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| |  | | Gobbe, irrisolte e nuove Commenta Vedi tutti gli argomenti
Ho seguito con interesse e partecipazione il dibattito accesosi sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione, i possibili finanziamenti esterni all’azione amministrativa ed i presunti conflitti di interesse ( o “affari”, come qualcuno ha pensato un po’ grossolanamente definirli).
Chiedo a Tosi se, avendo sempre letto ed ogni tanto scritto su questo sito ( ben prima di ora), sia lecito continuare: anche perché, credo, più gente reagisce al "prurito" comunicando, più il dialogo si arricchisce e offre nuovi spunti e riflessioni.
La minoranza che in Consiglio c’era – sempre, e non solo quando non aveva altri più nobili impegni, come quella della allora “casa delle libertà” - ha chiesto, su alcuni circostanziati argomenti ( manutenzione ordinaria, solo per fare un es. ) – in sede di bilancio preventivo degli ultimi tre anni – il parziale e limitato utilizzo anche in spesa corrente, pur se ben consapevole che non si può fare programmazione economica ordinaria solo su questo: ma concordando la misura e l’utilizzo, perché no, rispetto a non effettuare interventi? Di fronte al dinniego, oltre a esprimere voto contrario al bilancio – non solo su questo, ma anche…- lo ha evidenziato nella apposita bacheca dei portici “veri”.
Il problema è questo, anche sullo scomputo o capitalizzazione: la programmazione attenta fra costi e benefici per la singola operazione, il contemperamento fra interesse pubblico e interesse privato, il perseguimento del pubblico interesse ( su cui è legittimo ci siano differenti punti di vista, a meno che non vi siano elementi certi di colpa o reato, e questo non si è mai verificato ): lo vedete “Report”? ci sono lavori o opere molto sovradimensionati rispetto alla capacità della singola pubblica amministrazione ( nel senso anche del ruolo di gestione), appalti che non procedono e che “amplificano” i costi, ecc…al pari di privati che non eseguono nel massimo della correttezza: il tema centrale è come e con quali mezzi si fanno programmazione, regia e controllo.
Sui conflitti di interesse chi stava in Consiglio ed ora scrive “ che gli fa un po’ triste”, forse ricorderà che – senza farne materia polemica o aggressiva nei confronti di un individuo – si era verificata giuridicamente e con serietà la posizione, rilevando che nulla ostava legittimamente; l’opportunità è materia differente.
Finanziamenti: è indubbio che alcune occasioni non si sono “addentate”, ma altre sì, non starebbe a me dirlo, cui abbiamo anche cercato di dare un contributo concreto; ma è altrettanto vero quanto dice Gerli, occorre sempre più spesso prevedere co-finanziamenti; inoltre, progettare vuol dire comunque organizzarsi per distogliere dall’ordinario funzionari e mezzi, ed esserne all’altezza non solo politicamente. Per questo sempre più spesso va fatto in associazione, o di concerto, con altre Amministrazioni, ottimizzando costi e competenze. Dove si è fatto ( Piano di Zona, ciclopedonali, ad es.), ha funzionato.
E’ rimasta “fuori” dal dibattito la partnership con privato – profit e no profit – che è un’ulteriore opportunità: anche su questo la minoranza che c’era aveva avanzato proposte, ed assunto posizioni nette di fronte a dinnieghi e soluzioni più “caserecce”, che si sono poi rivelate inutili, ed hanno allungato tempi di interventi. Su altre piccole cose, ha funzionato e funziona ( ma di gestione concreta dei servizi che già ci sono – ad es. all’infanzia - mi pare ci sia poca conoscenza).
Infine: 10 gg. Fa avevo lanciato altri temi alla verifica di concretezza ( leggasi gobbe), cui non ho rilevato risposta:
¨ Utilizzo spazi pubblici
¨ Spazi Aperi e Centro Stella
¨ Agenda XXI e Consiglio Comunale dei Ragazzi
¨ Ma soprattutto: attuale PRG e futuro Piano di Governo del Territorio, strumenti concreti per fare quel che si vuol fare.
Su alcune tematiche, nelle presentazioni che ho frequentato ultimamente, qualche timida risposta l’ho avuta, ma solo da una parte politica: vi va di continuare a “giocare”?
Ve ne propongo un’altra, che ho finalmente sentito uscire nel confronto ( se è confronto ascoltare secondo i rigidi canoni della par condicio): la politica tariffaria.
Per 5 anni abbiamo richiamato al Consiglio Comunale le parole di Don Milani “non è giusto far parti uguali fra diseguali”: è identico avere un lordo di €. 25.000, monoreddito con tre figli a carico, con €. 25.000, doppio reddito, e un solo figlio a carico? E dagli €. 19.000 in su, siamo davvero tutti ricchi uguali? Al di là di ICI ed IRPEF, la politica tariffaria FA la differenza sulla fine del mese dei cittadini, soprattutto di qualli che “tengono famiglia”. Binasco Insieme mi ha risposto giovedì che sì, occorre rivedere il sistema tariffario, ed anche i controlli ( ci mancherebbe…). Gli altri?
Cristina Gallione
P.S.: è vero, caro Luciano, occorre lavorare per avvicinare i cittadini al Consiglio Comunale: non credo che sia la dimensione dei manifesti a risolvere il problema della sala vuota ( o quasi). Noi l’avevamo più volte richiamato all’allora Assessore alla Comunicazione, anche proponendo di inserire nel giornalino le voci delle minoranze, perché il dibattito divenisse più “appetibile”. Spesso è lo stile di governo a fare la partecipazione, o no?
Ma toglimi una curiosità: quali strategie metterete in campo per far frequentare il Consiglio al vostro futuro capogruppo, nella malaugurata ipotesi non vinceste le elezioni? L’esperienza passata ci ha fatto concretamente toccare con mano che, per la vostra parte politica, minoranza non è interessante, totalizzando assenze anche in moltissime sedute fondamentali e strategiche - bilanci, piani di lottizzazione, piani pluriennali - fino a 2/3 di assenze sul totale delle sedute, in un anno.
Cristina Gallione | |  |  | | 
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