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Tra le varie incongruenze ed imprecisioni che vado leggendo in questi giorni nei nostri Portici credo che una in particolare vada chiarita, per amor di verità e per la correttezza del dibattito: il 26 luglio 2006 la Camera ha dato il via libera al provvedimento di indulto. I sì sono stati 460, i no 94, gli astenuti 18. Hanno votato contro l'Italia dei Valori (PARTITO DI GOVERNO) Lega e An. Il Pdci (PARTITO DI GOVERNO)si è astenuto. Gli altri gruppi di maggioranza e opposizione (FORZA ITALIA e UDC) si sono espressi a favore. Stesso iter un paio di giorni dopo al Senato. È dunque stato ampiamente superato il quorum dei due terzi previsto per l'approvazione di questo tipo di leggi. Quindi un provvedimento non figlio del Governo (non ne avrebbe avuto i numeri), ma del Parlamento.
«È un provvedimento positivo, accolto con grande soddisfazione dalla Santa Sede. Viene coronato il sogno di Giovanni Paolo II e anche quello di Benedetto XVI, assai sensibile alla situazione dei carcerati in tutto il mondo»: con queste parole il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente della Pontificia Commissione Giustizia e Pace, ha commentato il provvedimento di clemenza approvato dal Parlamento italiano.
Questi sono i fatti, il resto sono degnissime opinioni personali.
Mi piacerebbe inoltre che il dibattito politico su questo sito non cadesse nel triste e becero insulto tra le parti, benchè l'epiteto "Coglioni" sia stato sdoganato da Mr B. per indicare democraticamente chi non la pensava come lui.
Cordialità
Riccardo Benvegnù
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