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Solo alcune precisazioni per la sig.ra Panza.
Come giustamente ricordava in TV l'onorevole Tabacci (UDC), in Italia gli elettori non eleggono i governi ma i parlamentari. I governi sono formati dal parlamento su mandato dal presidente della Repubblica. È vero che in Italia nessun governo si è formato in seguito a colpi di stato, ma questa non è una buona ragione per giustificare la "monnezza politica e morale" della maggior parte di coloro che ci rappresentano, semplicemente perché eletti dai cittadini; i quali, tra l'altro, a seguito dell'ultima legge elettorale, definita dallo stesso autore (guarda caso un'apostolo del federalismo) "una porcata", sono stati privati anche del diritto di esprimere preferenze, preferenze che se non altro rendevano la nostra zoppicante democrazia un tantino più decente di quello che è. Tutti si sono detti pronti a modificare la legge elettorale per rendere gli elettori protagonisti, in realtà un'accordo non si trova semplicemente perché all'interesse della nazione viene anteposto l'interesse delle singole poltrone e torneremo a votare per decidere quello che altri hanno già deciso per noi.
Troppo facili le accuse di populismo e qualunquismo, troppo facili le accuse di antipolitica, sono i fatti che parlano da soli.
Ma l'avete visto lo spettacolo dato al senato alla caduta del governo Prodi? Altro che Zimbawe e Botswana, neanche gli ominidi del paleolitico porca vacca!
Quando nacque la repubblica, su quegli scranni sedevano uomini di grande statura morale come Benedetto Croce, De Gasperi, Nenni e Nilde Iotti tanto per citarne alcuni, in seguito vi si sono sedute le pornostar e i divi della TV, i protagonisti del malaffare e i dispensatori di voto di scambio. Mastella ha fatto crollare un governo perché non accetta di essere inquisito (lui solo) per il sistema delle clientele. Bassolino si permette la faccia tosta di rifiutare ogni responsabilità nella vicenda dei rifiuti e non si dimette. Toto Cuffaro festeggia a cannoli la condanna per favoreggiamento alla mafia. Il governatore Storace fu anche lui protagonista di scandali alla regione Lazio. E questi sono solo alcuni esempi, ma basta leggersi La Casta di Gianantonio Stella per averne un bel campionario.
Altro che bisogno di trovare sempre qualcuno contro cui scagliarsi, questa è la patria del non è mai colpa mia, dove le varie compagini politiche hanno in tasca la ricetta dell'eterna felicità che solo per colpa dell'opposizione non si può realizzare, questa è la patria dove se ti beccano a comprare un CD dal marocchino ti puoi beccare cinque anni, mentre un politico che viene beccato con le mani nella marmellata riceve l'applauso di solidarietà di tutto il parlamento.
Desta meraviglia che gli italiani abbiano ancora voglia si sgobbare pazientemente per una nazione che li rende ogni giorno materialmente e moralmente più poveri e che, grazie al cielo, nonostante tutto si recheranno ancora a votare.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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