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| |  | | INTERPELLANZE E INTERROGAZIONI DI "UNIONE PER BINASCO" NEL C.C. DEL 31GENNAIO 2001 Commenta Vedi tutti gli argomenti
Pensiamo sia di interesse pubblico conoscere quanto da noi presentato nel Consiglio Comunale del 31 Gennaio.
Interrogazione riguardante la rimozione e lo smaltimento di materiali contenenti fibre di amianto nel sito ex area SOCIMI
(con risposta ai sensi dell’art.47 comma 3 Regolamento Comunale)
il giorno 27 Gennaio ci è stato segnalato, che nel sito ex area SOCIMI venivano effettuati, da parte di impresa sconosciuta, una serie di lavori tra le quali la demolizione di manufatti con la presenza di lastre di amianto senza alcun accorgimento di prevenzione e cautelativo, considerata la particolare pericolosità dei materiali trattati, a tutela degli operatori che vi lavoravano e dei cittadini in quella zona residenti.
Poiché si presume che per tali lavori siano state richieste le autorizzazioni previste dalle leggi e dai regolamenti e che le stesse autorizzazioni, vogliamo sperare, siano state rilasciate dalle singole autorità competenti e accompagnate dalle relative prescrizioni e condizioni tecniche-ambientali e sanitarie sulle modalità di esecuzione dei lavori;
Il gruppo Consiliare di “Unione per Binasco” chiede:
1. Se alla data odierna sono state inoltrate a questo comune richieste di lavori e/o di interventi di demolizione e bonifica che interessano il sito in oggetto e il relativo piano di lavoro;
2. Di conoscere i contenuti delle medesime il nominativo e/o società titolari e firmatari della richiesta;
3. Di conoscere la titolarità dell’impresa specializzata a cui sono stati affidati i lavori e il nominativo dell’esecutore della demolizione e movimentazione dei manufatti;
4. In caso di rilascio di autorizzazione, conoscere il nominativo del responsabile del procedimento;
5. Se l’eventuale certificazione autorizzativa è stata integrata da prescrizioni, delle autorità competenti (COMUNE - ASL – ARPA ecc.) a garanzia di corrette e trasparenti modalità per la rimozione e lo smaltimento dei materiali inquinanti e nocivi;
6. Se prima del rilascio della autorizzazione sono stati verificati gli adempimenti, i requisiti, e le caratteristiche tecnico organizzative dell’impresa e degli operatori esecutori dei lavori di rimozione maneggio e smaltimento di materiali e sostanze inquinanti e nocivi;
7. Se sono stati predisposti e/o prescritti controlli, all’atto di esecuzione dei lavori, da parte degli organi competenti. In caso affermativo conoscere i nominativi del personale incaricato e le relative responsabilità tecnico-funzionali rivestite;
8. Consapevoli del rischio che potenzialmente potrebbe verificarsi sul nostro territorio, nel rispetto della legge nazionale n. 257/1992, dalla legge regionale "Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto", pubblicata nel Supplemento ordinario n. 1 al Bollettino Ufficiale del 29 settembre 2003, n. 40, che così recita: “In particolare, per quanto riguarda la conoscenza del rischio amianto, essa sarà conseguita attraverso il censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto, effettuato dalla ASL in collaborazione con i comuni del territorio” CHIEDIAMO così come dimostra l’esperienza di altri Comuni e di quanto già ribadito da noi in questa sede, che anche l’Amministrazione Comunale di Binasco debba censire e istituire un registro di tutte le attività ed i siti con coperture in cemento amianto.
Interrogazione sulle attività del settore Servizi Sociali in merito alla segnalazione di disagio da parte di una cittadina.
(con risposta ai sensi dell’art.47 comma 3 Regolamento Comunale)
Il 27 gennaio sul sito web Binasco 2000 è comparso un intervento firmato dalla signora Lidia Lazzari, che riportiamo integralmente alla fine di questa interrogazione. La signora, che accudisce due genitori da tempo invalidi, riferisce di essere in attesa da almeno tre anni dell’installazione di un montascale, che consentirebbe ai due anziani, che vivono in un appartamento al terzo piano, di poter uscire di casa. Pare che l’ultima volta in cui questo è avvenuto sia stato il giorno di Natale, grazie all’intervento di alcuni volontari.
