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24 Luglio 2009
La scuola
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Ad Anna Sorrenti e Mario Manzolini: La mia domanda,sui risultati dei non promossi nella scuola privata,sebbene venata da un filo di ironia, non è nata né da "frasi fatte e luoghi comuni" né partiva da un giudizio generalizzato per "creare etichette grossolane e superficiali"; la mia domanda nasce dall'esperienza personale, perchè anch'io sono figlio della scuola privata e, visto che vi ho vissuto all'interno, posso tranquillamente asserire che vi trovai professori di grande levatura culturale ed anche grandi ignoranti che del professore avevano solo il titolo; ma che alla fine, senza culo, ma con un buon aiuto venni licenziato. Questo non vuol dire che chi usciva dalla scuola privata era un somaro, voglio solo sottolineare che era più facile uscirne ... l'aiutino non mancava mai ....
Ed ora mi chiedo, con le nuove regole dettate dal valente Ministro, le direttive vengono applicate in toto? Oppure in certe situazioni di nicchia possono essere "evase" ..... con il bene placido del collegio docenti?
Con amicizia
Jerry Piuma
22 Ottobre 2008
La scuola
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L'IPOTESI DI CALAMANDREI A PROPOSITO DEL VALORE DELLA SCUOLA PUBBLICA

L'attualità del discorso pronunciato da Piero Calamandrei, l'11 febbraio 1950, al III° congresso a difesa della Scuola Nazionale, ci fà comprendere l'utilità e la giustezza delle riflessioni e della battaglia intrapresa contro ogni tentativo di smantellare, con le furbizie dell'oggi, la scuola pubblica.

Un passo di quel memorabile discorso:......Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta una ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perchè in fondo sono migliori si dice di quelle di stato.
E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: vel'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico........

Pubblicato nella rivista Suola democratica, 20 marzo 1950

In Questa scuola di oggi si pensa troppo, "il pensiero unico" del governo dominante fa fatica a fare breccia nelle "intelligenze ottuse" di studenti, bambini, genitori e insegnanti. Bisogna quindi inventarsi il cattivo funzionamento della scuola pubblica, gli insegnanti fannulloni, i bambini e gli studenti che non apprendono con l'attuale sistema organizzativo della scuola pubblica. E poi si spende troppo per avere conoscenze di solo libero pensiero.
E' la solita solfa che i signorini nostalgici, di tempi lontani, rispolverano utilizzando e usando la Gelmini di turno.
Vigiliamo, denunciamo, manifestiamo per la libertà nostra e quella dei nostri figli.

Pino Vella


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