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Tra le varie novità, più o meno condivisibili, inserite nel decreto governativo anticrisi 185/2008, spicca l’art. 29, rapidamente ribattezzato ”ammazza-detrazione 55%”, che pretenderebbe di “regolare”
le richieste di detrazione per ristrutturazioni a risparmio energetico.
A parte l’evidente assurdità di eliminare una delle poche normative che andavano nella direzione dell’abbattimento delle emissioni inquinanti, sono evidenti nell’articolo forti contraddizioni tra gli effetti che questo provvedimento causerà e gli obiettivi che il decreto si era prefisso, vale a dire l’attenuazione degli effetti della crisi economica in atto.
In primo luogo la retroattività del provvedimento mette in crisi chi, privati e imprese, ha già investito in ristrutturazioni a risparmio energetico; non credo che un provvedimento simile, emanato sotto Natale oltretutto, aiuterà molto a rafforzare la fiducia dei consumatori che si vedranno costretti a programmare per il prossimo anno un notevole esborso fiscale che avevano pensato di poter evitare; non resta molto per i regali se devo mettere via i soldi per una gran botta di tasse che pensavo di non dover pagare… Immagino che il volano economico messo in moto alla precedente normativa per le piccole e medie imprese, che producono e installano serramenti, caldaie e sistemi fotovoltaici, sarà inesorabilmente destinato a fermarsi; se prima ristrutturare casa poteva essere un buon investimento, ora diventa soprattutto una spesa… Decade in gran parte la ricaduta della legge precedente sulla lotta all’evasione fiscale; se il governo mi propone un 36% di detrazione in 10 anni e un eventuale imprenditore “creativo” uno sconto del 20% subito, facendo i lavori in nero, la proposta diventa allettante per molte persone...
Quindi: riduzione della fiducia, contrazione dei consumi, abbattimento del mercato delle ristrutturazioni e incremento dell’
evasione fiscale… a fronte di un immediato risparmio di cassa, che in realtà resta l’unico, malcelato, obiettivo dell’articolo 29; un ottimo risultato, niente da dire!
Facendo un ragionamento di carattere “geografico”, viene facile supporre (mi posso sbagliare), che la maggior parte delle ristrutturazioni a risparmio energetico riguardino il Nord Italia sia per motivazioni di carattere climatico, che per la concentrazione delle piccole e medie aziende interessate alle ristrutturazioni. Se il mio ragionamento è giusto, la ricaduta negativa dell’articolo 29 verrà a colpire in maggioranza la gente del Nord con l’avallo della Lega Nord, strenuo baluardo di difesa del sedicente “Popolo Padano”. A quanto pare questa volta il governo romano metterà davvero le mani nelle tasche della gente del Nord e se la Lega sarà connivente col governo, questa volta non credo basterà qualche proclama di Bossi per far dimenticare il boccone amaro alle “Genti Padane”.
Cordialmente
Marco Cattalini
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