Binasco 2000  |   Informazioni  |   Album

Portici è un servizio di community offerto da Binasco2000:
* Per le caratteristiche del servizio, Binasco2000 non può essere considerata responsabile del contenuto delle conversazioni: gli utenti sono gli unici responsabili del loro comportamento nei confronti del servizio stesso, degli altri partecipanti e di terzi.
* Gli amministratori e gli operatori di Binasco2000 possono (ma non ne sono obbligati) intervenire per impedire l'accesso a utenti che hanno un comportamento scorretto.
* E' buona norma che i minorenni non siano "abbandonati" dai genitori durante la navigazione in Rete.


Regole e modalità di inserimento 'voce' -  CLICCA QUI

Utilizzo dei link colorati:
Commenta - per scrivere un post sullo stesso argomento
Vedi solo questo argomento - per visualizzare SOLO i post con lo stesso titolo
Vedi tutti gli argomenti - per visualizzare TUTTI i post
Per introdurre un nuovo argomento cliccare su SCRIVI



Elenco degli ultimi interventi, clicca sul titolo per visualizzare quello che ti interessa
Paura d´Amare
8 GENNAIO 2026 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
America, non invoco il tuo nome invano
sono di Prassi
Sculture Imperfette
sintesi
Preferisco il rumore del mare
25/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
Problemi scottanti
Antistrofe prima
L´etaa pussee bella
Tutti si girano a guardarmi
Vivere in Arrocco
4/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
9
7
28/8/2025 BINASCO POSTEGGIO AUTOSTAZIONE AUTO
BINASCO VIA ROMA CHIUSA AL TRAFFICO
L´uomo di alluminio
Inutile ambizione
La Beata Veronica e Papa Leone XIV
Distanze
10/4/2025 BINASCO VIA ROMA CHIUSA AL TRAFFICO
9 APRILE 2025 BINASCO OSSERVATORI CIVICI
Parole
Memoria
Camminando ....
Non lo conoscevo
Stelle d´Amore - Liebessterne -
Imperfetti
Lezzo
Sera
Il vento
Natale
Quelli come noi
Si fa notte
La risposta
quattro birre
In epitaphium eius
I Gufi
Vai a Portici Anno 2000

Voci più recentiVoci più vecchie
9 Aprile 2009
Il cavallo del Bocchioli
Commenta   Vedi tutti gli argomenti


Lo chiamavano “il Bocchioli”, fu l’ultimo tenace contadino di Binasco, con stalla in centro paese e almeno un grosso campo in periferia (Via Marconi) dal quale ricavava il foraggio per le uniche due mucche e per il fedele cavallo. Già, il suo cavallo. Un bajo sempre uguale, dall’età indefinibile, vecchio da sempre. In molti avevano il sospetto che avesse perlomeno trecento anni e che non fosse mai stato puledro. Aveva l’incedere lento e grave dei vecchi patriarchi, di chi, pur avendone viste di tutti i colori nella sua Binasco, non si lamentava mai ma rifletteva sul divenire del mondo.
La stalla del Bocchioli era meta continua di mamme, nonne e zie che vi accompagnavano figli e nipotini ad ammirare l’ultimo scampolo di vita contadina. Una sorta di zoo nostrano dove gli occhi dei piccoli si riempivano di felice stupore.
Il Bocchioli lo vedevo ogni Domenica sera all’ultima messa: cappella invernale, seconda panca. Poi, una Domenica il posto restò vuoto e restò vuoto le Domeniche successive. Il Bocchioli non era più.
Sono passati anni, nell’ultimo campo del Bocchioli sono entrati i gorilla della CDO(C) - Compagnia Delle Opere Cementifere, sempre pimpante e ben sponsorizzata dalle casse del nostro paese. In pochi giorni hanno alzato una barriera di pannelli di legno degna del muro che divide Israele dalla striscia di Gaza. Hanno sventrato il manto erboso, scavato fosse, gettato cemento e ferri per sostenere i nuovi mostri di quatto piani (cinque ne pretendevano gli sponsor). Tracceranno strade, una piazza privata (sì, privata) e qualche impaurito alberello in nome della “pressante” esigenza di dare una casa ai binaschini (più verosimilmente per impinguare il già crasso portafogli degli sponsor).
Tristemente, alcune persone con l’incedere lento del vecchio bajo del Bocchioli, percorrono il bordo dell’ex campo, si fermano, sbirciano tra le fessure della barriera e riflettono sul fatto che la percentuale di binaschini che andrà ad abitare nei nuovi mostri sarà minima, la maggioranza verrà da fuori (cinesi dicono alcuni) e andrà ad unirsi alla massa di “neocidttadini” che, dall’insediamento di Binasco 2 in poi, pendolareggia fra Binasco e Milano senza vivere la realtà locale, senza consumare in loco, senza votare (circa 1600 mancanti all’appello alle ultime elezioni).
Amaramente, il cittadino/cavallo, riflette sul degrado urbanistico/edilizio di Binasco, sulla mancanza di rispetto per la sua stroria, per la realtà locale e per la dimensione del territorio. Un edilizia funzionale solamente agli interessi di bottega, e dei comandanti del vapore, dove case alla Pollicino si trasformano miracolosamente in palazzine multipiano in barba ai regolamenti vigenti, o a ville quadrifamigliari furbescamente collocate in area 167. Salvo poi tentare di spostare l’area 167 residua in altro loco per sostituirla con area verde (fortunatamente il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, l’operazione per ora non è riuscita).
Tristemente, il cavallo del Bocchioli constata che i suoi concittadini, ogni mattina, alzandosi, mettono fette di salame fresche sugli occhi per non vedere.
Tristemente il cavallo del Bocchioli pensa ad un passato in cui Binasco metteva etica, morale, buon governo e comunità, al primo posto.
Tristemente, il cavallo del Bocchioli pensa ad un’altro campo, il campo della stazione di Binasco, ricco di storia, ed al tempo in cui, brucando erbette fresche, vedeva sfilare fra i filari di pioppi lo sbuffante Gamba de legn e i pulman gremiti di pendolari. Pensa che una cordata formata dalla famigerata CDO(C) e dagli sponsor, ha acquisito l’area. Pensa al proclama “La stazione rimarrà dov’è e come è” e sul come andrà a finire.
Ma questa è un’altra/stessa storia. Il seguito al prossimo episodio.


L'eco della rocca
Voci più recentiVoci più vecchie