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Condivido in toto quanto esposto da Cristina.
Ritengo abbia efficacemente espresso quello che anch'io penso.
saluti
Roberto Gerli
NON DATE DA MANGIARE AI TROLL!
http://digilander.libero.it/AntiTroll
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Quando ho inviato il mio sintetico post di sdegno, non avevo ancora letto la "brillante" risposta di Dolly al post di Roberto.
Ringrazio la compagna di banco Cristina (per chi non lo sapesse, oltre ad essere pacifista è di origini ebraiche), per il suo appropriato commento e per la correttezza dell'analisi storica. La ringrazio anche in nome della memoria di mio padre, che ha conosciuto l'umiliazione dei lager tedeschi dopo aver visto morire molti compagni in terra di Grecia e di Albania. Grazie ancora a nome di tutti i partigiani caduti per assicurare all'Italia la LIBERTA', libertà di cui molti si riempiono la bocca a sproposito (quasi fosse un bene da supermercato), senza conoscerne il salatissimo prezzo.
Cara Cristina, ci hanno diviso e forse ci divideranno ancora molte cose, ma in questo momento sono orgoglioso di essere tuo compagno di banco.
Saluti.
Gianfranco Salvemini
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Avete visto che bella perla di saggezza ci ha regalato Dolly, "riempirsi di belle parole è assai più facile, sicuro e comodo che essere sul posto", nel contesto molto meno eroico e molto meno fisico della nostra comunità virtuale mi pare che però non la pratichi granché. Anche io, teoricamente - nella speculazione pura -, da pacifista convinta come il mio compagno di banco, sarei ostile agli inteventi militari, anche di "difesa della pace". Ma come sarebbe andata la guerra nella mittellleuropa occupata dai nazisti se, a fronte delle numerose informazioni e delle numerose prove sulla reale situazione dei ghetti polacchi, cechi, ecc.. in realtà ben conosciute da Inglesi e Americani, a fianco dei combattenti senza speranza del ghetto di Varsavia ( ben prima di Stalingrado!) una forza di interposizione avesse tutelato i civili? quanti meno trasporti a Treblinka? e se in Bosnia fosse arrivata prima l'interposizione, quanta minore pulizia etnica, quanti meno stupri, quante meno fosse comuni? La vita vera, e la morte, così come le scelte e gli scenari sono più complessi, molto più complessi e dolorosi. Discutiamo, se ne abbiamo voglia tutti, del senso dell'andare, di quando e a che condizioni andare, con una forza militare di interposizione ed/od umanitaria: sento il tema come attuale e importante per la nostra politica nazionale e per condividere il senso. Senza massimalismi, però, con rispetto e con qualche apertura al dubbio.
Dopodiché, è vero che gli attuali militari hanno "scelto" - e poi andiamo a vedere come si formano queste scelte, su quali motivazioni umane, su che bisogni ecc...- "una professione pericolosa"; chissà se Dolly lo direbbe anche agli operai della Tissen? Credo che chi invoca il rispetto dei caduti non lo faccia - o almeno così mi è sembrato dai post - per virile ed orgoglioso amor patrio, ma perché una vita che se ne va violentamente e prematuramente interroga tutti nel profondo, e chi la piange ha comunque uguale dignità. E merita rispetto.
Cristina Gallione
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