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Faccio riferimento all’intervento della signora Bordoni - che ha posto molte questioni sul piatto – unicamente in merito alla questione “scuola”, citando la mia personale esperienza. Vivo a Binasco ma ho scelto – pur con qualche difficoltà organizzativa - di mandare i miei figli a scuola in un altro Comune, dove è prevista la “settimana corta” anche per le scuole medie. Su 5 giorni di scuola 3 pomeriggi sono previsti di lezione (fino alle ore 16) mentre gli altri 2 giorni l’uscita è alle ore 14. Il servizio mensa è garantito per tutti i ragazzi per tutti e 5 i giorni, a prescindere che i ragazzi si fermino a scuola anche nel pomeriggio o meno.
In questo modo i genitori – che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano entrambi - possono godersi i loro figli anche al sabato mentre durante la settimana la scuola va in loro aiuto offrendo dei servizi importanti (la mensa) e occupando il loro tempo in maniera costruttiva. Senza dimenticare che, così facendo, del sabato libero possono beneficiare anche gli insegnanti, che spesso a loro volta hanno una famiglia…
Mi sembra quindi che con queste scelte organizzative, anzi DIDATTICHE, lo Stato o il nostro attuale Governo poco abbiano a che fare; molto di più invece ne è responsabile il Direttore di ciascun Istituto. Lo stesso dicasi per il carico dei compiti a casa.
Cordiali saluti
Ambra Bordin
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