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Leggo spesso e scrivo poco quindi mi sento chiamata in causa.
Gli argomenti sollevati in questi ultimi giorni sono molti e li ho letti tutti con interesse, devo confessare che mi sono astenuta dal fare commenti perché non ho potuto non notare una grande competenza da parte di alcuni di coloro che scrivono, che io non ho, quindi ho preferito leggere e non scrivere per non rischiare di parlare a sproposito.
Inoltre io sono una dei pochi binaschini (forse) che non ha una casa di proprietà e che quindi non vede l'ora che si inizi a costruire soprattutto con la legge 167 e sono una commerciante quindi ritenuta 'responsabile' del caro vita che affligge molti (Non posseggo un supermercato comunque...). Insomma, sono un concentrato di qualità negative!
Vorrei solo puntualizzare un paio di cosucce.
Come ho già avuto occasione di dire in merito ad un altro argomento, io sono più dispiaciuta per il vecchio che si distrugge che per il nuovo che si costruisce.
Binasco aveva un'identità fatta di corti, cascine, vecchi palazzi che sono tutti stati distrutti per far posto a nuove costruzioni (a volte discutibili) e che sarebbe stato bello al contrario valorizzare.
Mi chiedo poi: ma tutto questo passaggio di gente a Binasco dov’è??????
A parte l’orario-ufficio alla mattina e alla sera, che tra l’altro credo sia una caratteristica di tutti i paesi dove la maggior parte delle persone fa il pendolare, durante tutte le altre ore del giorno Binasco è fin troppo vuoto!
A proposito invece della recente discussione in merito alla produzione in Cina piuttosto che in altri paesi esteri, mi sembra che non sia emerso un fatto che io invece ritengo basilare: la tassazione sul lavoro dipendente (e non solo!) che nel nostro paese è davvero esagerata.
Faccio notare un altro piccolo particolare: su ogni oggetto che viene venduto-comprato grava l'iva del 20 % !
Lo riscrivo: VENTI PER CENTO!
Mi permetto anche una domanda provocatoria: se io mettessi in vetrina un braccialetto in argento con tanti ciondolini a cuoricino (riuscite ad immaginarvelo?) con una bella garanzia che certifica che è stato prodotto in Italia, rifinito a mano etc. etc. al costo di, poniamo, 50 euro e uno identico (Identico!) al costo di 30 euro, ma che viene dalla Thailandia per esempio, secondo voi quale venderei? (non chiedo quale comprereste perché sicuramente tutti voi siete attenti a queste cose….)
Io credo che venderei sicuramente quello da 30 euro (sempre ammesso che in un periodo come questo io riuscissi a vendere almeno uno dei due!!!!) e quindi sarei costretta a rimpiazzare quello venduto con un altro della stessa serie o magari due perché no, visto che l’ho venduto così bene e che il mio ‘stipendio’ è dato dalla quantità di oggetti che riesco a vendere.
Un saluto cordiale a tutti.
Laura Massoni
P.s. complimenti alla Sig.ra Dolores che oltre a vivacizzare i portici con i suoi scritti, non sempre condivisibili, ha sollevato una questione che incuriosisce molti e che potrebbe essere il gioco della primavera: chi è dolores?
Secondo me è un maschietto sotto mentite spoglie…….
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