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Giovedì 20 dicembre alle ore 21.00, presso la Biblioteca di Opera, in Via Gramsci 21, si terrà un incontro con il coordinatore provinciale del Partito Democratico, Giovanni Bianchi.
Sicuramente potrà essere occasione per approfondire quelle tematiche ad oggi solo abbozzate nei primi incontri binaschini. L'incontro è ovviamente pubblico, e non potrebbe essere diverso, per un partito da costruire Tutti Insieme.
Riccardo Benvegnù | |  |  | | | |  | | Partito Democratico Commenta Vedi tutti gli argomenti
I numeri parlano chiaro, il Partito Democratico nasce bene ed in modo nuovo, dimostrando che in Italia la tradizione politica e la spinta partecipativa esiste..eccome!! La grande affluenza di votanti è testimone di come la gente abbia la voglia di partecipare in modo “democratico” alle vita politica del paese “Italia” partendo dal basso e con idee innovative. Il passaggio è storico, auspico che anche la comunità Binaschina lo colga aprendo un dibattito aperto sul futuro del centro sinistra ed in particolare sul Partito Democratico come soggetto politico in grado di andare oltre i partiti “di origine”, magari tenendo ciò che di positivo hanno saputo fare nel passato
In attesa di conoscere i risultati del nostro seggio colgo l’occasione fare i complimenti ai Portici…insieme alle bacheche (quando sono piene ;-)) “fonte informativa” della vita sociale e politica…
Vincenzo Pignataro
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Dalla DEMOCRAZIA CRISTIANA E PARTITO CUMUNISTA AL PARTITO DEMOCRATICO
Il tempo ha cancellato i termini attributivi , trasformando in aggettivo il primo sostantivo.
PARTITO perchè in politica si agisce atraverso organizzazioni rappresentative responsabili. DEMOCRATICO perchè nella vita umana è il primo fondamantale valore.
La Democrazia Cristiana ( D.C.) e il Partito Comunista ( P.C.I.) sono stati - unitamente agli altri definiti impropriamente minori- i fondatori della Stato Democratico Italiano, redigendo una Costituzione che è ancora bella e serena. Queste due Esperienze ed Entità si sono dissolte. La D.C. si è dissolta perchè ha raggiunto i suoi principali obiettivi: dare al Paese strutture democratiche, spronare il P.C.I. ad accogliere questo valore, creare sviluppo economico risolvendo il problema della emigrazione. Il P.C.I. perchè si è reso conto della impostazione totalitaria della sua ideologia politica.
Ho fatto questa schematica premessa per spiegare - soprattutto a me stesso ed a mio figlio che domani si appresta al primo voto - come due strade prima divergenti domani possono congiungersi. Nei termini fonfamentali le cose dette e scritte in questi ultimi anni di transizione per mettere alla luce nuovi programmi soddisfacenti la nuova convivenza, non si discostano da quelli indicati dal Codice di Camaldoli, la prima Carta scritta da Laici e Cattolici che ha costituito la base della nostra Costituzione. La commistione di pensieri paralleli, il loro confronto e sintesi aiutano e formano la democrazia.
Basterebbe leggere il recente " Manifesto di Assisi", l'incipit del P.D. di sette pagine.Cinque minuti di lettura per dire si o no!
Io dico Si ! Ringraziando Rosy Bindi del suo contributo decisamente e fortemente democratico. Il nuovo partito è nuovo ed avrà futuro se saprà vincere i leaderismi, il populismo, le oligarchie, le cooptazioni , se cioè si aprirà con coraggio alle nuove generazioni.
Binasco,... la Binasco che ha raggiunto il potere...... è diventata una entità a parte.
Francesco Gatti
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Caro Pietro,
il mio era un invito affinchè la Margherita binaschina si pronunciasse in merito ad un passaggio talmente cruciale che ne decreterà la scomparsa entro pochi giorni. Poteva consumarsi nel totale silenzio? Dopo di che massimo rispetto per le scelte dei singoli. Ci mancherebbe altro. In quanto ad impegno politico il mio non è certo un pulpito degno di nota. Figurarsi se mi metto a giudicare altri, che da sempre danno anima e corpo. Da cattolico, orientato verso il centro sinistra (a differenza di Paolo io di ideali in comune ne trovo in gran quantità), volevo sapere cosa ne pensava l'unità di base del mio partito di riferiferimento su scala nazionale. Lecito?
E come me, ti posso assicurare, altri che mi hanno fermato per strada.
