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Bertolaso e company indagati per vari misfatti sulla gestione del post-terremoto a L'Aquila e sulla ricostruzione, con le tangenti che giravano anche alla luce del sole. La vergogna delle vergogne è stata l'intercettazione telefonica nella quale degli esseri ignobili ridevano sulla presunta assegnazione dell'appalto dicendo anche "che un terremoto non è che viene tutti i giorni". VERGOGNA. Mi viene in mente quando quel signore, mi scuso se non rammento il nome, aveva detto che arrivava il terremoto...il Bertolaso lo ha denunciato per procurato allarme, poi il terremoto è arrivato davvero con il suo effetto devastante e il Bertolaso si arrampicava sugli specchi dicendo che il terremoto non si poteva prevedere ignorando allo stesso tempo i vari allarmi lanciati e denunciati della popolazione de L'Aquila che avvertivano da parecchi giorni lo sciame sismico e di come esso ogni giorno era con più intensità. Sono partite le denuncie e la Magistratura ha indagato scoperchiando il pentolone del marciume e della assoluta insensibilità. Ieri il direttore del Telegiornale Menzogna, Augusto Minzolini o meglio Menzognini, ha letto la lettera delle figlie di Bertolaso e pubblicate oggi su Panorama gruppo Berlusconi per chi non lo sapesse, dicendo che su loro padre è piombata una valanga di fango e che dovrebbero fare una legge per impedire le intercettazioni. Qui Menzognini ha dato prova di estremo leccaculismo, mi scuso per il termine, ma quando ci vuole ci vuole, dicendo che "la lettera invita il Paese a una riflessione, non sono prove, ma sono strumenti di indagini e lo sanno anche i Magistrati. E' possibile che si viene giudicati dai brogliacci?(sic)" Si è dimenticato, lo ha fatto apposta, di dire che gli atti, così come le intercettazioni trascritte, quando vengono depositati a chiusura indagine ovviamente, sono di dominio pubblico, chiunque può visionarli, è la Legge che lo dice, ma Menzognini si è guardato bene dal riferirlo e dopo vari equilibrismi a dir poco ignobili, ha assolto preventivamente e, peggio ancora, mass-mediamente ,il Bertolaso e company. E poi un direttore deve si fare gli editoriali, ci mancherebbe altro, ma non deve usare la rete pubblica per difendere il Presidente del Consiglio e i suoi sodali e mazzettari perchè questa non è più informazione, d'altronde il nostro Paese che lorsignori hanno ridotto in questo stato pietoso è, se non sbaglio, al settantasimo e rotti posto come informazione, vale a dire che viviamo in un Paese a regime semilibero, avete capito bene, non c'è libertà se non c'è libertà di informazione.
Loris Soffritti
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