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| |  | | "La presunzione" che minimizza e tace Commenta Vedi tutti gli argomenti
Sono in piena sintonia con quanto scrive il Sig. Ribaldi Anselmo. Cos'altro deve accadere in Binasco affinchè si metta mano a una seria riflessione sui fenomeni e fatti, preoccupanti, che stanno caratterizzando il nostro territorio? La cultura del minimizzare e del sottacere,dichiarata e praticata da chi dovrebbe, invece, per primo essere allarmato e denunciare, porta dritto dritto a un modus vivendi di assuefazione e accettazione che anche pratiche illegali rientrino nella normalità della vita cittadina. Non è solo una questione di "presunzione del potere istituzionale" i segnali e gli ingredienti che anche a Binasco si sia costituita una pratica di intrecci e connivenze ai diversi livelli e i cui confini sfociano in una rete di vera e propria illegalità, penso, siano evidenti. Quello che avviene, per esempio, sul veersante commerciale, economico e imprenditoriale hanno trasformato radicalmente l'assetto degli interessi e degli investimenti originari su cui poggiava la nostra comunità con ripercussioni sia sulla natura dei flussi economici in circolazione che sulle regole di convivenza civile e sociale. Vorrei aggiungere che mi sorge un serio dubbio, a proposito di incendi, che si tratti di racket. Quello che è avvenuto può avere anche un'altra lettura che si iscrive non nella mia fantasia, ma nella pratica e storia contemporanea dei fenomeni di mafia e cioè scontri tra organizzazioni criminali per la spartizione del territorio o più semplicemente ritorsioni a carattere intimidatorio per sgarri subiti. Ed è per questo che sottolineo la necessità di una vigilanza attiva ad iniziare dal nostro livello istituzionale. Mettere in campo azioni e provvedimenti nelle procedure e nelle scelte che si compiono in modo da scoraggiare e impedire ogni possibilità di "infiltrazione" criminale. Noi di "Unione per Binasco",per quello che riguarda il nostro ruolo di consiglieri e da cittadini, faremo la nostra parte. Una comunità si riconosce nei propri rappresentanti istituzionali se sono credibili e se il loro operato è nel segno della trasparenza e legalità. Esprimo soddisfazione per il fatto che voci quali quello del Sig.Ribaldi si levino, non solo, per esprimere apertamente dubbi ma anche per porre argine a una cultura che minimizza e tace.
Pino Vella | |  |  | | 
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