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Il problema del "bavaglio" al Papa e al Dalai Lama, ma anche del bavaglio ai vari Biagi, Santoro, Luttazzi e Grillo, e magari a me e a lei, o a tutti i pincopallini qualsiasi, riguarda l'applicazione delle regole di una corretta democrazia "LAICA" previste dalla nostra costituzione, la quale, al proposito, è molto chiara (si vedano gli art. 3 - 8 - 13 - 19 - 21). Non aver consentito di parlare al professor Ratzinger per l'opposizione di uno sparuto gruppo di professori e studenti, ha la stessa gravità del mancato ricevimento ufficiale del Dalai Lama per ragioni "diplomatiche", ragioni per le quali anche il Vaticano ha elegantemente glissato (anche se non va dimenticato che il Vaticano è uno Stato soggetto ai rapporti diplomatici, che in Cina i cattolici sono perseguitati e che c'è una sostanziale differenza con l'episodio della Sapienza alla quale il Papa era stato invitato). Gli episodi in se cozzano con quanto scritto nella carta costituzionale. Giuste quindi tutte le manifestazioni di sdegno da qualsiasi parte provengano. Detto questo, non bisogna dimenticare che l'Italia è una nazione prevalentemente cattolica e quindi particolarmente sensibile ai fatti che riguardano il Cattolicesimo e i loro rappresentanti. Io non so chi c'era o non c'era a Milano durante la visita del Dalai Lama, e non so se cera lei. Certo io non c'ero, anche se ero alquanto incavolato per il comportamento codardo dei dei nostri politici, che hanno dimostrato di sacrificare i diritti umani sull'altare dell'interesse economico.
Normalmente non mi astengo dal manifestare le mie incavolature e anche sull'episodio della Sapienza ho detto la mia su queste pagine, ma le cose storte in Italia sono una tale quantità, che se uno dovesse scrivere per tutte dovrebbe dedicarvisi 48 ore al giorno.
Quanto al supposto fervore religioso da lei citato, sinceramente fatico a vederlo, a meno che non si voglia confondere il fervore religioso con la balla dell'ateismo devoto, ennesima speculazione intellettuale di alcuni uomini di una certa parte politica.
Leggo anche della sua "fierezza" di essere diventata atea a seguito di questi episodi. Rispetto la sua fierezza e sinceramente la invidio, perché se mi fosse bastato così poco per diventare ateo, avrei risolto in una botta tutti problemi sul perché dell'esistenza che ancora oggi suscitano in me continue domande, domande alle quali solo le religioni hanno saputo darmi risposte convincenti.
Cordialità
Gianfranco Salvemini
P.S.: Chissà se i baroni della Sapienza si sono resi conto di aver dato al Papa l'occasione per fare uno dei più grossi colpi mediatici degli ultimi anni. Io credo di no. | |  |  | | | |  | | Il Dalai Lama Commenta Vedi tutti gli argomenti
Una mosca mi ronza nel cervello quando leggo delle polemiche sul papa e il mancato intervento all’università la Sapienza:
Dov’erano le persone che ora tuonano indignate contro “la mancanza di democrazia” e la “crassa ignoranza che impedisce il dialogo”
quando a Milano c’era il Dalai Lama (dicembre 2007) e NESSUNO, né persone né personalità politiche comunali o statali ha voluto incontrarlo ufficialmente
per una presunta questione di “diplomazia” (leggi paura) nei confronti della Cina?
In Italia ci meritiamo proprio la condizione di sudditanza e di cervello obnubilato dal fanatismo religioso in cui sguazziamo.
Scusate, ma il gran fervore religioso di questi tempi mi ha nauseata.
Sono fiera di essere diventata atea.
Ciao a tutti.
Gloria Leoni
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