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Caro Luciano, desidero solo aggiungere che quando i genitori dichiarano: "io sono amico/a di mio/a figlio/a" mi sconcerto perché, forse, prima di interpretare la parte dell'amico, si debba vivere la quotidianità faticosa ed attenta di genitori cercando di ricordarsi che anche i "NO" sono mattoni importanti e che non è sempre indispensabile, dare esaurienti spiegazioni del "NO" ... ogni tanto basta il "no perchè te lo dice tua madre / o tuo padre che, a quel punto, rafforzano uno ruolo fondamentale: quello di "punto di riferimento" e poi ... forse sarebbe meglio e giusto modificare il termine "amico" con il termine "confidenza e confronto".
Ma ... non essendo genitore, non desidero fare la parte dello "zitello" che pontifica, quanto scrivo è soltanto una spontanea riflessione su come, a volte, si identificamo ruoli e responsabilità.
A proposito di grande responsabilità, proviamo anche ad allargarla a tutti gli interessi che gravitano attorno ai giovani ...
Le molte strategie rivolte a creare "domanda": capi firmati, giochi, non parliamo dei telefonini ultima generazione, modelli di vita proposti, ecc, e i giovani devono stare nel gruppo pena l'emarginazione e i genitori sono davvero sempre più soli a "tirare il carretto" degli educatori, da quel poco che riesco a cogliere e vedere ... mamma mia com'è difficile fare il papà e la mamma ... una cosa però credo sia giusto mantenere almeno sino ad una certa età: gli orari ... dopo carosello certamente no; ma alle tre, quattro ed anche le cinque del mattino ... a nanna.
Avevo sedici anni e un sabato notte ho fatto tardi ... molto tardi (era la una e trenta della notte), avrei dovuto rientrare a mezzanotte e mia mamma sapeva dov'ero (i genitori di un amico erano via e noi ... sciambola) ... AD UN CERTO PUNTO MI TROVO MIA MAMMA DAVANTI A ME ed io stavo ballando con una bella ragazzina .. mia mamma, gentilmente mi scosta da lei e mi molla una sberla davanti a tutti e poi se ne torna a casa senza dire altro ... la cosa mi "brucia" ancora adesso, lo aveva fatto davati a tutti, forse ha sbagliato ma da quella volta ho sempre concordato gli orari di rientro rispettandoli.
Mario Manzolini
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Ennesima strage di giovani sulle strade, 20-19-16-15 anni, il giorno dopo tutti a cercare una spiegazione, erano bravi ragazzi, ma i loro genitori?? Ma chi di noi alle ore 3 della notte, ha il coraggio di affermare che è nel pieno delle sue capacità, magari dopo qualche bicchiere bevuto in compagnia.
Ci sono genitori che oggi piangono, ma come si giustifica il fatto che alle 3 della notte, ragazzi di 15 o 16 anni sono ancora in giro? Forse non era la prima volta e quindi si comincia anche prima dei 15 anni a fare tardi alla notte, ma è normale.
Forse non serve una legge per chiudere le discoteche, ma forse servono genitori che facciano i genitori.
Quando si parla della riforma della scuola, si dice che a 15 anni un ragazzo non è in grado di decidere quale strada intraprendere, perché troppo giovane, ma a 14 anni per il motorino è abbastanza grande, e se poi dopo qualche settimana, una piccola modifica lo trasforma in un mezzo fuori legge, si chiude un occhio, se non mette il casco, si chiude un occhio, se salgono in due si chiude un occhio, e con gli occhi chiusi si viene svegliati di notte dalla telefonata, quando va bene la frase è… sono in ospedale, ma non preoccuparti… e la colpa è sempre degli altri, quando va male arriva la telefonata dei carabinieri e oramai è troppo tardi per dire NO!!, allora decidiamoci, forse non è con l’età che i ragazzi crescono, ma con una buona dose di NO!! E forse anche con il nostro esempio anzi .. con il nostro esempio, … non sono sicuro che basta il nostro esempio, a volte forse non siamo neanche noi dei buoni maestri.
Luciano Tosi
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