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| |  | | Partito democratico e Ambiente Commenta Vedi tutti gli argomenti
Ho letto l'interessante progetto ambientale proposto dalla neonata A.P.S. (da non confondere con la locale Associazione Pesca Sportiva) e l'appello per la costituente del partito democratico. Dico subito che pur auspicando da tempo la nascita anche in Italia di un grande Partito Democratico, più passa il tempo meno ci credo. La ragione è molto semplice e la si trova anche nello stralcio della mail di f.g. che riporto.
......Per il successo di questa politica riformista abbiamo bisogno di una Italia non arroccata, non chiusa, egoista e provinciale ma aperta, una Italia, dunque, “generosa” ma anche “severa”.
La società italiana, in verità è soffocata da mille cose futili, da cialtronerie di vario genere, da opportunismi insaziabili, da mediocrità nei gesti e nelle parole; l’Italia deve liberarsene – e prima di altri, dobbiamo noi, del Partito democratico, liberarci dalle pochezze di una certa politica.- troppi sono ancora i calcoli, le manovre per conservare i vecchi equilibri ….-
C’è ancora tempo per fermare questa pericolosa deriva; basta ritrovare la iniziale passione per l’Ulivo, basta guardare a quel “ popolo della primarie” che è ancora lì per ricordare che il Partito democratico è il risultato, certo, dei partiti che vi vogliono confluire ma insieme, e soprattutto, della gente che non è iscritta a nessun partito ma che ne vuole uno nuovo, aperto, trasparente, innovatore e che esca da una autoreferenzialità opprimente......
Credo che per fare un vero partito democratico è necessaria un'Italia che non esiste e che forse non è mai esistita (nonostante i continui rimandi ai bei tempi andati di f.g.), inoltre, a meno di improbabili mutazioni genetiche della specie "Lupus Politicus", molti dei soggetti che dovrebbero essere i fautori della nuova politica sono più o meno gli stessi di una volta. Come il Caronte di Dantesca memoria, sono "vecchi canuti per antico pelo" rigoglioso nonostante gli anni, quanto l'antico vizio. Le cronache politiche ce lo dimostrano ogni giorno. Sono convinto che senza un'effettivo ricambio generazionale, sia a livello fisico che intellettuale e morale, non si potrà mai giungere ad un soggetto politico che sappia evitare quanto esposto da f.g. Troppo compromessa la vecchia generazione con quanto si afferma di voler evitare per essere credibile. Ma guardiamo in faccia alla realtà, la politica, quella vera, fatta di passione, disinteresse e ideali, ha perso almeno due generazioni e non per caso. Ciò che trovo francamente insopportabile, sono le catastrofiche analisi sull' Italica specie, quasi che i suoi difetti si fossero generati per partogenesi. Le responsabilità sono lampanti e sono di uomini (classi dirigenti?) che facevano e ancora oggi fanno politica cambiando casacca alla bisogna, ora di centro, ora di destra, ora di sinistra ora delle Libertà ora dell' Ulivo, pur di far sopravvivere il sistema che dice di voler evitare f.g. Serietà imporrebbe che coloro che hanno contribuito al disastro avessero almeno il buongusto di farsi da parte. Purtroppo, la serietà in politica, probabilmente è stata messa in congedo illimitato permanente almeno cinquant'anni fa.
Un'ultima cosa a proposito del progetto ambiente di A.P.S. Strano come nel 2007 tutti i politici siano diventati ambientalisti. Sul finire degli anni sessanta, Dario Paccino, nel suo "Il pasticcio ecologico", non solo metteva in guardia rispetto ai disastri ambientali dovuti alle scelte della politica e dell'economia, ma metteva l'ambiente, inteso come territorio e comunità umane in esso operanti, come patrimonio materiale, storico e culturale da salvaguardare e da proteggere a beneficio delle future generazioni. Forse, come molti, anche A.P.S. sta scoprendo l'acqua calda, dimenticando che in quegli anni coloro che sostenevano le tesi di Paccino, compreso il sottoscritto, venivano bollati come estremisti, comunisti, nemici del progresso e, se possibile, almeno da rinchiudere.
Mi resta il sospetto che le tardive conversioni sulla strada di Damasco di certi politici (anche locali) altro non siano che gattopardesche operazioni legate a più che probabili futuri buisiness ambientali, magari con il mal celato intento di creare una seconda volta Binasco.
Io non ci credo più
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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