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I posti di lavoro italiani si difendono... in Italia
Aldo Oliveri scrive:"...credo che andrebbero protette dall’aggressione cinese le IMPRESE, perché è nelle imprese che si difendono i posti di lavoro per operai e impiegati."
Mi sembra di sentire la discussione fra un industrialotto brianzolo e un suo operaio: entrambi dovevano rinnovare il bollo auto e l'assicurazione delle auto e il titolare dell'impresa si rivolgeva al dipendente dicendogli:"Sei fortunato tu che per la tua 500 spendi una sciocchezza. Ma lo sai quanto devo tirare fuori io per la Mercedes???!!! Non si può più andare avanti cos!".
I posti di lavoro di operai e impiegati italiani si difendono evitando la chiusura di fabbriche e uffici in italia da parte di imprenditori ITALIANI, i quali preferiscono spostare (o commissionare) le produzioni in posti come la Cina, l'India o i Paesi dell'Est perchè pagano meno la mano la manovalanza locale e quindi possono avere margini di guadagno ben superiori a quelli che avrebbero da noi.
Non fa molta differenza se gli imprenditori italiani aprono fabbriche in altri Paesi o commissionano la produzione a imprese già esistenti in quelle località: è sempre lavoro sottratto ai nostri concittadini.
Avere margini superiori di guadagno per i nostri imprenditori, si badi bene, non significa avere più soldi da reinvestire per il bene dell'Italia, ma solo un più cospiquo conto in banca (estera pure quella, vedi il fiorire di società offshore).
L'alternativa che i nostri imprenditori propongono per salvagardare i posti di lavoro di italici operai e impiegati ? che lavorino a prezzi da cinesi (o rumeni), rendano da giapponesi e spendano da italiani!
Suvvia, smettiamo di scatenare guerre fra poveri e spostare le responsabilità su altri: non sono gli operai cinesi e neppure i loro industriali a mettere in pericolo i posti di lavoro italiani ma la cupidigia dei NOSTRI imprenditori.
Saluti con gli occhi a mandorla
Dolores
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