|
|
 
| |  | | PGT e tutela della memoria Commenta Vedi tutti gli argomenti
Circola (o circolerà) un volantino/appello dell'associazione Beatrice di Tenda di Binasco. Per chi non sapesse, o non ricordasse, è l'associazione che si rese promotrice di una notevole serie di manifestazioni in ricordo dell'eccidio/incendio Binaschino ad opera di Napoleone Bonaparte, tra le quali, due processi con condanna dello Stato Francese al risarcimento morale, mediante dazione in comodato dei quadri più rappresentativi della prima campagna Napoleonica d'Italia, fra i quali una rappresentazione di Binaschini in fuga da quella che oggi e l'area ex SGEA. L'associazione chiede che in quel luogo venga tutelato e reso monumento con una piantagione di duecento alberi.
Il volantino conclude:
"L'amministrazione di Binasco, in difformità di una precedente delibera del 2001, sta predisponendosi a concedere una licenza di costruzione su quel terreno. Fra alcuni giorni, poche firme inclinate, potranno cancellare un LUOGO IDENTITARIO, cancellando quella terra che non potrà più essere rivissuta e tramandata, vanificando l'importanza di una storia, di un paesaggio, di una memoria, dalla nostra cultura; frantumando l'identità rimasta. Firme incancellabili.
La giunta presieduta da Lucio Rognoni, respinse il progetto dell'Associazione Commercianti pari ad 1/3 del volume oggi in discussione, confermando la non edificabilità del suolo stabilita dalle amministrazioni precedenti. Inedificabilità condivisa dalle opposizioni. I cittadini si chiedono come e perché un terreno non inserito nel Piano Regolatore, quale bene edificabile, possa essere stato pagato € 1.800.000"
Non conosco gli acquirenti e i loro obiettivi, ma di sicuro NON hanno acquistato per disinteressato mecenatismo. Inoltre, i PRG sono come l'elastico delle mutande, si tirano e si smollano a secondo degli interessi contingenti. Lo dimostra la genesi di tutta la vicenda: I nostri amministratori (più meno gli stessi da un ventennio) sono passati da un "La stazione non si tocca e resta dove è e come è!!!" senza procedere ad uno straccio di ipotesi di esproprio per utilità pubblica e senza valutare la partecipazione all'asta in sinergia con enti economici privati), alla concessione edilizia.
D'altro canto lo stile è noto, la conservazione della memoria, per chi ci amministra, è sempre rimasta.... nella memoria. Vedasi la vicenda degli scavi S.Maria in Campo:
Reperti risalenti all'età del ferro, sepolture romane e medioevali, le fondamenta di un importante convento del trecento, dieci anni concessi dalla sovrintendenza ai beni archeologici per la musealizzazione dell'area e un progetto di parco archeologica redatto da volontari. Risultato? Grandi promesse e proclami, nessuna acquisizione (a prezzo agricolo) da parte dei comuni e svendita da parte della proprietà a nuovo agricoltore.
L'obbligo di coinvolgere i cittadini nella redazione dei PGT potrebbe segnare una svolta. Da 1 a 100, voi, a quanto la date?
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
|
|