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| |  | | Disagi urbani Commenta Vedi tutti gli argomenti
Ero in piazza Domenica mattina e ho assistito alla civile protesta degli abitanti della Statale dei Giovi. A mio avviso un episodio da ricordare, non fosse altro per aver agitato le acque del piattume stagnante che caratterizza da decenni Binasco, nel quale, protesta virtuale e chiacchiericcio hanno preso il posto di passione ed aggregazione politica.
Sono anni che gli abitanti della statale chiedono inascoltati e snobbati, che venga sanato con pochi accorgimenti un tratto viario ad alto rischio, con l'unico risultato che i nostri "governatori" hanno duplicato l'urbanizzazione dell'area a prescindere. Per chi ancora non lo sapesse, parliamo di quella striscia di terreno che sta fra la statale e il naviglio, che va dal ponte della ex cooperativa al distributore ESSO, il cui accesso da e per il centro abitato, è quanto di più rischioso e problematico si possa immaginare.
In quel tratto di statale sono successi incidenti mortali, non esistono aree di sosta degne di questo nome, non ci sono regolatori di velocità, non ci sono percorsi ciclopedonali che consentano di evitare il traffico motorizzato, l'attraversamento della strada è un atto di eroismo.
Per oggettività, va detto che la responsabilità della situazione esistente va equamente distribuita fra tutte le amministrazioni che, a prescindere dal colore, hanno nel tempo stilato e attuato i Piani Regolatori Generali e le loro innumerevoli varianti, a quanto pare "dimenticando" che qualsiasi sviluppo o crescita urbana dovrebbe partire, o marciare di pari passo, con un oculato studio di viabilità interna ed esterna.
Ora, è sufficiente un'occhiata alle mappe di Binasco degli ultimi cinquant'anni, per rendersi conto che la logica prevalente sulla quale si è basata la nostra crescita, è stata quella di mandare in edificazione terreni su richiesta delle proprietà, al fine incassare oneri di edificazione. Oneri, che nel tempo stanno guadagnando ai residenti l'unico "onere" di ritrovarsi un paese sempre meno a misura di binaschino.
Fortunatamente, questo "killeraggio" dell'urbanesimo lombardo, dovrebbe presto finire (speriamo). La nuova legge regionale ha abolito i vecchi PRG, che saranno sostituiti dai PGT - Piani di Governo del Territorio - tale legge prevede che cittadini, associazioni e società civile, vengano chiamati a progettare il loro futuro e le amministrazioni locali non potranno più trincerarsi dietro l'alibi:
"Noi siamo stati eletti - Noi dobbiamo governare - Noi decidiamo"
Molti comuni hanno già dato corso al rapporto con i cittadini utilizzando i fondi regionali previsti per i "facilitatori", che hanno il compito di rendere accessibili normative e quant'altro, in modo da rendere fattibile la partecipazione. Molti comuni hanno concluso il percorso e presentato i loro PGT. Binasco, come spesso succede, brilla per i suoi ritardi e la sua assenza. Assenza che presta il fianco allo sgradevole ronzio di fondo su (fantomatiche?) dietrologie.
Noi della Confraternita del Prosecco, da tempo ci stiamo interrogando sullo stato del nostro paese e sul suo possibile futuro; stiamo facendo un certo lavoro che di volta in volta presentiamo in serate pubbliche. Le nostre porte sono aperte al contributo di tutti, in particolare a coloro che vivono situazioni di disagio urbano come gli aderenti alla civile protesta di Domenica 6 Giugno.
Le nostre porte sono aperte al contributo di tutti. Vi aspettiamo.
In alto i calici!!
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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