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| |  | | Lucciole e fuochi Commenta Vedi tutti gli argomenti
Quasi tutti i giorni mi trovo a percorrere, tornando dal lavoro, la strada che collega Melegnano a Binasco. Mi è stato raccontato, quando mi sono trasferito qui, che una volta quella strada veniva chiamata “la strada dell’amore” a causa della massiccia presenza di prostitute che offrivano i loro servigi lungo la via. Nulla è cambiato dai “vecchi tempi”, a quanto pare, anche se oggi quella strada andrebbe forse ribattezzata la strada della tristezza, visto che, al di là di ogni moralismo bacchettone, l’unico sentimento che quelle povere ragazze possono evocare è, appunto la tristezza, o forse la pietà, frammista ad una buona dose di rabbia. Le leggi attuali (per quanto possano essere
discutibili) vietano e puniscono la prostituzione in luoghi pubblici colpendo sia le prostitute che i loro clienti. Personalmente sono convinto che la repressione da sola non basti e che debba essere accompagnata da programmi di recupero e da strutture che diano a queste persone la possibilità di uscire da una situazione di moderna schiavitù, ma sono convinto che possa aiutare a scoraggiare il mercato della prostituzione e a renderne più difficile lo sfruttamento. Quello che mi chiedo è: ma se una legge c’è, perché non viene applicata?
Marco Cattalini
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