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3 Luglio 2009
Rassegna stampa
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Il settimanale economico internazionale: "Tappa la bocca a chi critica"

Time: "La politica italiana sempre più reality show" e il Cavaliere ne è "il produttore"

Economist: "Il vero scandalo?

Berlusconi che nega la crisi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

.......LONDRA - Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive l'Economist in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove"......

ll resto su www.repubblica.it

Pierangelo F.
1 Luglio 2009
Rassegna stampa
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Caso Consulta, lite in aula
Di Pietro attacca i giudici

La cena tra il premier, il Guardasigilli e due toghe chiamate a pronunciarsi sul Lodo Alfano: è polemica

.....ROMA - Una interpellanza dai toni assai duri del leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, un conseguente battibecco tra l'ex pm e il ministro Sandro Bondi, la risposta del ministro Elio Vito, e una lettera aperta del giudice Costituzionale Mazzella al premier Silvio Berlusconi. Infiamma l'aula della Camera la polemica sulla Consulta e in particolare sulla cena, al centro di un'inchiesta de L'Espresso, alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e due giudici della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella, appunto, e Paolo Maria Napolitano, chiamati a pronunciarsi sul Lodo Alfano. Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha presentato un'interrogazione per chiedere conto della cena. ...

.....«INCONTRO CONVIVIALE» - «Il governo Berlusconi non ha organizzato nella casa del giudice Mazzella alcuna riunione» ha detto il ministro Elio Vito a Montecitorio. «Molte settimane prima della data indicata, a maggio, il presidente Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini e il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano hanno ricevuto un invito a cena con le rispettive consorti dal giudice costituzionale Luigi Mazzella. Si trattava di un incontro conviviale - ha spiegato Vito - che è conseguenza di rapporti di conoscenza e di stima antica organizzato nella prima metà del mese di maggio.....

.....«CENA CARBONARA E PIDUISTA» - Parole che non hanno però soddisfatto Di Pietro. Replicando a Vito, il leader dell'Idv ha giudicato «inaccettabile» la risposta del governo, apostrofando come «carbonara e piduista» la cena attraverso la quale, secondo l'ex pm, è stata «compromessa la credibilità della Corte» che deve essere «talmente indipendente che non dovrebbe in alcun modo essere oggetto di interferenze». Insomma, con quella cena «avete infangato la sacralità della Corte» e ora «qualsiasi decisione presa il 6 ottobre non sapremo mai se sarà frutto di indipendenza» o esito della «cena piduista», ha concluso Di Pietro.....

Il resto su www.corriere.it
Pierangelo F.
26 Giugno 2009
Rassegna stampa
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È scontro tra Cesa e Berlusconi
Il quotidiano, il cui editore è Paolo Berlusconi, accusa Cesa di essere stato coinvolto in un giro di squillo e festini
ROMA - E' scontro tra il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa e il premier Silvio Berlusconi. Con Cesa che rifiuta pubblicamente la solidarietà del premier, dopo essere stato attaccato da il quotidiano "Il Giornale", e il premier che controreplica: «Spero che torni in se».

L'ATTACCO - Tutto comincia con l'attacco sul numero di oggi de il quotidiano «Il Giornale», il cui editore è Paolo Berlusconi il fratello del premier, a Cesa e all'ex premier Massimo D'Alema. Secondo il quotidiano milanese infatti, nel 1999 un'inchiesta della magistratura (poi terminata il 4 ottobre 2000 con la condanna ad un anno della presunta maitresse dopo il patteggiamento) aveva scoperto un presunto giro di squillo che avrebbe, sempre secondo "Il Giornale", esercitato pressioni su uomini vicini all'allora premier D'Alema per ottenere favori ed appalti pubblici. Cesa sarebbe stato socio di una società di grafica pubblicitaria la Global Media Srl, proprio con R.F., la sospetta maìtresse che avrebbe organizzato il presunto giro di squillo.
LA QUERELA DI CESA - Immediata la reazione di Cesa che dava incarico ai propri legali di inoltrare immediatamente una causa civile per diffamazione a mezzo stampa «nei confronti del quotidiano "Il Giornale" e di quanti altri organi di informazione volessero associare il suo nome a vicende da cui è palesemente del tutto estraneo».
LA SOLIDARIETA' DI BERLUSCONI - A questo punto interveniva il presidente del Consiglio che esprimeva la sua solidarietà nei confronti di Cesa e D'Alema. «Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno - spiegava il premier - per questo esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa. Se si leggono gli articoli sul "Giornale" di oggi si vede che su Cesa non c'è nulla di nulla ma basta un titolo che fa un nome per criminalizzare una persona e sconvolgere una famiglia. Conosco Cesa, gli sono amico e lo stimo al di là delle differenze politiche. Lo stesso voglio dire espressamente nei confronti dell'onorevole Massimo D'Alema, dei suoi collaboratori, della famiglia Agnelli e per quanti siano stati colpiti oggi da questo tipo di polemiche. Sono stato facile profeta quando ho previsto che l'imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata. Poiché io ho denunciato aggressioni a mio danno - concludeva il Cavaliere - nessuno può pensare che io possa approvare analoghi metodi ed aggressioni nei confronti di chiunque».
LA REAZIONE DI CESA - «Non ho mai partecipato a festini, nè ho mai frequentato minorenni o persone che fanno uso di droga. Rispetto tutti, ma non accetto solidarietà da nessuno, in particolare dal Presidente del Consiglio» replicava poco dopo in una nota il segretario nazionale dell'Udc.

