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| |  | | ...a rischio... Commenta Vedi tutti gli argomenti
...a rischio di passare per un clericale (non sono neppure cattolico) mi trovo a non trovare nulla di strano nelle affermazioni del cardinale Bagnasco... Intendiamoci, non intendo entrare in una polemica sulla legge che regola la pratica dell'aborto in Italia, ma sottolineare un limite preciso, che spesso di dimentica di fronte all'emotività di questa o quella tornata elettorale (molto frequenti, del resto, nel nostro paese). La chiesa cattolica romana tira l'acqua al suo mulino, fà il suo dovere ed interesse e, nel suo interesse, fa bene a farlo. Ricordiamo che non è un'istituzione obbligatoria, non siamo costretti ad ascoltarne i dettami, e al contempo dobbiamo garantirne il diritto all'espressione. Se per la chiesa l'aborto è un crimine contro la vita, essa ha il sacrosanto diritto, entro i termini di legge, di gridarlo ai quattro venti e di chiedere a chi si identifica nelle sue convinzioni di seguire le sue indicazioni; starà poi ai singoli scegliere se farlo o meno. Non trovo nulla di scandalizzante in un'appello della chiesa a schierarsi da una o dall'altra parte, l'anomalia del nostro paese è che tale appello desti tanto scalpore. Entrando nel merito trovo, personalmente, che la politica propagandata dalla chiesa, in questo ambito sia negativa e fallimentare; per affrontare in modo umano e civile il problema dell'aborto non servono divieti, ma una profonda ricostruzione delle basi etiche della società, per difendere il concetto stesso della vita non servono anatemi, ma è necessario restituire alla vita stessa la dignità che ha perduto grazie alla mercificazione dei valori e alla monetizzazione di ogni aspetto del nostro quotidiano.
Cordialmente
Marco Cattalini | |  |  | | 
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