Non mi sento un nuovo attore della politica binaschina, da cui sono palesemente estraneo.
Sono comunque riuscito ad ottenere delle risposte chiare e motivate, accendendo un confronto ed un dibattito su questa pagine. Questo è sicuramente positivo. Se poi vorrete riportare anche sulla bacheca per i meno avezzi ad internet sarà un successo (ovviamente glissando su chiari riferimenti personali tipici di questa rubrica, ma meno adatti ai Portici reali).
Con amicizia
Riccardo Benvegnù
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Caro Ricky,
non mi risulta che qualcuno degli iscritti alla Margherita di Binasco intenda passare all’UDC.
Non mi risulta neppure che qualcuno degli iscritti binaschini della Margherita sia stato mai attratto dalle sirene della Casa della Libertà.
Anzi, pur confermando la bontà di scelte diverse a livello locale, tutti i militanti si sono sempre impegnati in favore del centro-sinistra in occasione delle varie elezioni provinciali, regionali, politiche e europee.
Se conosci qualcuno tra loro che, dopo aver votato Margherita e Ulivo, intende oggi passare nell’altro schieramento, fammelo sapere. Io ho sempre avuto segnali differenti e non riesco davvero a immaginare a chi ti riferisci.
Per quel che mi riguarda ho sostenuto il centro-sinistra sin da quando la coalizione è nata, nel 1996, facendo la mia buona campagna elettorale (per i partiti PPI e Margherita e per la coalizione), sporcandomi i vestiti di colla per appendere i manifesti (tutte le sante volte), allestendo i bravi “banchetti” elettorali e rappresentando le liste ai seggi a ogni occasione.
Così ho fatto insieme agli altri amici del mio partito, come me seriamente impegnati a difendere le ragioni dei cattolici democratici che, forse giova ricordarlo, sin dal 1963 hanno sostenuto pressoché ininterrottamente governi e coalizioni di centro-sinistra.
A livello locale abbiamo legittimamente fatto valutazioni differenti che hanno portato a scelte centriste, sostenuti dalla collaudata collaborazione con la Lista Civica e dalla facile sintonia negli indirizzi amministrativi costantemente riscontrata negli esponenti locali dell’UDC.
Si può non essere d’accordo, ma non si può non rilevare che, oggettivamente, per ben quattro volte, queste scelte hanno sbarrato il passo alla CDL nel Comune di Binasco, il cui elettorato è tendenzialmente di centrodestra. A Binasco le forze di destra non sono mai riuscite ad esprimere una maggioranza, neppure quando avevano il vento in poppa (ricordiamoci come sono andate le ultime elezioni amministrative nella maggior parte dei comuni lombardi!). È un merito dei Popolari e della Margherita o un demerito? In un contesto bipolare chi avrebbe vinto?
Ad ogni buon conto adesso c’è la questione del passaggio nel Partito Democratico.
Alcuni iscritti e simpatizzanti della Margherita si sentono estranei al progetto. Costoro ritengono che la cultura politica di appartenenza debba essere esaltata in un partito di centro del centrosinistra (e non superata!) e che il PD nasca oggi senza un adeguato dibattito culturale alle spalle e privo di una precisa collocazione internazionale. Ritengono altresì che la coalizione potrebbe avere un maggiore appeal nei confronti dell’elettorato moderato se le componenti centriste venissero rafforzate e non annacquate in un partito composito. Si riservano, vista la situazione attuale, di votare alle elezioni politiche, europee, etc., per il PD, ma rifiutano un coinvolgimento diretto, anche nelle primarie.
Altri sono tiepidi verso il progetto, andranno a votare per le primarie, ma senza entusiasmo, condividendo pressoché in toto le analisi dei primi. Voteranno perché sperano che la componente cattolico-democratica possa avere un ruolo forte in questo nuovo partito, anche se i segnali, in questo senso, non sono molto incoraggianti. Voteranno soprattutto perché l’alternativa è non avere nessuna appartenenza partitica.
Comunque non ho mancato di invitare più volte questi iscritti e simpatizzanti tiepidamente interessati al PD a impegnarsi attivamente per il nuovo partito, qualora sembrasse loro giusto, anche con l’assunzione di impegni pratici (i seggi delle primarie) e di ruoli autenticamente politici.
Ciò premesso, ciascuno farà in coscienza ciò che ritiene più opportuno senza vincoli di sorta, come è giusto che sia.
