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1 Agosto 2010
PISCINA A BINASCO
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scusate, mi sono persa alcune puntate del dibattito, perche' ero in ferie e non tutto mi e' chiaro............ o meglio, mi mancano alcune conoscenze basilari ,per cui chiedo lumi ...ma e' possibile o no che si faccia una piscina a Binsco ? e' veramente avvilente che i ragazzi debbano andare con il pulmino fino a Motta o Bereguardo !!!! se consideriamo poi che il nuoto viene da sempre considerato sport completo, e consigliato da tutti i pediatri ed ortopedici al primo accenno di scogliosi....
Ma da chi dipende realizzare o no il progetto ? Comune ? mancano finanziamenti ? sponsor ?

Si potra' sperare in un breve futuro ????
Ci sono tante figurine della VIRTUS... potremo aggiungerci anche quelle della squadra di nuoto !!!!!!!!!!!!


MARIANGELA
17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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E bravo Riccardo. Pragmatismo è la parola giusta. Però il pragmatismo è figlio del metodo Cartesiano. Ovvero: Sogni, ipotesi, dubbi e cifre sparate tanto al tocco non servono a una mazza. Cartesio, padre del metodo sperimentale, ci insegna che se una cosa può funzionare o meno ce lo dicono solo l'analisi e la verifica. In buona sostanza: (come dicevo nell'altra mail) "bisogna provarci" e verificare se ci sono le condizioni. Il fatto è che troppo spesso è comodo far finta che sia troppo difficile.


Ciao

Gianfranco Salvemini



17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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I sogni e le aspirazioni servono perchè ci forniscono la spinta iniziale. Ma per ottenere risultati concreti occorre anche una buona dose di pragmatismo: mettiamo che per costruire una piscina bastino 2/mln di euro (un po' pochini...ma per il nostro business plan vanno bene). Per restituirli dobbiamo spendere almeno 15.300 euro al mese per 15 anni. Una piscina da 7 corsie (più vaschetta bimbi) senza troppe pretese, costa, se gestita in modo virtuoso, c.a. 700 eur al giorno. Fatti quattro semplici conti la nostra ipotetica piscina dovrebbe rendere (solo per andare in pari, senza spese straordinarie) c.a. 1200 euro al giorno, tutti i santi giorni, per 15 anni. Certo, non è impossibile, ma la domanda è: davanti ad una scommessa del genere quanti cittadini sarebbero disposti a prestare del denaro? Non dimentichiamo l'assunto fondamentale che il "privato" non è sempre e solo chi si accaparra l'utile, ma è anche e soprattutto chi si accolla il rischio d'impresa.

Riccardo Benvegnù

17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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Ovviamente non concordo (o quasi) con Riccardo sull'argomento. Ci sono esempi di gestione pubblica di impianti sportivi che funzionano.
Del resto, se un privato investe in un impianto sportivo e ci guadagna non si capisce perché un comune non possa puntare almeno al pareggio.
Per quanto riguarda il "project finance": fantasia ragazzi! Chi l'ha detto che il finanziamento deve avvenire solo tramite un privato o un gruppo finanziario? E che cosa è l'azionariato popolare (BOC) se non una forma di project financial? Una cosa non esclude l'altra. Solo c'è una piccola grande differenza politica, attraverso i BOC la comunità (cittadini e soggetti economici) attraverso il Comune diventano insieme finanziatori e proprietari del bene e sono incentivati a partecipare. Nel caso della concessione al solo privato (magari amico degli amici) l'affare lo fa solo uno. Quanto alla restituzione del capitale, penso che si potrebbero studiare diverse forme anche vantaggiose per i sottoscrittori.
Io, per esempio (se fosse possibile), sarei felicissimo di aderire con una quota da scalare negli anni successivi con l'utilizzo dell'impianto a tariffa molto agevolata rispetto agli utilizzatori che non hanno aderito al projerct financial. Ma altre forme di restituzione del capitale si potrebbero studiare. Basta volerlo.
Ma se è già scontato in partenza che si vuol far guadagnare sempre una ristretta cerchia di persone, e che non si vuole nemmeno verificare se ci sono le condizioni (verifica del potenziale bacino di utenza, verifica dei costi, verifica del capitale acquisibile) allora conviene, come dice l'amico Pietro. riscoprire il Vulton e la Bria.
Almeno erano gratis e non portavano voti a nessuno.


