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| |  | | ...buffoni... Commenta Vedi tutti gli argomenti
Gentile Pierangelo, il suo entusiasmo mi conforta, anche se il pessimismo di fondo resta. Il problema non sta solo nel meccanismo di voto, ma, e mi dispiace dirlo, nella "maggioranza degli Italiani"; anni di demolizione sistematica di ogni ideologia accompagnati dalla proposta mediatica di modelli vuoti ed evanescenti e dall'abuso dell'esercizio democratico ci hanno trasformato in una massa di ottimi consumatori ma ci hanno reso elettori acritici facilmente manipolabili da chi ne abbia i mezzi.
L'Europa era un sogno lontano una volta, ora è una realtà, ma molto diversa da come la immaginavo a vent'anni. Un'Europa forte e indipendente potrebbe esistere solo se composta da nazioni forti ed indipendenti e non vedo il nostro paese come una di queste.
Credo che, prima di disperdere energie positive per un sogno europeo troppo distante e poco realizzabile, ci si dovrebbe concentrare sulla ricostruzione del nostro Paese. Le elezioni europee di giugno saranno solo un'altra puntata di un reality già visto, dove si cercherà di superare la nomination per restare in gara e portare a casa il premio di consolazione. Del resto basta guardare i partecipanti: mescolati ai residuati delle vecchie repubbliche, ai riciclati improponibili e ai "sistemati" di turno, vediamo i nomi dei grandi personaggi che dovrebbero aiutare le coalizioni a superare lo sbarramento, magari per un rimborso elettorale, o per il diritto alla sopravvivenza politica di gruppetti che ormai non rappresentano che se stessi. A parte il polverone sui candidati non ho sentito grandi annunci o dichiarazioni sui programmi, sulle idee, su che cosa vorrebbero fare queste persone una volta a Strasburgo.
Trovo molto più interessanti invece le elezioni amministrative, dove trova più spazio la democrazia vera, quella che viene dal basso, che parla dei problemi della gente. E' dal basso che potrà partire la ricostruzione, anche grazie a giovani come lei, che hanno ancora speranze ed energie positive. Trovo interessanti i movimenti che nascono e che, spesso, si oppongono a decisioni politiche prese dall'alto senza considerare le realtà del territorio, riuscendo poi ad imporsi nelle realtà locali anche al di fuori degli schemi ormai artritici dei partiti, delle maggioranze e delle opposizioni istituzionali.
Cordialmente
Marco Cattalini | |  |  | | 
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