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| |  | | Nel regno di Fiabilandia Commenta Vedi tutti gli argomenti
In effetti la citazione dalla Fattoria degli animali di Orwell, si adatta perfettamente al regno di Fiabilandia, ovvero:
"Tutti gli insetti sono uguali e devono pagare le tasse, ma le formiche, essendo più uguali degli altri, sono libere di guadagnare quello che vogliono e di evadere il fisco"
La democrazia è morta? W la democrazia!
Simpaticamente
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Gianfranco Salvemini
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Secondo me il problema è un altro... la nostra situazione è più simile a quella della "Fattoria degli animali"...
Una storia in cui gli animali della fattoria si ribellano al fattore e lo cacciano, e poi, dopo un periodo di anarchia in cui nessuno fa più nulla e la fattoria sta per andare in decadimento, nasce la "democrazia", cioè in poche parole i maiali assumono il controllo della fattoria e ripistinano il lavoro nei campi etc... Quando gli animali si accorgono che i maiali hanno assunto una posizione di comando nei confronti degli altri animali, qualcuno cerca di far valere i principi di eguaglianza e i maiali
rispondono:
"All the animals are equal, but there are some animals that are more equal than the other"
ossia
"Tutti gli animali sono uguali, ma ci sono alcuni animali che sono più uguali degli altri"
W la democrazia, se esite...
Saluti a tutti, soprattutto a quelli "meno uguali"
Miriam Bonù | |  |  | | | |  | | Nel regno di Fiabilandia Commenta Vedi tutti gli argomenti
C'era una volta nel regno di Fiabilandia una laboriosa formica, che lavorando venti ore al giorno (rigorosamente in nero, per coerenza col suo colore) accumulò negli anni una vera fortuna. Con i guadagni si costruì una villa faraonica per riposare dopo il sudato lavoro, tre case in note località turistiche per trascorrere la vecchiaia (che intestò a tre prozie nullatenenti), due Ferrari targate San Marino e una barca da sogno battente bandiera Liberiana per figlio formichino che aveva un'autentica passione per la navigazione. Non mancò di depositare grandi somme in selezionate banche del Liechtenstein a prova dell'invadente fisco di Fiabilandia.
Nella stessa Repubblica, viveva un'allegra cicala che sorrideva a tutti, anche nei momenti più difficili cantava e quasi ogni sera suonava in una band per il piacere degli amici. Siccome la cicala pensava che il lavoro non è tutto nella vita, decise di fare la lavoratrice dipendente per avere tempo libero dopo le otto ore, da dedicare al canto ed alla musica.
Trascorsi molti anni, vennero per la formica e la cicala i tempi della pensione. La cicala, che aveva regolarmente pagato i contributi pensionistici, ebbe una buona pensione con la quale vivere decorosamente e suonare e cantare per tutto il tempo che voleva. Grande fu la sua sorpresa, quando sul resoconto mensile trovo una trattenuta per tasse. Dovette farsene una ragione: lei era una cicala pensionata benestante, quelle trattenute sarebbero servite per pensionati meno fortunati di lei, era giusto così.
Un giorno, dopo aver cantato per gli amici, si mise a guardare la TV. La trasmissione Finestra a Finestra, condotta da Bruno Calabrone, trasmetteva un servizio sulle pensioni. Trasecolò, quando sul video apparve piangente l'immagine della formica che lamentava il suo stato di miseria nera, dato che la sua pensione non arrivava a 500.000 baiocchi. Bruno Calabrone gridò il proprio sdegno a tutti i politici presenti, dei quali, uno in particolare, il noto Cavalier Farfalla della coalizione di destra, prese l'impegno di portare le future pensioni minime almeno ad 1.000.000 di baiocchi. Nel corso degli anni la pensione della cicala andò via via perdendo potere d'acquisto, finché un giorno altri politici spodestarono il Cavalier Farfalla. Subito Bruno Calabrone mandò in onda uno speciale pensioni di Finestra a Finestra, durante il quale la formica piangente più che mai, mise in luce la difficoltà di tirare a campare con 1.000.000 di baiocchi al mese. Tra i nuovi politici, il Prode Scarabeo della coalizione di sinistra, illustrò il suo progetto: "Rimodulare le aliquote per favorire i ceti meno abbienti" la cicala si vide così decurtare ulteriormente la pensione considerata ricca, aumentare le tasse per il suo due locali più servizi, per l'assicurazione della sua vecchia cinquecento, per la sua vacanza di una settimana a Mandello al Lario, per le tariffe di luce, acqua, gas, trasporti ecc.ecc.ecc.
Ovviamente anche quella volta la formica sentitamente ringraziò, ritirandosi a trascorrere serene vacanze nelle tre ville intestate alle prozie, o sulla barca del figlio formichino tutto spesato con gli interessi maturati dai conti depositati in Liechtenstein, in attesa di essere invitato di nuovo da Bruno Calabrone, ad illustrare ai comandanti di turno lo scandalo delle pensioni minime nel regno di Fiabilandia.
Morale:
Nel regno di Fiabilandia non importa lavorare molto o lavorare poco, ciò che conta è guadagnare in nero, perché se sei onesto ci sarà sempre un Cavalier Farfalla o un Prode Scarabeo, che con la scusa di far quadrare i conti e favorire i meno abbienti, s'attaccheranno alla tua greppia. Ovviamente lanciando strali contro gli evasori, ma guardandosi bene dal fare qualcosa di serio per stanarli.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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