Saluti



Gianfranco Salvemini



17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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Ritengo che la realizzazione di una piscina non possa prescindere, oggi, dall'intervento privato. La formula che va per la maggiore è quella del project finance: in poche parole il privato costruisce l'opera pubblica e rientra dal proprio investimento con gli utili di gestione. Pensare di utilizzare dei BOC per finanziare una piscina è, a mio avviso, abbastanza azzardato. Gestire un impianto natatorio non è cosa semplice, occorre essere dei professionisti qualificati. Lunga è la lista degli impianti che producono perdite anzichè utili. Una "corsia" costa dai 10 ai 15 eur per ora di apertura. Difficile pensare che una gestione pubblica possa essere competente e virtuosa.
Il problema non è reperire i finanziamenti (bancari ordinari, istituto per il credito sportivo, agevolazioni e bandi vari....), ma garantirne la restituzione (a maggior ragione per i BOC) con una gestione che deve essere qualificata e con un impianto che sin dalla progettazione deve rispondere a precise esigenze di bilancio.
Ovviamente un impianto pubblico può anche permettersi di agire in perdita per esigenze di welfare, ma questa è un'altra questione e, soprattutto, non permette di rimborsare i debiti.

Riccardo Benvegnù

17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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Ho letto del rammarico della signora Gisella Cremonesi per la mancanza della piscina. Mancanza che si potrebbe estendere a parecchio altro in questo paese, per i bambini ma non solo. Sarebbe molto facile aprire polemiche su questi argomenti, ma vorrei limitarmi ad un contributo costruttivo.
In comuni come il nostro, le casse sono cronicamente a secco, perciò, per fare opere pubbliche tocca attingere agli oneri di urbanizzazione. Ovvero, svendere territorio per edificare al fine di incassare. Oppure, come spesso si fa a Binasco, far realizzare opere pubbliche a scomputo oneri, cosa che nella maggior parte dei casi favorisce il costruttore.
Purtroppo Binasco ha ormai quasi completamente fagocitato i suoi 3,8 Kmq, e il giochino non sarà replicabile per molto. La legge però mette a dsposizione un'altra possibilità: l'azionariato popolare, i cosiddetti Bot Comunali. Lo strumento va usato con le pinze (i soldi vanno poi restituiti) e sarebbe folle utilizzarlo per opere senza un ritorno economico, ma in casi come questo sembrerebbe tagliato ad hoc. Infatti, una piscina crea sicuramente introiti che possono contribuire notevolmente alla restituzione del debito. Si tratta di una scelta a mio avviso intelligente, che permette di non incidere sugli oneri di urbanizzazione, lasciandoli disponibili interamente per opere di primaria importanza.
A meno che, non si voglia aspettare che il solito "soggetto privato" (magari amico di quelli che comandano), investa. Magari nel rispetto di un futuro "Progetto Comunale di Qualificazione delle Attrezzature per lo Sport ed il Tempo libero" con incentivi sotto forma di deroga ai limiti delle volumetrie edilizie" e col quale successivamente stipulare convenzioni.
Ma questa è un altra storia.


Cordialità

Gianfranco Salvemini







17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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Figurati cara Gisella, che sino al 6 settembre 2003 il nostro ridente Comune non aveva nemmeno una palestra agibile per il basket e la pallavolo..... 2003 !!!! non 1963!!!!!!!!

Riccardo Benvegnù

17 Settembre 2007
Piscina a Binasco
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Sono una mamma di Binasco che vorrebbe tanto mandare i suoi figli in piscina in settimana dopo la scuola, non lontano da dove abitiamo (Lacchiarella?) o meglio in Binasco e con qualche agevolazione da parte del Comune, ma...ma... perchè non esiste una piscina a Binasco? perchè esiste una sola convenzione con Motta Visconti che non è vicina? sappiamo bene (purtroppo) che il Comune continua a lamentarsi di non avere soldi! ma per chi non è disposto a stringere la cinghia e a fare i suoi investimenti? per i suoi bambini, per i suoi ragazzi, per i suoi futuri adulti! non è disposta a costruire un futuro per loro, eppure basterebbe cosi' poco...un pullman piccolino, magari lo stesso usato per la scuolabus oppure quello usato come navetta per gli anziani ....forse i bambini contano poco in questo paese , perfortuna accade solo qui!

Gisella Cremonesi


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