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......qualche perplessità invece l'ho circa il "...diventare veramente degli EX...".
non sono contrario a priori ma mi chiedo se sia sensato gettare alle ortiche la nostra storia.
la storia personale di ognuno e la storia anche del nostro paese.
......perchè buttare via la storia contemporanea del nostro paese, perchè vergognarsi del partito comunista italiano e del contributo determinante che ha dato nella lotta di liberazione? tutti sappiamo che anche nei suoi tempi migliori il vecchio pci non si è mai macchiato delle nefandezze di altri regimi dell'est europa. quindi perchè vergogarsene?.....
Evidentemente il significato di diventare "EX" non è così chiaro come dovrebbe. Checché se ne pensi, la natura, l'universo, l'uomo, sono in costante divenire. Piaccia o non piaccia, l'esistere è un susseguirsi di stati dove ogni giorno si è "EX" di ciò che si era il giorno precedente. Ogni istante miliardi di cellule muoiono e miliardi di nuove si mettono in moto, sono figlie delle precedenti ma non sono le precedenti. Quando le condizioni lo richiedono, cellule, organismi, universo mutano per potersi adattare al nuovo. Ma, è un fatto, nonostante la mutazione restano sempre "EX" di ciò erano in precedenza.
Fatte queste considerazioni, si può ben capire quanto sia banale pensare che diventare "EX" significhi buttare alle ortiche storia e vissuto personale.Tutti e tutto sono figli di qualcosa o di qualcuno. Diventare "EX" significa prendere atto delle mutate condizioni e degli errori del passato, per cercare di cambiare ciò che non funziona. Rifiutarsi di prendere atto della situazione, rimanere inchiodati alle proprie idee, al proprio vissuto, ai propri pregi e contraddizioni, porta all'estinzione certa.
Così e successo per la rivoluzione francese, il comunismo, il nazismo e sta succedendo per il capitalismo e per quello che chiamiamo democrazia.
Qui non si tratta di vergognarsi di nulla, tutto fa parte del vissuto umano. Bernanos nel suo "Diario di un curato di campagna" si spinge a dire che tutto è grazia. Perché forse, anche gli errori, possono costituire una grazia se attraverso di essi il mondo si ritrova più positivo.
Tutti noi, chi più e chi meno, troviamo scomodo cambiare, preferiamo rimanere ancorati alla condizione contingente, alle idee e ai privilegi personali. Figurarsi il politico italiano!!! Nei rari casi in cui sembra cambiare casacca, lo fa proprio per protrarre all'infinito la propria condizione e il proprio potere ma senza cambiare nulla.
Certo la storia non si cancella, costituisce (o dovrebbe costituire) la base dell'esperienza utile per cambiare rotta quando occorre. Purtroppo, come diceva Confucio, l'esperienza è come una lanterna portata sulla schiena da un vecchio che cammina, illumina sempre la strada percorsa, mai quella da percorrere.
Saluti
Gianfranco Salvemini
P.S.: .....perché "ex" per i partiti e non per la religione? eppure esistono numerose nuove sette religiose assai più accattivanti del culto cattolico romano che potrebbero intercettare le crisi di vocazioni e di credenti.....
Probabilmente per tutto ciò che ha attinenza con lo spirito è ancora più complicato diventare "EX", ma certo è un fatto, qualsiasi cristiano che voglia diventare "altro", mussulmano, indù, semplicemente laico o ateo, oggi non ha problemi. Se un mussulmano si permette solo l'idea di diventare "EX" rischia seriamente le palle.
Quanto alle nuove sette religiose che sarebbero assai più "accattivanti" del culto cattolico, già il fatto che per trovare consenso un culto debba essere "accattivante" (quasi fosse una performance di lap dance), lo trovo perlomeno discutibile. Certo se l'essere accattivante è la formula vincente per un culto, penso che l'ateismo di comodo, lo pseudolaicismo e il culto del potere, non avranno rivali. | |  |  | | 
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