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| |  | | Il mondo ala rovescia Commenta Vedi tutti gli argomenti
Forse il sig. Colombo non è di Binasco, perché senza scomodare
"l'odiato" Veltroni e company, qui di esempi di mondo alla rovescia ne
può trovare parecchi. Gli sarebbe bastato venire al consiglio Comunale
di ieri sera (dove non amministrano gli amici di Veltroni) per averne
un assaggio.
Su Wilkipedia alla voce Binasco così si legge:
Superficie - 4 km2
Abitanti 7.236 al 31 Dicembre 2004g
Densità - 2217 ab./km2
Il dato della superficie è arrotondato per eccesso (in realtà sono
circa 3,8/3,9 km2) e la superficie già urbanizzata e ancora
urbanizzabile circa la metà.
Quindi la densità reale sul territorio urbanizzato è circa il doppio.
Ora, i nostri solerti amministratori hanno elaborato un piano di
sviluppo (parola usata come sempre a sproposito) che porterà ad
un'ulteriore incremento di abitanti (tra le seicento e le ottocento
unità circa, diluito nei prossimi anni).
Va da se, che Binasco diventerà il primo paese occidentale con un
tasso di antropizzazione che non avrà nulla da invidiare ai peggiori
esempi giapponesi.
Ma la cosa più interessante, consiste nel fatto che la programmazione
del territorio ancora una volta viene fatta sulla base delle spinte
dei varie proprietari terrieri ad andare in edificazione, senza aver
preso in considerazione le varie aree dismesse (vedi area SOCIMI) o la
disponibilità dei cittadini a sacrificare ulteriore territorio agli
interessi edilizi.
Non entro nel merito del problema dei futuri servizi da soddisfare (le
scuole sono già oggi in tilt, la viabilità interna ed esterna è al
collasso ecc.) della qualità del progetto o della relazione con
l'esistente che non conosco e che spero qualcuno porti alla conoscenza
dei cittadini. Ma sul fatto che ancora una volta si sia cercato di
giustificare l'intervento con la necessità di dare case ai Binaschini,
che sono costretti ad "emigrare" per carenza di alloggi o costi troppo
elevati. Mi permetto di dire che la "balla" è ormai storica, ci viene
ammannita fin dai tempi della Binedil e non incanta più nessuno.
Perché non si dice chiaramente quale è la percentuale di cittadini di
Binasco che ha preso casa qui con le edificazioni partite nei primi
anni ottanta, rispetto alla percentuale di chi è vento da fuori? Siamo
seri, i motivi erano e sono ancora perlopiù di cassetta. Per carità
legittimi fin che si vuole, ma che con una seria programmazione dello
sviluppo hanno poco a che vedere. Lo sviluppo del territorio non
necessariamente passa attraverso cemento ed aumento degli abitanti, lo
sviluppo può anche prevedere decrementi laddove le condizioni lo
richiedono. Se veramente stavano a cuore qualità di vita, storia e
tradizioni di Binasco, le scelte, a mio avviso, avrebbero dovuto
essere ben altre. Risultano più comprensibili le motivazioni di cassa,
vista la cronica carenza di ritorni statali, ma comunque resta sempre
una politica di corto respiro.
Senza stracciarsi "le vesti" e solo per esprimere un parere caro
assessore.
Gianfranco Salvemini
P.S.: ma a Binasco esiste anche una minoranza di destra? Beh...io ieri
non me ne sono accorto. | |  |  | | 
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