La drammaticità della situazione ci sembra evidente dalla descrizione fatta dalla signora. Per questo chiediamo al signor Sindaco e all’assessore competente:
1. Se sono a conoscenza della situazione denunciata dalla signora.
2. Se i Servizi sociali del Comune si sono presi carico della vicenda, con quali atti e adottando quali provvedimenti.
3. Se risponde a verità la notizia che vorrebbe come imminente l’installazione del montascale.
Nel caso invece che non si preveda di installare il montascale in tempi brevi chiediamo al Sindaco e all’assessore competente quali misure si intendono adottare per alleviare le sofferenze dei due anziani.
Interrogazione inerente i controlli sulla tenuta statica e di messa in sicurezza degli uffici e dei luoghi di accesso al pubblico del Castello Visconteo.
(con risposta ai sensi dell’art.47 comma 3 Regolamento Comunale)
in qualità di consiglieri Comunali oltre a quella di cittadini residenti, siamo abituali frequentatori di questa sede istituzionale e pertanto abbiamo avuto modo di riscontrare il progressivo stato di degrado e di non cura strutturale in cui sono lasciate parti del patrimonio del Castello Visconteo. Su tale situazione pensiamo sia doverosa una preoccupazione.
In particolare, dovrebbe accumunarci una attenzione e preoccupazione sia per la funzione a cui tali spazi sono adibiti (pubblici uffici) che al fatto e l’obbligo che negli stessi venga garantita l’incolumità pubblica.
Per tali ragioni, il gruppo Consiliare di “Unione per Binasco” chiede:
1. che l’Assessore ai lavori pubblici congiuntamente al settore tecnico competente attivi un’agenda, concordata con la RLS (Rappresentante Lavoratori sulla Sicurezza), sui controlli da eseguirsi, secondo la normativa legislativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, con la relativa tempistica;
2. che la documentazione sulle verifiche eseguite venga messa a disposizione della RLS e portate alla conoscenza dei lavoratori;
3. che le eventuali criticità strutturali individuate vengano messe in sicurezza in modo da garantire l’incolumità pubblica e dei lavoratori;
4. che venga stilato, in accordo con la RLS, un calendario degli eventuali interventi di risanamento da realizzarsi con la relativa previsione della tempistica;
5. che nell’ambito della programmazione economica finanziaria dei lavori pubblici venga dato adeguato spazio e priorità ai lavori necessari a garantire l’agibilità e un utilizzo in sicurezza dell’edificio.
Interpellanza in merito alla decisione di non procedere all’apertura dei bandi per i buoni sociali per il 20011
(con risposta ai sensi dell’art.47 comma 3 Regolamento Comunale)
Abbiamo appreso, da un manifesto affisso alla bacheca posta nel cortile del Castello, che il Comune di Binasco, in accordo con gli altri comuni del Distretto sociosanitario, ha deciso di non aprire per il 2011 i termini per i Bandi sociali a favore dei cittadini non autosufficienti, giustificando la scelta con i continui tagli nei trasferimenti dello Stato agli Enti locali.
Una decisione grave, che riteniamo sia stata presa dopo attente verifiche, ma in merito alla quale riteniamo necessario chiedere alcuni chiarimenti. In particolare chiediamo all’assessore competente di chiarire:
• Se la decisione sia stata presa in seguito ad ulteriori tagli ai trasferimenti comunicati nell’ultimo periodo. Se sì, a quanto ammontano gli ulteriori tagli.
• Se, con gli altri Comuni del distretto, siano state vagliate altre possibilità di razionalizzazione o riduzione della spesa, prima di assumere una decisione così drastica e che va evidentemente a colpire, ancora una volta, le fasce più deboli della popolazione.
• Se. sempre a seguito della riduzione dei trasferimenti, sono previsti ulteriori tagli nei servizi o nei contributi alle persone in difficoltà.