Anche perché non può esserci l’obbligo, sia sul piano civile che su quello morale, di aderire a un partito in cui si ci si riconosce a fatica o addirittura non ci si identifica affatto.
Mi domando, peraltro, perché i Salvi, i Mussi, gli Angius, e i militanti della Sinistra Democratica possono fare senza problemi una scelta identitaria, mentre i cattolici democratici della Margherita, se freddi o attendisti rispetto al PD, devono essere banalmente sospettati di volersi schierare con il centrodestra. E ancora, mi chiedo se sia sostenibile un contesto politico che permette a un elettore di Sinistra la vasta scelta tra PD, SD, PRC, PdC, Verdi e SDI e impone invece ad un cattolico democratico o moderato che vuole impegnarsi nel centro-sinistra di scegliere tra il PD e il nulla.
Non è forse legittimo e comprensibile il disagio di chi appartiene a una tradizione politico-culturale che ha costruito le condizioni di democrazia, di libertà e di prosperità di questo Paese e oggi vede venir meno la possibilità di poter esprimersi in una (una soltanto!) formazione politica autonoma con profili inequivocabili, mentre questo è concesso a chi è arrivato un po’ in ritardo agli appuntamenti con la Storia? Non è bizzarro che soltanto l’area cattolico-democratica debba contribuire alla semplificazione del sistema politico, rinunziando a un proprio partito, mentre l’area di Sinistra possa avere tutti i partiti che vuole?
*****
Ho scritto in questa mia e-mail di “iscritti e simpatizzanti della Margherita”, ma - è vero - la Margherita non esiste più, come non esistono più i DS.
Esistono solo cittadini che hanno votato per questi partiti, hanno sostenuto questi partiti e che legittimamente decideranno se aderire al PD, oppure non aderire.
Se il progetto è buono e attraente aderiranno molti cittadini, al di là delle bacheche vuote di partiti che non esistono più.
Se però si registrano scarse adesioni è inutile prendersela con i soliti democristiani che puntano i piedi guardando al passato: forse è il progetto a non entusiasmare come si vorrebbe o, almeno, a non convincere adeguatamente una parte importante dell’elettorato binaschino di centrosinistra.
Non è in ogni caso colpa del sottoscritto o degli altri dirigenti locali se il dibattito sul PD suscita in persone che hanno sempre avuto passione civile e politica perplessità e disorientamenti che, a mio parere, vanno considerati con il rispetto dovuto a chi da sempre vive la politica con serietà.
A voi entusiasti del PD il compito di…. entusiasmare e di conquistare gli ex elettori della Margherita.
Io non sono in grado di farlo perché non posso trasmettere un entusiasmo che non ho.
Almeno adesso: in futuro spero di potermi ricredere.
Anche se - mi permetto di osservare - una buona iniziativa non dovrebbe avere bisogno di molte opere di convincimento.
Certo, atteggiamenti settari (“se non vieni nel PD allora sei di centrodestra”) non contribuiscono a gestire nel migliore dei modi i passaggi complicati, né rendono giustizia a persone che non si sono mai sottratte ai propri doveri di cittadini impegnati in politica e nel centrosinistra.
Questo modo di proporsi dà piuttosto l’idea di una scarsa sensibilità dei nuovi attori della politica binaschina, ai quali comunque mi permetto di rivolgere un cordiale “benvegnù” (nel senso di “benvenuto”) nella mischia.
Con l’amicizia e l’affetto di sempre.
Il segretario della Margherita di Binasco (ancora per qualche giorno)
Pietro Rognoni
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Ciao Ricky, il punto è sempre lo stesso...
Lista comune, progetto unitario...
In questi dodici anni credo ci si sia incontrati (a livello ufficiale, di responsabili di partito) poche volte oltre che in occasione delle elezioni che hanno portato sempre a scelte diverse.
Certo la nascita di un partito richiede, almeno dal mio punto di vista, di staccarsi dalla visione localistica per abbracciare un orizzonte più ampio.
Ma in quell'orizzonte bisogna riconoscersi e per riconoscersi bisogna capire dove finisca.
Personalmente credo che in questo periodo di tanto si sia parlato, ma poco si sia discusso sui valori guida di questa formazione e quanto è stato prodotto prima delle ultime politiche mi ha lasciato davvero la sensazione del calderone in cui tutto trova posto solo se ha un sapore non troppo forte... E non so quanti apprezzino una minestra insipida.
