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Chiedono....pronta la risposta
Ricevo un volantino di Alleanza per Binasco contro gli sprechi dal titolo - CHIEDIAMO - composto da cinque punti. Il punto 3 recita:
Quanto è stato speso per gli scavi per riportare alla luce i reperti archeologici di S.Maria in Campo (con le relative pubblicazioni,
convegni) ed ora ricoperti e coltivati? I reperti riportati alla luce sono esposti in qualche museo?
Strano che candidati ad amministrare il mio paese ne conoscano così poco le vicende. Eppure di S.Maria in Campo se ne è parlato per anni anche su queste pagine. Mi domando: Chi vuole governarmi in futuro vive veramente a Binasco? Comunque, come membro fra i circa ottocento aderenti al comitato per il recupero, trovo corretto ripetere quello che dovrebbe essere risaputo.
Il costo delle tre campagne di scavo, tutte svolte tra il 1991 e il 1992, è stato di circa 120.000.000 delle vecchie lire. Il finanziamento è stato possibile grazie a:
• 5.000.000 di Lire da parte della sovrintendenza ai Beni Archeologici della Regione Lombardia per il sondaggio iniziale.
• 5.000.000 di Lire da parte del Comune di Binasco • 15.000.000 di lire ottenuti dai fondi per i beni archeologici della Provincia di Milano • 15.000.000 di lire da parte della locale Cassa Rurale ed Artigiana • 80.000.000 di lire circa ricavati dalle generose donazioni di privati cittadini e aziende locali e dalla vendita della pubblicazione - S.Maria in campo - un convento soppresso nella Bassa Milanese Secoli X-XIX edito "ESCLUSIVAMENTE" a spese e cura del comitato.
Come si può rilevare, i fondi pubblici spesi ammontano a 25.000.000 di Lire dei quali solo 5.000.000 di lire spesi dal Comune di Binasco (più che di spreco si potrebbe parlare di braccino corto) mentre il finanziamento da privati è stato di ben 95.000.000.
Tutto ciò è stato rendicontato con bilancio alla cittadinanza nel 1994. Va precisato inoltre, che mai sono stati organizzati "CONVEGNI"
sull'argomento, men che meno a spese pubbliche. Sono state realizzate invece diverse mostre fotografiche a totale cura e spese del Comitato e dei volontari, ed è stata organizzata una serata in collaborazione col Comune di Binasco e alcune associazioni, in occasione della visita del Prefetto per l'inaugurazione della mostra fotografica sui risultati della prima campagna di scavi del 1991.
I reperti riportati alla luce, sono stati catalogati e giacciono presso i magazzini della Sovrintendenza ai beni Archeologici della Regione Lombardia, la quale si è dichiarata ben disposta a rimetterli a disposizione dei Comuni di Binasco e di Casarile per la realizzazione di un museo, purché conforme agli standard previsti.
Le antiche mura sono si state ricoperte dal nuovo proprietario, ma per il momento l'area non è ancora "COLTIVATA". Vi sono nati solo i papaveri. Va anche detto, che di norma le sovrintendenze effettuano questi scavi a scopo di studio, fanno i rilievi, asportano i reperti e ricoprono il tutto. Nei casi in cui susssitono interessi archeologici rilevanti (come nel caso di S. Maria in Campo) consentono la musealizzazione dell'area e il consolidamento delle strutture murarie. Come è andata a finire dovrebbe essere storia conosciuta.
Tanto dovevamo per chiarezza e precisione e al fine di evitare speculazioni elettorali.
Cordialità
Gianfranco Salvemini
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