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| |  | | Non sempre la speculazione edilizia vince. Commenta Vedi tutti gli argomenti
Dalla mail di Pierangelo F. del 6 maggio a consigliere votato al dialogo.
......sempre nella stessa zona (Via Binaschi l.go Loriga, via Matteotti), sono in corso scavi per i box della nuova edificazione. Durante gli scavi, un vetusto edificio adiacente ha rischiato il crollo.....
Dalla Gazzetta del Sud Milano di questi giorni.
Il Tribunale ha dato piena ragione all'Amministrazione comunale
IL COMUNE STRAVINCE SU TUTTA LA LINEA
BINASCO - Il Tribunale di Pavia ha dato ragione al'Amministrazione comunale sulla sospensione dei lavori nell'à mbito del piano di recupero del comparto fra via Binaschi, via Matteotti e largo Loriga. Infatti ha confermato la legittimità del provvedimento disposto dall'Amministrazione Castoldi il 7 luglio 2008 e ha condannato gli operatori del piano alla rifusione delle spese di lite con liquidazione in favore del ricorrente per diritti e onorari, delle spese per la Ctu e accessori e per l'ausiliario geometra, nonchè alla messa in sicurezza dell'edificio lesionato. Insomma il verdetto del Tribunale di Pavia ha dato ragione all'ente su tutta la linea e ha obbligato gli operatori dell'intervento a mettere mano al portafoglio per rimediare ai danni causati dallo scavo. Tutto è incominciato il 29 maggio del 2007 quando l'operatore ha denunciato in municipio l'inizio dei lavori; poi il 27 febbraio 2008 c'è stata la rettifica per errori materiali grafici. In concomitanza con i lavori di scavo per ricavare il piano interrato dell'edificio si sono registrati cedimenti degli edifici circostanti all'area di cantiere che hanno finito per innescare un contenzioso tra la società titolare e proprietaria dell'intervento del lotto 9, la società esecutrice dell'opera e la società subappaltatrice delle opere di scavo e tra proprietari degli edifici confinanti. Da questa situazione è nato un rimpallarsi delle responsabilità e il Tribunale di Pavia, che è stato investito della controversia, ha disposto apposite perizie per poter decidere in merito e ha acquisito dal Comune indicazioni sugli interventi ammissibili agli immobili danneggiati alla luce degli interventi consentiti dal piano di recupero. Adesso c'è il verdetto, che ha confermato la sospensione dei lavori ordinata allora dal Comune per lo scavo finalizzato alla costruzione della palazzina secondo il progetto originario che prevedeva la formazione del piano seminterrato. Il Tribunale ha anche ingiunto la messa in sicurezza del corpo di fabbrica lesionato mediante il posizionamento di una puntellatura costituita da maglie in prefabbricati metallici formata da montanti e traverse ubicate lungo la facciata dell'edificio lesionato e l'inserimento di tiranti in acciaio per contrastare ogni elemento di rischio. L'Amministrazione comunale ha preso atto della sentenza e convenuto che le opere ordinate sono volte alla messa in sicurezza degli immobili e comunque tali da non costituire palese contrasto con le possibilità di intervento previste dal piano di recupero, fatto salvo il consenso dei proprietari degli immobili danneggiati.
Ok. Vediamo se ho capito. Qualcosa è andato storto durante gli scavi (probabilmente per superficialità o mancanza di prospezioni idrogeologiche corrette) - il nostro Comune ha ordinato la sospensione dei lavori e la rifusione dei danni - Gli operatori edilizi non hanno accettato di essere la causa del danno arrecato agli edifici adiacenti e hanno fatto causa al Comune - Il tribunale ha dato ragione al Comune e ha condannato gli operatori a rifondere i danni e al pagamento della spese per la messa insicurezza degli edifici lesionati - il comune dato via libera alla continuazione dei lavori "fatto salvo il consenso dei proprietari degli immobili danneggiati".
Se ho capito bene....percorso netto!!! E, una volta tanto, plauso al nostro Comune.
Mi restano però alcune domande, alle quali, suppongo, il consigliere "votato" al dialogo non avrà la bontà di rispondere.
Nella mail del 6 Maggio chiedevo anche:
.......Il nostro cento storico è oggetto di ristrutturazioni che fanno capo ad un piano di coordinamento urbano realizzato dal nostro comune (...) era previsto un "premio" incentivante in termini di volumetria per la realizzazione di portici (...) Gli incentivi in termini di volumetria riservati alla zona sono rimasti in essere oppure no? Se non sono più in essere, sono stati sostituiti con altri "incentivi"? Se sì, quali?
A chi fanno capo le proprietà? e quali gli eventuali enti economici che le supportano?
Eventuali cenni di riscontro, da qualsiasi parte provengano, saranno più che graditi.
Pierangelo F. | |  |  | | 
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