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Dopo oltre un mese dal mio allarme sullo scempio in atto a S.Maria in Campo
sono giunto alla conclusione che l'argomento è "a perdere". In questo mese
ho vissuto una esperienza strana. Sono stato avvolto da elogi, attacchi,
ipocrisia, pacche sulle spalle, occhiate di curiosità, sfide (del tipo "ma
cosa vuoi fare, non puoi batterli ...") ma soprattutto dal "silenzio". Ho
passato le ultime domeniche nella zona dei resti ripetendo le stesse cose,
incontrando molti conoscenti che non vedevo da tempo, ed ho maturato in
me una sensazione strana: stò forse lottando? e contro chi stò lottando?
ma in fin dei conti cosa centro con tutto questo? perchè ho lanciato l'allarme?
che diritto ho di sollevare polveroni? Il problema è che il polverone c'è
stato, e anche di quelli giusti. Tutto l'interesse che mi sono sentito addosso
vuol dire solamente una cosa: significa che in fondo in fondo siamo in molti
a pensarla allo stesso modo, ma evidentemente io ho avuto il coraggio di
gridare. Parlo di coraggio, perchè non è facile dichiarare le proprie idee
o i propri pensieri su internet dove vengono fissati indelebilmente ed inequivocabilmente.
E' sicuramente più facile essere solidali a parole. Voglio chiarire definitivamente la mia situazione: sono un cittadino che ama forse un pò troppo il proprio paese e che, sapendo ciò che stiamo perdendo, non mi do pace. Sono entrato al cinema quando è comparsa la scritta fine, ed ho atteso invano il nuovo spettacolo che purtroppo non ci sarà. Ho un grosso rimpianto: quello di
non aver visto con i miei occhi il mosaico dell'altare maggiore ricoperto
dopo gli scavi e che probabilmente verrà distrutto durante il diserbo annunciato
(non abbiamo mai strappato le piante più grandi per paura di danneggiarlo,
ma chi dovrà diserbare adotterà la stessa precauzione?). Ho un altro rimpianto:
quello di non essere riuscito ad entrare nel comitato di recupero, che penso
non durerà più a lungo (non sò come abbiamo potuto resistere fino ad ora).
Ora esco da tutta la ipocrisia che mi circonda. Spero che le mie conversazioni
sociali vertano su altri argomenti, e quindi spero di non sentirmi più dire
"ti capisco" oppure "bisogna che si faccia qualcosa" oppure "la penso come
te". Propongo di cambiare nome alla via Santa Maria (perchè conservare
quel nome). Propongo di togliere dal sito di binasco2000 ogni riferimento
ai resti archeologici. Propongo che dal sito del nostro comune venga tolta
la storia di Binasco che ruota in gran parte su Santa Maria, pertanto seppelliamola in ogni suo aspetto, anche la memoria (recentemente il presidente Ciampi ha dichiarato "chi non ha memoria non ha futuro).
Chiedo all'agricoltore di andarci piano se può. E' l'unico protagonista
che non conosco personalmente (spero che legga "i portici"). Se riuscirà
a ottenere il suo raccolto senza danneggiare i resti archeologici avrà tutto
il mio rispetto e la mia riconoscenza (e penso di tantissimi altri binaschini).
Ora il destino di Santa Maria con tutto il nostro passato e ciò che per
Binasco rappresenta è nelle sue mani.
Non chiedo niente alle istituzioni. Mi hanno solamente deluso.
Un'ultima richiesta invece va ai soci dell'associazione intitolata a Beatrice
di Tenda, che è sepolta in quel sito: se è nelle vostre possibilità, provate
ad intervenire voi. Con Napoleone ci siete riusciti, ed anche egregiamente.
Se riusciste a ripetervi anche con Santa Maria...
Tolgo il disturbo, mi scuso se sono stato "pesante", ma cercate di capirmi:
Santa Maria è stato il mio hobby per quattro anni, e lo scempio che si è
consumato in questi giorni mi ha logorato per il modo premeditato, lucido,
lento e costante con cui è stato attuato.
Fine.
Stefano Pedrazzoli
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