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| |  | | No global, i se e i ma... Commenta Vedi tutti gli argomenti
concordo su tutto ma per verità di cronaca bisognerebbe rileggere meglio i messaggi passati, forse ci si accorgerebbe che è necessario invertire gli...addendi (anche se il risultato non cambia): ci si accorgerebbe che altri sono coloro che si divertono nel tiro al piccione verso la voce controcorrente che si leva da qui.
e quanti messaggi, non avendo argomenti evidentemente solidi, non fanno altro che ridicolizzare gli scritti del "sig. colombo" ?
forse rileggendosi un po' meglio i post non sfuggirebbe quanto sostengo da tempo, ovvero la massima considerazione per la diversità: di opinione, di religione, di...qualunque cosa.
è tutto scritto, basta leggere senza preconcetti.
"...un tempo in cui il pensiero unico regnava sovrano e in cui chiunque osasse avere un'opinione differente sarebbe stato da considerare un pericoloso criminale da rinchiudere e ridurre al silenzio..."
esatto, ben detto! è proprio quello che mi pare a volte avvenga qui, contro la voce che si differenzia dalla massa, forse solo perchè (in questo momento e provvisoriamente) non vive all'ombra del campanile e del castello locale?
basta leggersi i messaggi: l'attacco serrato verso una voce dissidente è
nei messaggi più o meno duri più o meno ridicolizzanti che mi vengono rivolti.
io non ho mai attacato per primo "il sig.........", altri invece mi pare usino questi metodi.
quindi altri, non certo io, sono coloro che non ammettono altre opinioni al di fuori del pensiero unico. lo dica a questi e io la sostengo.
se la pistola si fosse inceppata?
a me hanno insegnato che la storia (quella con la "S" maiuscola), non si fa con i se e con i ma.
ma partecipiamo al gioco dei "se": se la pistola si fosse inceppata gli occupanti del defender avrebbero sempre potuto andarsene, come del resto è avvenuto dopo essere passati sul corpo di giuliani.
non le piace la supposizione? allora vede che il gioco dei "se" non funziona?
"...ci sarebbe sempre stata un famiglia in lacrime..."
ma dove sta scritto che nelle manifestazioni debba per forza scapparci il morto? ha una visione un po' distorta delle manifestazioni.
spesso nelle manifestazioni la gente piange ma per via dei lacrimogeni (non di rado sparati ad altezza d'uomo: lo sapeva questo?).
il fatto che qualche cretino a marghera abbia dato un nome altrettanto cretino ad un ritrovo giustifica forse sparare contro i manifestanti?
possiamo fare una ricerca sui nomi più o meno bizzarri dei locali italiani e stranieri (non è originale, lo aveva già fatto "cuore" diversi anni fa), ma credo vi sia una bella differenza fra il nome (per quanto deprecabile) di un locale dove comunque non si è mai sparato a nessuno sino a prova contraria, ed una rivoltellata in faccia ad un giovane ventenne. ce ne passa.
troppo comodo dire che in quella vicenda non ci sono martiri né eroi: sicuramente c'è un ragazzo ammazzato da un giovane carabiniere che non era nelle condizioni di portare un'arma ed i fatti lo hanno concretamente dimostrato.
c'è da chiedersi quante persone prestano servizi armati (dai pubblici ufficiali alle guardie private) e presentano la medesima inaffidabilità di placanica: siamo veramente tutti a rischio quando ne incrociamo uno e non lo sappiamo?
se questo spara in faccia alla gente pur essendo dentro un fuoristrada (mica una utilitaria) avendo la possibilità di scappare dal pericolo, cosa avrebbe fatto se fuori servizio gli avessero tamponato l'auto?
luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 5.8.08
p.s. evidentemente contro il caldo è più divertente una discussione appassionata che il sudoku
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Tra opinioni e commenti, spesso condivisibili e spesso deprecabili capita spesso in questo ambiente di leggere taglienti giudizi e spietate condanne espressi dal carissimo Colombo binaschino ora su uno ora sull'altro partecipante al forum. La colpa è sempre la stessa, avere un'idea, un'opinione diversa dalla sua; la condanna è certa, una volta messa in dubbio la sua incrollabile verità, si verrà inevitabilmente tacciati di fascismo, nazismo, razzismo, incoerenza politica, ignoranza e chi più ne ha più ne metta, quindi messi alla berlina con battutine di dubbio gusto e rinchiusi nella cerchia dei "cattivi tendenti a destra". Cercando di capire la ragione di questi atteggiamenti ho pensato che forse si tratti solo di nostalgia, la nostalgia di un periodo ben descritto dal recentemente scomparso premio Nobel Aleksandr Solženicyn, la nostalgia di un tempo in cui il pensiero unico regnava sovrano e in cui chiunque osasse avere un'opinione differente sarebbe stato da considerare un pericoloso criminale da rinchiudere e ridurre al silenzio. Si può anche scegliere di non rispettare le persone con cui ci si confronta (anche se si fa solo la figura del buffone maleducato), ma, grazie a Dio e agli uomini, la libertà di pensiero e di opinione sono ancora abbastanza garantite in questo paese, quindi eccoci qui ad animare con brucianti commenti le già calde giornate di questo agosto binaschino nella speranza di non divenire un giorno novelli Ivan Denisovich. Senza voler mettere in dubbio che i fatti del G8 di Genova costituiscano una delle pagine più vergognose e buie della recente storia del nostro paese, mi viene da chiedermi, a proposito di se: e se le cose fossero andate i modo diverso? e se la pistola si fosse inceppata? vorrei credere che avremmo avuto un ragazzo morto in meno, ma non ne sono convinto, penso piuttosto che avremmo avuto un morto dall'altra parte, che ci sarebbe sempre stata un famiglia in lacrime, e che i luridi commenti esultanti sullo stile "uno in meno" si sarebbero alzati dall'altra parte della barricata con la stessa vergognosa mancanza di umanità. Forse non tutti ricordano che all'interno del centro sociale "Rivolta" di Marghera c'era un locale che si chiamava "OSTERIA ALLO SBIRRO MORTO", ritrovo di personaggi mooolto impegnati politicamente, c'è da chiedersi se se loro meritino o no rispetto. Forse, prima di lanciarsi in giudizi, sarebbe il caso di far sparire un po' di ipocrisia e di dare il nome giusto alle cose e, personalmente nella morte di quel giovane ucciso da un altro giovane non riesco a vedere ne' martiri ne' eroi da nessuna delle due parti, solo tanta profonda tristezza.
Marco Cattalini mcattali@tiscalinet.it
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