L'IRA DEL PREMIER - La replica di Cesa provocava la reazione stizzita del premier: «Mi dispiace che l'onorevole Cesa non accetti la mia solidarietà. Non ho mai partecipato a cosiddetti festini, non ho mai frequentato minorenni nè so a chi si riferisca quando parla di persone che fanno uso di droga. La sua risposta è offensiva e disdice sia la sua immagine, sia la considerazione che nutrivo nei suoi confronti. Spero che torni in se e che risponda alle provocazioni con la stessa serenità e con lo stesso stile con cui reagisco io»

..../.....

Della serie "Il più pulito ha la rogna" o della serie "Sputtano gli altri, esprimo solidarietà, cosi.... tutti maiali nessuno è maiale"????

Povera Italia




Pierangelo F.
24 Giugno 2009
Rassegna stampa
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ECONOMIA
Il report Nielsen: investimenti nei quotidiani giù del 98%
Tg1, il Pd attacca Minzolini: organo di propaganda berlusconiana
Berlusconi premia le sue tv:
boom di pubblicità istituzionale
di CARMELO LOPAPA

ROMA - Investimenti più che triplicati per le tv e per quelle targate Mediaset in particolare. E rubinetti ormai chiusi, giusto poche gocce, qualche spicciolo, per la carta stampata. Palazzo Chigi ha già messo in pratica dall'inizio dell'anno l'indirizzo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha "suggerito" agli imprenditori che lo ascoltavano sabato a Santa Margherita. Il report della Nielsen Company sull'utilizzo dei fondi per pubblicità istituzionale a disposizione della Presidenza del Consiglio dei ministri conferma, numeri alla mano, l'andazzo che era ormai evidente agli addetti ai lavori. E intanto in Rai scoppia il caso Tg1, col Pd che accusa la nuova direzione di Augusto Minzolini di essere nuovo "organo di propaganda berlusconiana".
Il premier Berlusconi lo aveva detto ai giovani imprenditori: "Anche voi, non dovreste dare pubblicità ai media catastrofisti". Anche loro come lui, infatti: catastrofisti o no, i giornali ha deciso di punirli. La tabella della Nielsen, qui pubblicata, mette a confronto l'utilizzo fatto negli ultimi tre mesi di vita del governo Prodi dei 2 milioni di euro a disposizione del dipartimento Editoria, con il trend nello stesso periodo (gennaio-marzo 2009), quando con Berlusconi il dipartimento è stato guidato da Mauro Masi, oggi alla direzione generale Rai. Ebbene, la presidenza di centrodestra ha incrementato del 237% gli investimenti a beneficio delle tv private, da 932 mila a 3 milioni 137 mila euro (la Rai deve mettere in onda gratuitamente i messaggi istituzionali). In pratica, quasi l'intero budget (3 milioni 288 mila euro) dirottato sulle emittenti tv. Con azzeramento o quasi dell'investimento sulla carta stampata: da 369 mila euro del trimestre Prodi a 9 mila euro di quello berlusconiano, meno 98%. Flessione verticale anche per magazines e internet. Ma a balzare agli occhi è soprattutto l'impennata dello stanziamento in favore di Canale5 (da 440 mila a oltre 2 milioni di euro), Italia1 (da 230 mila a 536 mila euro) e Rete4 (da 163 a 253 mila). "È in atto, da parte dei grandi investitori pubblicitari, uno spostamento dalla Rai e dalla stampa verso i canali Mediaset - spiega Paolo Gentiloni, responsabile Comunicazioni del Pd - temo che non abbia a che fare con dinamiche di mercato. La cosa stupefacente è che lo spostamento viene anticipato dalla presidenza del Consiglio. Siamo ormai alla esibizione, al colmo del conflitto di interessi". (.....)

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Pierangelo F.
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