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11 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Signor Santagostino,
concordo con lei che di fronte ad un disagio climatico l'ultima cosa cui uno pensa è la contemplazione di un restauro, infatti, non solo nella mail precedente ho detto che questo "può" essere un problema, ma se fosse stato presente la sera della presentazione del progetto avrebbe sentito dire da me agli architetti le testuali parole: "Capisco gli obbiettivi architettonici e urbanistici del progetto, ma dobbiamo pensare che un opera architettonica deve anche essere vissuta" sollecitandoli a valutare alternative lato castello per sopperire al problema ombra.
Quanto al fatto che la chiesa di Binasco non sarà mai il Duomo di Milano ecc. nessuno lo mette in dubbio o lo pretende, ma non inganniamoci sul serio, il nostro edificio religioso, pur nella sua limitatezza artistica, rappresenta uno dei più importanti patrimoni storico/culturali dei Binaschini, dovuto alla volontà e "fatica gratuita" dei nostri progenitori settecenteschi. Quindi, qualsiasi intervento che ne metta in risalto le pur limitate qualità dovrebbe essere accolto favorevolmente.
Come detto anche dall'assessore Frigerio, aspettiamo di vedere come e quanto l'arredo urbano potrà contribuire a risolvere il problema (anche se personalmente sono pessimista) senza dimenticare che la canicola, quella vera, in genere dura alcune ora al giorno per tre o quattro mesi l'anno, mentre le restanti ore sono sicuramente vivibili. Il vero problema, a mio avviso, consiste non tanto nel fatto di avere uno spazio che presenta delle pecche evidenti e innegabili (vedi convivenza traffico veicolare) ma nel cosa fare in uno spazio del genere per far socializzare i cittadini, sempre più rintanati nelle case e sempre meno disposti ad uscire per mancanza di stimoli oggettivi. Ma qui si aprirebbe un lungo capitolo, anche polemico, nel quale non ho proprio voglia di entrare.

Saluti

Gianfranco Salvemini

10 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Signor Salvemini,
sinceramente, " la spazialità generata
dall'eliminazione degli alberi che valorizza in pieno i volumi della
chiesa e che permetterà di gustarne al meglio il restauro della
facciata" mi suona tanto a speranza effimera e molto poco durevole.
Prima di tutto, non inganniamoci, la Chiesa di Binasco non è e non sarà mai nè il Duomo di Milano nè San Marco o San Pietro. Quindi il restauro della facciata, per quanto sia un valore apprezzabile, è subordinato a mio modo di vedere all'uso della piazza.
Le assicuro inoltre che, in una giornata di sole, in mezzo alla piazza, l'ultima cosa a cui uno pensa è "si fa caldo da morire, non c'è ombra, non c'è una panchina, pero guarda che bel restauro han fatto!".
Non crede?

Luca Santagostino

10 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Anch'io ho avuto il [dis]piacere di dover passare una mezz'oretta sulla fiammante (termine piú che appropriato in questo caso) piazza della Chiesa un paio di settimane fa (sabato 29 di Maggio, 11.30 del mattino, in attesa dell'uscita degli sposi).
A differenza di quello che dice il caro Walter, ce n'erano parecchie di persone lamentandosi: si puó tranquillamente dire che la frase "ma chi cacchio ha disegnato sta piazza senza neanche un po' d'ombra!" era il ritornello favorito.
Mio e di altri.
Ovvio, si puó sempre dire che uno non ha mai sentito lamentele, che non c'è mai stata ombra, che non esistono piazze alberate (però io di alberi che fanno ombra nelle piazze ne ho visti parecchi, Riccardo), o che gli alberi eran malati e andavano tolti.
Tutto vero, per carità.
Ma qui il discorso è un altro, credo.
C'era la possibilità di fare un lavoro ben fatto, un progetto di rinnovazione appunto. C'erano i soldi a disposizione e l'appoggio del paese.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: son state tolte le panchine, son stati tolti gli alberi e non è stato fatto nulla per aggiungere ombra e protezione.
Credo quindi che sia stata fatta una scelta mirata e ponderata: non si voleva che la piazza della Chiesa diventasse un luogo di sosta.
Preferisco di gran lunga pensare una cosa del genere che pensare nell'inettitudine dell'amministrazione.
Sarebbe troppo penoso, credo, sapere che chi si occupa di gestire i progetti e i soldi di Binasco, non abbia pensato che la gente poteva trarre beneficio da una piazza che occupa uno spazio superiore a quella del castello e sulla quale, come giustamente Riccardo ricorda, si svolgono attività che aggregano i passanti.
Come dicevo, c'erano i soldi a disposizione e l'appoggio del paese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
La domanda è: si poteva creare una piazza migliore di quella che è stata fatta?
Spero che prima o poi arrivi una risposta da parte di chi di dovere.
A presto

Luca Santagostino


8 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Scusa Riccardo,
nessuno ha detto che prima la piazza era un'oasi d'ombra sotto la quale rifugiarsi per sfuggire alla canicola.
E' anche innegabile che i precedenti Tigli avessero diversi problemi.
Non solo erano esemplari malati ma quella tipologia di piante, in certi periodi dell'anno, "irroravano" di resina appiccicosa le zone sotto le loro fronde.

E' altrettanto innegabile però che fornissero una certa zona d'ombra sui lati del sagrato.
Non so come si svilupperanno le attuali (qualche botanico ci illumini) ma a occhio, oltre che a essere in numero inferiore, non sembrano piante "da ombra".
con perplessità

Roberto Gerli

PS
"...Più in generale non ricordo, in Italia e all'estero, piazze alberate: forse perchè altrimenti non sarebbero definite piazze...."
Giochiamo pure con le parole ma per "piazza alberata" non si intende certo un boschetto sul sagrato davanti alla chiesa.


7 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Credo che Gianni e Carlo abbiano ricordi bucolici poco fedeli alla realtà: per come è posizionata la nostra bella piazza nelle ore del mattino gli alberi sul lato Castello non hanno mai fatto ombra sul sagrato: ve lo conferma chi per anni organizzando il Palio di San Luigi ha passato ore arroventate dal sole battente. La prima ombra arrivava nel pomeriggio, ombra che arriva ancora grazie all'imponenza del Castello. Per quanto riguarda il lato "farmacia" diamo tempo alla natura di fare il suo corso...
Più in generale non ricordo, in Italia e all'estero, piazze alberate: forse perchè altrimenti non sarebbero definite piazze....

Con simpatia

Riccardo Benvegnù

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