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Carissimo Don Mansueto,
Grazie per il suo scritto, per me motivo di parecchie riflessioni. Per quanto riguarda il Gino Porri, (che ha abbondantemente superato i novanta), è ancora in gamba come un bersagliere e ha ancora molto da raccontare, sia sulle virtù che sulle pecche che hanno fatto la storia degli ultimi cento anni della nostra Binasco. Nell'ambito delle iniziative in memoria del venticinquesimo anniversario della scomparsa dell'amico Peppino Scapucci, assieme ad un gruppo di amici, stiamo organizzando per la primavera prossima una mostra fotografica con una video/intervista a diversi personaggi che lo hanno conosciuto. Il Gino Porri è stato il primo a darci la sua adesione e il materiale video lo abbiamo già girato. Ha raccontato molto: della sua giovenù, di come si viveva allora, della guerra, della vita del paese e della sua amicizia con Peppino. In occasione di questa mostra, e magari delle altre iniziative, spero proprio di rivederla a Binasco. Sarebbe per me una cosa veramente gradita.
Per quanto riguarda il dibattito politico, purtroppo le asprezze sono inevitabili, ma come giustamente lei ci ricorda, quando c'è buona fede, anche le asprezze e le provocazioni sono comprensibili. Quello che non mi è mai piaciuto e non mi piace della politica, è il concepire "l'altro", colui che la pensa in modo diverso, come il "nemico" da abbattere, lo speculatore politico o colui che anela solo a prendere il tuo posto, e non come il soggetto portatore di altre verità, altre esigenze, altre opportunità da mettere a frutto per il bene della comunità. Troppo spesso l'interesse personale o di parte prevale sull'interesse generale e questo sicuramente a Dio non piace. I nostri Sacerdoti ce lo ricordano ad ogni predica, dovremmo saperlo, ma ce lo dimentichiamo. In una sua predica, il compianto Don Lucini citando Il grande violinista Pablo Casals, disse che ogni sera era solito esaminare la sua giornata, sia dal punto di vista morale che spirituale. Alla fine concludeva: "anche oggi mi sono comportato come un cretino, mio Dio perdonami". Ecco, forse anche i politici e sicuramente noi tutti, dovremmo ogni sera fare un bilancio come Casals. Temo che marcherebbe pesantemente in rosso.
Grazie anche per il ricordo dei nostri morti, tra i quali mio padre e i miei suoceri che ci hanno lasciato troppo presto, anche se per una vita migliore di questa.
Un caro saluto
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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