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| |  | | La fermata del bus nel Paese delle Meraviglie Commenta Vedi tutti gli argomenti
Gentile signor Andreoli,
chiunque abbia usufruito, anche una sola volta nella vita,
dell'autostazione di Binasco, sa bene in che condizioni di abbandono
e di trascuratezza si trova. Sono quindi d'accordo con Lei quando
dice che Binasco non si merita una cosa simile. Il problema però è un
altro: non credo che la nuova proprietà, che ha comprato l'area in
questione per una cifra assolutamente considerevole, sia animata da
altruistici propositi e abbia come obiettivo principale quello di
realizzare una comoda, efficiente e accogliente autostazione.
L'autostazione non ripaga dell'investimento effettuato, gli
appartamenti sì. E' vero che chi ha comprato l'area l'ha fatto ben
sapendo che c'è un vincolo nella destinazione d'uso, quindi in linea
teorica dovrebbe ben sapere che potrebbe essere un investimento a
rischio. Il Comune potrebbe infatti decidere di mantenere intatta la
destinazione dell'area (autostazione e parcheggi) e non concedere le
concessioni edilizie che l'acquirente privato potrebbe chiedere.
Ma lo farà? Questo è il punto. La giunta Castoldi riuscirà a limitare
le ovvie richieste di chi ha comprato l'area e vuole costruire? Sarà
in grado di mettere in cima alla lista l'interesse pubblico
prevalente del mantenimento dell'autostazione (un dettaglio: perdere
l'autostazione significherebbe perdere tutte le corse dirette per
Milano e avere solo omnibus. Ogni pendolare sa bene cosa significa) a
scapito delle richieste del privato?
O riuscirà elegantemente a conciliare le due cose?
Al sindaco l'ardua risposta...
Daniela Fabbri | |  |  | | | |  | | La fermata del Bus nel Paese delle Meraviglie Commenta Vedi tutti gli argomenti
Leggo con grande sorpresa l’articolo Difendiamo l’autostazione, pubblicato sulla Gazzetta del Sud Milano del 10 Novembre 2008, corredata di foto di repertorio.
L’articolo in questione descrive l’attuale autostazione di Binasco come un’
amena località turistica invece di fornire il veritiero e corretto ritratto attuale, un’ampia area con un manto stradale pieno di buche malamente rattoppate, lercio, un luogo dove alcuni pigri proprietari di cani portano i loro cari ad espletare i bisogni corporali, ed oltre alle cicche delle sigarette vi gettano quanto in loro possesso li disturba.
La vecchia rimessa che per un po’ di tempo è stata recintata perché pericolante e che attualmente per qualche miracolo non lo è più La pensilina realizzata in sostituzione di quella precedente devastata dai soliti vandali è ben micragnosa, come la luce installata dal Nostro Comune, che per la sua fiochezza agevola gli incontri serali e notturni tra Lucciole e clienti che trovano comodo e sicuro il luogo per consumare il sesso a pagamento.
Insomma una squallida immagine degna di paesi sotto-sotto sviluppati del terzo mondo.
La Nostra Binasco non merita ciò.
Ci auguriamo per i Nostri pendolari che il progetto della nuova proprietà permetta di mantenere la fermata dov’é attualmente, contrariamente alle voci che da anni circolano in paese.
Pier Luigi Andreoli
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