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| |  | | Mala tempora currunt Commenta Vedi tutti gli argomenti
Ci risiamo col circo mediatico che nutre la morbosità curiosa più bieca delle persone: dopo aver visto la bassezza cui si può scendere, col processo di Cogne e l'Italia divisa fra colpevolisti e innocentisti, dopo anche delitto di Garlasco, riecco il peggio della tristezza umana fare la coda per un posto in prima fila al processo dell'anno (sino al prossimi efferato delitto, of course!) coi "mostri" di Erba. Siamo figli del nostro tempo e in molti "istruiti" alla scuola del Grande Fratello (quello televisivo, purtroppo), tanto che realtà e fiction ormai si confondono nella vita e nella mente di molte persone. Abituati dalla TV a spiare dal buco della serratura le abitudini dei "famosi" lo si ripete nel proprio piccolo coi vicini di casa per carpirne i segreti, le abitudini e poter spettegolare su "quella fa questo... quello che fa quest'altro..." in molti vivono una confusione mentale allucinante. Non voglio entrare nel merito dei processi e dei fatti, ma mi sconvolge l'atteggiamento delle persone "normali" che stazionano davanti le case dei presunti colpevoli per vederli e sparare giudizi insulsi; le stesse persone che urlano "assassino" ad un indiziato, come nel caso di Garlasco, prima ancora che venga celebrato il processo (val la pena di ricordare che sino al 3° grado di giudizio si è presunti innocenti), come se discutessero di Inter e Milan. Sono le stesse persone intrise di luoghi comuni, che parlano con frasi fatte, che vediamo ogni giorno anche nel nostro paesello o ovunque, che fanno la fila con noi alla posta o al supermercato, quelli che "...tanto sono tutti uguali... tanto non cambia mai niente.... in galera stanno bene.... io gli farei questo e anche quest'altro..." e via con la ridondanza di idiozie gratuite. Che tristezza, ma anche che paura; no, non dei presunti assassini (a quelli ci penserà la Legge, la loro coscenza e se credenti il loro Dio).... paura di loro, delle persone "normali" che stanno intorno a noi, che fanno la fila per insultare chiunque e sparare scempiaggini (tanto è gratis!), della loro lingua tagliente che spesso fa più male delle frustate.
Sa molto di delirante pseudo-psicoterapia di gruppo: ogni giorno le "persone nomali" subiscono vessazioni di ogni tipo dal Potere, dalle istituzioni che invece di essere al servizio del cittadino gli complicano la vita, dal solito furbo che vuol fregare il prossimo, ecc. e allora perchè non sfogarsi urlando la propria frustazione contro qualcun'altro appena ciò è possible? non importa chi e perchè, importante è urlare contro qualcuno ed ergersi a Giudice della vita di qualcuno.
A Milano si usava una volta un detto inquietante che recitava in dialetto "La soddisfazione più grande di un poveraccio è vedere un altro finire in malora".
E il pubblico di certi processi ce lo conferma ogni volta.
Un saluto
Dolores Panza
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