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| |  | | Contributi non mazzette per essere eletti Commenta Vedi tutti gli argomenti
La precisazione è dovuta. Il mio rilievo al Sig. Luigi Colombo è in riferimento alla affermazione...........per assicurarsi le posizioni di testa nelle Liste del Partito Democratico, quelle che danno più probabilità di essere eletti con l'attuale legge, i candidati versano dai 30 mila ai 50 mila euro alla tesoreria del partito, più si paga migliore è la posizione in lista, chi non paga resta in fondo alle liste, a fare il santino............
Ribadisco queste affermazioni sono Fesserie, molto probabilmente frutto della strumentalità che si vuole fare su un fatto conosciuto e che semmai dovrebbe mettere in risalto la trasparenza e la moralità che sovrintende l'organizzazione politica del PD.
Se si vanno a leggere le Liste del PD si andrà a constatare che molte delle poisizioni di primo piano sono occupate da molti candidati e candidate il cui reddito, stando alle affermazioni fatte, non avrebbero permesso la loro collocazione in quell'ordine.
Il Sig Colombo non deve preoccuparsi, a nessuno di questi candidati gli si è chiesto di accendere mutui nè di ipotecare i loro beni.
Non si sono stilate, come si lascia intendere graduatorie sulla base di chi paga dipiù.
Vi sono state consultazioni sulle candidature che hanno visto coinvolti tutti io Circoli Territoriali del PD. Se al Sig Colombo interessa anche il Circolo del PD di Binasco ha potuto esprimere il proprio parere e le proposte di candidature.
Non sappiamo se in altre Organizzazioni Politiche che si presantano al responso elettorale è stato seguito lo stesso percorso.
A maggiore chiarezza sui contributi chiamati a versare:
Posso portare una diretta testimonianza: sin dai tempi del PCI era uso e costume morale che i candidati chiamati a qualsiasi carica istituzionale versassero il loro contributo relativo alla indennità di carica o gettone di presenza al Partito.
Il sottoscritto insieme ad altri Consiglieri Comunali o Assessori hanno versato tali contributi all'Organizzazione politica di appartenenza. Ancora oggi continuamo a farlo.
Questo è un modo trasparente per finanziare l'attività politica senza ricorrere a forme " poco trasparenti" che possano innescare meccanismi di scambio e/o di ricatto nella vita gestionale amministrativa.
Da questo esempio locale penso risulti chiaro che i contributi economici versati non possono essere intesi quali mazzette per occupare "il sediolino".
Pertanto l'art. 10 del Regolamento per le Candidature del PD riprende quella che era già una regola e non fà altro che riaffermarla e rafforzzarla. ciò dimostra la trasparenza e la moralità con la quale questa Organizzazione politica si presenta agli elettori.
Pino Vella | |  |  | | 
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