello. Tutto questo impegando 400 dipendenti su un totale di quaranta comuni.
L'azienda di trova però ora a un passo dall'apertura del procedimento di fallimento. Per questo, nel corso della seduta di mercoledì 13 ottobre, il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio
Santantonio ha chiesto all'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo aggiornamenti sulla situazione. In particolare, il dibattito si è concentrato sulle garanzie di continuazione del servizio e per i 400 dipendenti.
Cattaneo ha confermato la procedura di fallimento dell'azienda e ha annunciato che a breve evrrà nominato il curatore fallimentare. L'assessore ha poi spiegato che ci sono già aziende disponibili a subentrare, ma è necessario aspettare l'istanza di fallimento. «Il nostro obiettivo - ha concluso Cattaneo - è quello di garantire la tutela per gli utenti e il passaggio di tutti i mezzi e il personale alle imprese che subentreranno».
QUESTO E'UNO DEGLI ARTICOLI CHE SI POTEVANO TROVARE SU INTERNET dell'AZIONE del sindaco di BINASCO non nè ho trovata traccia.
PERCHE'
NON avranno mica nottetempo affisso qualche cartello?
ORE 19,30 di ieri sera in paese nulla di tutto ciò si poteva trovare. Claudio Mosca | |  |  | | | |  | | SILA AGGIORNAMENTI Commenta Vedi tutti gli argomenti
G.ma Sig.ra Daniela quanto dice è giusto e sacrosanto, ma se aspettiamo che gestisce la stanza dei bottoni di BINASCO, non andremo da nessuna parte, il modo come si sono relazionati con il mondo intorno a loro è un esempio emblematico, come pure la loro attività.
Dicono di aver concordato la regolarità del servizio e la validità degli abbonamenti, due giorni dopo la società fallisce.
Oggi è stato esposto una piccola locandina che riportava quanto esposto ieri sul sito del comune e che non dava nessuna rassicurazione agli utenti sulla ripresa del servizio.
Oggi da fonti esterne veniamo informati che il sevizio da domani sarà ripristinato.
I PENDOLARI SE LO AUGURANO.
Un assessore del comune di Milano dice che i pedaggi dovranno aumentare visto che sono tra le più basse d’Europa, scusate se 70 euro mensili per un abbonamento Binasco Milano + Metrò sian poche, considerando la qualità del servizio, lo stato stesso delle vetture, con pullman spesso in ritardo e che quando arrivano in anticipo partono anche in anticipo, considerando anche il termine delle corse Milano Binasco ore 20,30 circa.
Ritengo che il costo del biglietto debba valere il servizio erogato, si migliora la qualità del servizio ed allora si aumenta il prezzo del servizio, non il contrario, ma questa qualcuno direbbe essere demagogia.
Concludendo i nostri dormono fingono o fanno altro?
MEDITIAMO
Carlo Ripa | |  |  | | 
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