• Perché ci si è limitati a dare comunicazione di questa decisione con un manifesto, affisso solo all’interno degli uffici comunali, che peraltro spiega solo sommariamente alla cittadinanza i motivi di questa decisione. A questo proposito chiediamo per quale motivo non si è pensato di utilizzare lo strumento principale di comunicazione con la cittadinanza di cui questo Comune dispone, Il Comune Informa. Il giornalino, che è arrivato nelle case di tutti i binaschini poco prima di Natale, poteva essere lo strumento più idoneo per comunicare ai cittadini le motivazioni per le quali il Comune è stato costretto a prendere decisioni su tariffe e servizi che pesano in modo rilevante sulle fasce più deboli della popolazione. In nessuna parte del giornale abbiamo però trovato un riferimento a queste problematiche, che peraltro potrebbero anche diventare più gravi e onerose con il passare del tempo.
Interpellanza in merito alla delibera GM n.134 del 14. 12. 2010 sull’aumento delle tariffe per i servizi scolastici e per i pasti agli anziani
(con risposta ai sensi dell’art.47 comma 3 Regolamento Comunale)
Con la delibera 134 dello scorso 12 dicembre l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad aggiornare le tariffe per i servizi di refezione scolastica, pre e post scuola e per i pasti degli anziani. Una decisione motivata, secondo quanto si legge in delibera, dagli aumenti dei costi dei servizi dovuti ai rinnovi dei contratti di fornitura e agli aggiornamenti Istat, mentre in effetti le tariffe erano invariate dal 2001 o dal 2004 per i servizi di pre e post scuola.
Pur dando atto a questa amministrazione di aver mantenuto immutate le tariffe per dieci anni, anche a fronte di una naturale dinamica dei prezzi, non possiamo non rilevare come gli aumenti avvengano in un periodo estremamente difficile per le famiglie italiane, che in molti casi, come tutti ben sappiamo, hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Anche nel caso in cui dispongano di due stipendi, ed escano quindi da tutte le fasce di agevolazione, che come ricordiamo prevedono la gratuità per casi gravi e documentati con reddito Isee fino a 5.000 euro l’anno, o il pagamento della metà della tariffa per redditi Isee da 5.001 a 10.500.
Per questo siamo a chiedere:
• Se l’amministrazione ha valutato tutte le possibili strategie e alternative prima di arrivare a un aumento dei servizi.
• Se corrisponde a verità quanto circola fra i genitori interessati al servizio, e cioè che la motivazione degli aumenti sta nell’alto numero di famiglie che usufruiscono della gratuità o della semigratuità, o che per vari motivi non pagano il servizio. Ragione per cui il Comune è stato costretto a rivalersi sugli altri.
• Quanti sono gli utenti che hanno diritto alle agevolazioni, e se il numero è aumentato significativamente negli ultimi anni.
• Se ci sono, e se sono percentualmente significativi, casi di morosità rispetto al pagamento dei servizi, che potrebbero far pensare all’esistenza di una fascia di popolazione che, pur non rientrando nei criteri Isee per le agevolazioni, ha comunque gravi problemi nel far fronte all’aumento delle tariffe.
In conclusione vogliamo porre all’attenzione di questo Consiglio Comunale un dato che emerge in modo evidentissimo e incontrovertibile se si analizza l’impatto di questi aumenti tariffari sulla spesa delle famiglie. Prendendo in considerazione una famiglia media con due figli (per esempio uno alla materna e uno alle elementari) e calcolando l’aggravio di spesa in un anno dovuto all’aumento delle tariffe vediamo che solo l’aumento dei buoni pasto incide per circa 130 euro l’anno, che salgono a 184 se si aggiungono i servizi di pre e post scuola (sempre per avere un’idea degli ordini di grandezza: avere due bambini che frequentano le scuole significa spendere circa 1300 euro l’anno sono di buoni mensa). Un anziano con oltre 430 euro di reddito mensile che usufruisce del servizio pasto spenderà circa 100 euro in più l’anno. Cifre che si avvicinano moltissimo all’esborso medio per l’Ici, la cui abolizione ha messo a dura prova le casse dei Comuni e che, com’era ampiamente preventivabile, al di là delle dichiarazione propagandistiche preelettorali, è stato pagato ancora una volta in modo pesante dalle famiglie, da tutti coloro i quali, pur fra crescenti difficoltà economiche e in possesso di redditi da lavoro dipendente, non hanno rinunciato per esempio alla scelta di essere genitori.
Il Gruppo Consiliare "Unione per Binasco"
Daniela Fabbri Giuseppe Vella
Pino Vella | |  |  | | 
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