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l mio plauso alla sig. Dolores per la approfondita ricostruzione della vicenda Mastella. Non sempre editata in modo così chiaro dai media ufficiali.
La scandalosa vicenda di "comune interesse di bottega" non meraviglierebbe più di tanto se non fosse che è sintomatica di un sistema, il quale, più o meno, ha interessato e interessa la politica a tutti i livelli, da destra a sinistra. È storia conosciuta. Pensare che i nostri politici hanno pure il coraggio di dire che l'Italia va male per il sommerso e il lavoro nero. Ma viva la faccia! Ovviamente vorrei capire dove stanno le responsabilità dei comuni cittadini in tutto ciò, se non quelle da addebitare alle categorie interessate alla sopravvivenza del malcostume. E allora che fare? accettare passivamente un sistema nel quale il più onesto si è fregata solo l'argenteria, o darsi da fare per assicurare i "mariuoli" alla giustizia? Bhe.... con i Mastella e company qualche magistrato ci ha provato, ma l'applauso di solidarietà al ministro da parte di tutto il parlamento la dice lunga. Allora tocca sperare che cambino le regole, ma giustamente mi faceva osservare un amico: se le regole le deve fare il "mariuolo" è come incaricare la volpe di studiare sistemi di sicurezza per il pollaio, oppure eleggere il topo a custode del magazzino del formaggio.
Vuoi vedere che ci rimane solo di impugnare la clava?
Nel mio giardino ci sono degli alberi ad alto fusto, da un po' di tempo, quando mi affaccio alla finestra sono colto da insani desideri.
Cordialità
Gianfranco Salvemini
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Due note (e due conti) sull'ex Ministro della Giustizia Clemente Mastella
Il Sen. Clemente Mastella è nato il 5 febbraio 1947 a San Giovanni di Ceppaloni, un piccolo centro del Beneventano, di cui attualmente è Sindaco, dopo aver già ricoperto questo incarico dal 1986 al 1992.
Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno tre figli: Elio, Pellegrino e Sasha, una ragazza della Bielorussia adottata quando la bambina aveva 8 anni.
Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri.
Due figli sono consulenti in alcuni ministeri
La moglie di Mastella, Sandra Lonardo, è Presidente del Consiglio Regionale della Campania, con un cospicuo stipendio (ora indagata, come sappiamo, proprio come il consuocero Camilleri). La signora è stata eletta con l’attuale sistema elettorale che dà al partito la facoltà di scegliere i candidati (altro che l’hanno votata e viva la democrazia!!!).
Una bella famiglia come tante altre, ma forse con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Il giornale si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34.
Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate.
Lo testimoniano il gionalista Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica, ma anche un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal Parlamento, ed un'altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!".
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1,33 milioni di euro.
E che ne faranno di tutti quei soldi (che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro??
Già, insisterete ancora voi: che ne faranno?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma.
E così ha fatto.
Un contratto da 40.000 euro all'anno.
Sapete con chi?
Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all'Ordine dei Giornalisti,
opinionista e anche segretario del partito.
Ma è sempre lui, penserete!
Che c'entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Da notare: Clemente Mastella, ha iniziato l'attività giornalistica come Capo Ufficio Stampa della vecchia Democrazia Cristiana, è un giornalista in pensione ma che può legalmente ancora continuare la sua attività.
Sapete dopo quanto tempo Mastella è andato in pensione come giornalista? dopo 397 giorni di lavoro, sufficienti per lui a maturare la sua pensione da giornalista (che è una pensione coi fiocchi) .
Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente.
Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi.
Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell'ordine.
Tra l'altro, Elio Mastella è appassionato di voli.
Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
Ed Elio Mastella, che ci faceva sull'aereo di Stato?
L'esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni.
Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile?
Gli ultimi biglietti d'aereo (con allegato soggiorno) l'editore Clemente Mastella li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri in Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell'Udeur. Siamo nell'aprile del 2006.
Da allora -assicura l'editore Mastella- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l'inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati dell'ex ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta (diploma di maturità non meglio specificato, ex presidente dell’Autorità territoriale ottimale Benevento-Avellino, presto rimosso dal Tar per incompatibilità, oggi in parlamento).
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l'angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell'ubiquità.
Magari la prossima volta parliamo della favola della compravendita della sede del giornale, a quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l'Inail, e a quanto è stata affittata all'editore, Clemente Mastella.
Chi l'ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d'assalto: Pellegrino ed Elio Mastella!
Saluti
Dolores Panza
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