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E'vero che ce ne sono tanti ma "spariscono" nella quasi piena indifferenza del nostro darci da fare nell'efficientismo quotidiano necessario per non essere tagliati fuori ... i "secondi" non contano niente così, per essere primi, perdiamo tra le pieghe della vita, quei valori che un tempo garantivano almeno l'attenzione e il dovere di trasmetterli.
il gruppo o "branco" è l'ideale per alimentare "libertà" personali e diseducative nelle quali il rispetto è una ridicola convenzione ...
Cinghiate assolutamente no ma tanta attenzione e risolutezza nell'educare assolutamente si ... provate a segnalare a qualche genitore le mancanze o i comportamenti dei loro figlioli ....... "ai miei tempi" se qualcuno (insegnanti, conoscenti o altri)segnalava qualche cosa alla mia mamma ... ricevevo il "secondo tempo" se sono calvo cominciando da dietro è perché la mia mamma, per immobilizzarmi, mi prendeva per i capelli da dietro e ..." +++***+++ e ancora di +" e tutto questo mi ha fatto solo bene.
Mario Manzolini
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Non so se solo i ragazzi andrebbero presi a cinghiate(anche se non sono daccordo.)
Infatti le maleducazioni e il non Rispetto nascono prima dall'adulto il quale le trasmette ai ragazzi senza accorgersi.
Vedi maleducazione davanti al casello la mattina,i genitori che allo stadio inveiscono contro l'arbitro o l'avversario durante la partita dei propri figli.
Il menefreghismo totale degli adulti nel buttare carte cartacce dal finestrino.
Ci sarebbero un sacco di episodi diseducativi da parte degli adulti da raccontare.
Un'altra cosa che si è persa il saluto.
Ci sono alcuni ragazzi/e che proprio non ti salutano nemmeno quando gli sbatti contro.
La colpa è la loro o di chi non l'insegna?
Ma, ce ne sono altri (rari) che ti salutano.
Me la devo prendere con loro o con i genitori?
E allora diamoci una bella regolata tutti.
Mettiamo da parte quell'aria di esseri Superiori Intoccabili,mettiamo da parte la superbia l'arroganza.
Iniziamo a dare l'esempio noi Adulti.
Io per primo.
E se qualche ragazzo merita un rimprovero facciamolo senza paura.
Con Cordialità.
Saluti.
Walter Pellegrin
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Da musicista dilettante corrego Gianfranco: il testo citato è di Guccini :-)
In ogni caso, in linea di massima, sono d'accordo con le sue considerazioni.
Spero solo che il sig. Giovanni Gorgoglione abbia dimenticato di mettere le virgolette anche per la "rieducazione a cinghiate".
Buone Feste a tutti
Roberto Gerli
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Due sere fa, andando verso il centro di Binasco, ho incrociato due biciclette. Fari spenti con quattro ragazzini, circa dodici anni l'uno. Dietro me, ad una trentina di metri una signora anziana procedeva nella mia direzione. Ho sentito la signora imprecare, mi sono voltato e ho visto la banda dei quattro che se la dava a grande velocità dopo aver insultato e dato uno spintone alla signora senza alcun motivo.
È vero, la realtà non è fatta solo di delinquentelli, ma ci sono ancora tanti bravi ragazzi. Molti non riescono ad impegnarsi nel volontariato e nello sport fatto solo di ricerca della vittoria ad ogni costo. Forse, per dirla con le parole di una canzone dei Nomadi, perché non credono ad una politica che è solo far carriera - al perbenismo interessato - alla dignità fatta di vuoto - all'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto. Nonostante ciò questi ragazzi sono molto responsabili verso i loro futuro e verso il loro prossimo, si impegnano al massimo a scuola, non cercano la trasgressione ad ogni costo e non fanno dello sballo del sabato sera l'unico scopo della loro esistenza. Mi da sempre fastidio sentir parlare male dei giovani a prescindere. Così come mi dava fastidio sentirne parlar male quando giovane ero io. Se ne parlava male perché alcuni portavano i capelli lunghi e andavano nelle piazze a protestare, senza contare che nonostante la zazzera molti andavano a bottega di buon'ora ogni mattina e a scuola di notte, ed alcuni, il Sabato e la Domenica, trovavano il tempo e il coraggio di dare ripetizione (totalmente gratis!!!!) ai figli dei meno abbienti.
È sacrosanto, fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Ringraziando il cielo di bravi ragazzi ce ne sono ancora molti, ma è degli altri che bisogna seriamente porsi il problema. Così fece Don Milani quando si inventò la scuola di Barbiana.
Non mi pare che abbia avuto grande seguito.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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