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DEMOCRATICI
(In ricordo di Luigi granelli e Pietro Scoppola)
Cattolici , da noi, si nasce, democratici si diventa. Pietro Scoppola osserva che il sostantivo cattolico ha sopportato tanti, troppi aggettivi. Quello democratico, il meno usato, si dice sia scomparso. Secondo Piero Gobetti il cattolico non può essere democratico. L’affermazione ha ricevuto la smentita dalla storia, da una moltitudine ispirata a Rosmini, Manzoni, Sturzo, Mazzolari, De Gasperi, Lazzati… a Luigi Granelli e Pietro Scoppola.
Oggi, riferendosi alla scomparsa di voci cattoliche/democratiche, si parla della resistenza cattolica come una forza nascosta, risorsa in grado di rivelarsi al momento della necessità.
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Il Concilio Vaticano II è stato il fatto più importante del dopoguerra, anche dal punto di vista politico, riformulando su basi nuove il rapporto tra la politica e la fede. Valorizzando il ruolo strategico dei laici all’interno della Chiesa, il Vaticano II ha liberato anche il mondo cattolico, nelle sue scelte politiche e ha creato le premesse della crisi della DC, che si concluderà col delitto di Aldo Moro nel 1978.
Crisi Paese prima che di un partito; crisi che la DC non ha saputo anticipare attraverso le riforme e l’affermazione delle regole annunciate nella costituzione.
Da questo processo incompleto nasce il nuovo qualunquismo delle liste civiche -guidati da “stupid ma di noster”; il Leghismo, il Berlusconismo, il leaderismo dei sindaci-podestà .. una miscela esplosiva pronta a coagularsi in un neofascismo, ritorno ad un problema italiano che sta alimentandosi da altre fonti: dalla paura islamica al neocolonialismo energetico USA, che hanno spinto Bush a minacciare la guerra nucleare all’IRAN. A completare il quadro… sullo sfondo i problemi del processo di globalizzazione- emigrazione lavoro, narcotraffico, collasso ambientale.
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Di fronte a questi problemi non ci si può sottrarre al dovere di operare con determinazione unendo le forze popolari democratiche, senza scadere nelle crociate ideologiche, perché le ombre neofasciste che condizionano con rischi reali la svolta a destra in corso, possano essere dissolte nell’interesse generale e in modo rassicurante.
La prospettiva democratica è l’unica che consente da fare politica senza restare troppo legati alle varie forme di appartenenza. E’ una prospettiva vitale.
Grazie Luigi, grazie Pietro.
Francesco Gatti
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