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| |  | | Pitti...schizofrenia Commenta Vedi tutti gli argomenti
Qualche sera fa, durante un annoiato zapping televisivo, sono incappato
in un canale nel quale un abile imbonitore vendeva orologi. Non
orologi, ma OROLOGI ultra blasonati, date le mirabolanti e stupefacenti
caratteristiche che andava cianciando. I costi? Bazzecole i 12.000 i
35.000 € e via dicendo se paragonati a tutte le mirabilia elencate. Mi
è venuto da ridere pensando che durante una breve vacanza a Rimini ho
rotto il mio decennale orologio, intendiamoci, robetta da
sottoproletari paragonata a quanto sopra. Per risolvere il problema e
per solidarietà con chi se la passa peggio di noi, ho comprato sulla
spiaggia, da un venditore regolare, un orologio di marca sconosciuta,
tutto in metallo plebeo a € 4, pila di ricambio compresa. Spacca il
secondo e ancora funziona.
Allora mi domando:
Come si può definire una persona che potrebbe sapere l'ora precisa
spendendo 4€ ed invece preferisce spendere 40.000€, sapendo che ciò che
compra non ha più niente a che a che fare con qualità e durata ma
unicamente con l'ostentazione della ricchezza e l'appartenenza ad una
casta di privilegiati?
È vero o non è vero che se alcuni possono permettersi di sperperare
denaro a questi livelli, vuol dire che una delle regole fondamentali
della democrazia, la ridistribuzione della ricchezza, fa acqua da tutte
le parti?
Fino a che punto tutto ciò è imputabile a responsabilità individuale e
fino a che punto è imputabile a responsabilità sociale in termini di
latitanza delle istituzioni in fatto di educazione al consumo, di etica
personale, industriale e commerciale?
L'occidente sta forse diventando schizoide?
Mario ha ricordato l'attenzione al consumo di mio padre, io che
purtroppo non sono attento come lui, credo che una possibile risposta
la si può trovare in quanto affermava il sacerdote che mi ha sposato: I
nostri vecchi, per lo più erano ignoranti, ma ne avevano coscienza, per
cui si comportavano con molta attenzione rispetto al vivere. Noi
abbiamo mediamente più sapere e possibilità economiche, ma forse siamo
molto più ignoranti rispetto al vivere e non ne abbiamo coscienza.
Saluti
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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