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17 Ottobre 2010
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E' vero signor Salvemini, non bastano interpellanze e ordini del giorno a fare opposizione. Per quanto riguarda l'Unione per Binasco in questi giorni qualcosa abbiamo tentato di fare. Intanto coinvolgendo i consiglieri regionali del Pd (che però, come ben si sa, stanno all'opposizione) e poi chiedendo già sabato scorso al sindaco di farsi carico del problema, facendo presente che il rischio che i pendolari rimanessero a piedi era concreto e che in questo contesto si sarebbe anche potuto cogliere l'occasione per verificarela possibilità di soluzioni alternative (per esempio chiedendo all'Atm di estendere le sue corse fino a Binasco, considerato fra l'altro che fra qualche tempo sarà disponibile il collegamento in metropolitana ad Assago).
Cosa pensiamo del problema trasporti l'abbiamo ribadito più volte non solo in consiglio comunale ma anche in un giornalino che abbiamo distribuito. Proprio nel mese di maggio, chiedendo chiarimenti su un articolo di giornale nel quale si dava conto di un possibile incontro fra il sindaco e l'assessore provinciale nel quale si sarebbe dovuto discutere di un eventuale "sconto" sul pedaggio per i residenti di Binasco, abbiamo chiesto che in questo incontro si affrontasse il tema con un approccio più globale, per esempio
1) ponendo la questione dell'ottenimento della tariffa urbana per il prolungamento della metropolitana ad Assago.
2) chiedendo di ridiscutere con provincia e regione il servizio complessivo offerto dalla Sila, carente sotto tutti gli aspetti, alla luce delle vere le esigenze di mobilità del nostro territorio.
In tema di trasporti siamo da sempre per incentivare il più possibile l'uso del mezzo pubblico, ma è evidente che il mezzo pubblico deve poter offrire un servizio completo (muoversi da Binasco la sera per esempio è impossibile) e efficiente, che l'amministrazione pubblica deve "pretendere" con un monitoraggio attento e continuo.
Perché non è che la ripresa delle corse con un altro concessionario domani risolverà il problema. I tagli della finanziaria che ricadono sulle Regioni faranno sì che nei prossimi anni diminuiranno i soldi da investire nelle linee automobilistiche. Il che avrà come primo risultato un aumento di biglietti e abbonamenti (già annunciato dalla Regione) e a cascata una sempre maggiore moria delle concessionarie che, come la Sila, potrebbero non reggere economicamente.
Risultato: di una Sila bis potremmo essere di nuovo a parlare fra poco, in assenza di una forte richiesta politica di concertazione su questi temi, con buona pace dei pendolari.
Daniela Fabbri
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