So che ci sono tante persone in paese che la pensano diversamente da me su problemi etici e con i quali è invece forte la consonanza sulle modalità di amministrare un paese come il nostro.
In questi anni ho avuto modo di incontrarne grazie ad associazioni e a incontri personali. Ma una cosa fattibile è allearsi con un progetto comune; più problematico, anche se non impossibile, trovare una sintesi su temi delicati da proporre come linea politica. Tutta qui la mia personale difficoltà a partecipare alla formazione del Partito Democratico.
Con amicizia
Paolo Frigerio
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La coalizione dell'Ulivo nasce nel 1995. Sfocia nel 2004 nella nascita del'Unione.Uniti nell'Ulivo è lista comune Ds-Margherita alle europee 2004 e regionali 2005.Dalla Federazione dell'Ulivo, progetto unitario Ds-Margherita, nascerà il Partito Democratico.
".....riflettere maggiormente prima di partire" ?????????? 12 anni di percorso caro Paolo. Qualche riflessione nel frattempo?
"...dove abbiamo discusso tra noi, tra le forze politiche esistenti e i propri simpatizzanti?" Caro Paolo questo dovresti dircelo tu, visto che per buona parte di questi anni sei stato tra i maggiori esponenti politici locali.
Riccardo Benvegnù
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Caro Pino, il tuo intervento evidenzia quali siano, a mio personale parere, tutti i limiti della concezione siffatta del partito democratico. La "straordinaria novità e opportunità che si propone sullo scenario politico italiano, la nascita del Partito Democratico, che interseca e unisce, dopo decenni di divisioni e lacerazioni e dopo un percorso comune, le culture e i valori di riferimento degli storici schieramenti politici non è poca cosa!
"
Dov'è la straordinaria opportunità? Come si fanno a riconciliare culture che hanno basi completamente opposte, che hanno una visione del bene dell'uomo certamente differente e soluzioni quindi opposte per raggiungere tale obiettivo?
Io vedo questo intersecarsi e unirsi solo come un annacquamento di ideali; e sebbene il compromesso (inteso come necessaria e volontaria rinuncia alla parte meno significativa dei propri interessi per raggiungere un accordo che stia bene a tutti i membri di un gruppo) può essere sempre raggiunto, tale situazione è improponibile dal punto di vista di ideali di base.
A questo uniamo il fatto che il Partito Democratico, nonostante quello che si dice, non è certo nato sulle esigenze della gente, ma è stato calato dall'alto come ai suoi tempi nacque la Margherita.
Infatti rammenti a Salvemini che "dovrai farci l'abitudine"...Ecco l'altro pericolo: imporre agli italiani un modo di ragionare e di vedere le cose che rischia di essere pensato a tavolino invece di cogliere appieno le esigenze della popolazione.
Il discorso è lungo, ma chi lo ha affrontato davvero? Chi è venuto a confrontarsi con gli elettori? Dove abbiamo discusso tra noi, tra le forze politiche esistenti e i propri simpatizzanti?
Prima di rivendicare il silenzio assordante forse è meglio domandarsi se una volta tanto non fosse convenuto riflettere maggiormente prima di partire.
Il rischio dell'ennesima disillusione e del conseguente ulteriore disimpegno è fortissimo.
Paolo Frigerio
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Sono felice di vedere che anche a Binasco si comincia a parlare di partito democratico. Penso che la nascita di questa nuova realtà sia un evento epocale, fondamentale per garantire all'Italia un futuro meno da "repubblica delle banane". Ma il partito democratico partirà e sarà forte se avrà saputo costruire solide radici, se avrà saputo accogliere al suo interno non soltanto le nomenclature dei partiti ma anche chi dei partiti non ha mai fatto parte e vuole invece partecipare a questa nuova esperienza. Per questo accolgo con piacere l'invito dell'Associazione Beatrice di Tenda. Incontriamoci, e discutiamone.
Daniela Fabbri
Ps: ieri sera tornando dal lavoro, in situazione ancora di piena luce, ho visto la nuova RSA completamente illuminata. A parte il fatto che già mi pare singolare che una struttura non funzionante abbia la necessità di illuminarsi a giorno, suggerirei perlomeno di sincronizzare i temporizzatori dell'illuminazione almeno con l'ora legale. Vero che sarà la proprietà, come si dice, a pagare la bolletta, ma mi sembra un inutile spreco di risorse (di energia, quindi petrolio, quindi ambiente quindi effetto serra....).
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