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Come tu vuoi
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Figli della luce
Qui, sempre qui
Qui ci prendemmo il nostro paradiso
Destino allegro
La caduta ... delle idee
12 gennaio 1945
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21 Febbraio 2018
Come tu vuoi
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La tramontana screpola le argille,
stringe, assoda le terre di lavoro,
irrita l’acqua nelle conche; lascia
zappe confitte, aratri inerti
nel campo. Se qualcuno esce per legna,
o si sposta a fatica o si sofferma
rattrappito in cappucci e pellegrine,
serra i denti. Che regna nella stanza
è il silenzio del testimone muto
della neve, della pioggia, del fumo,
dell’immobilità del mutamento.

Son qui che metto pine
sul fuoco, porgo orecchio
al fremere dei vetri, non ho calma
né ansia. Tu che per lunga promessa
vieni ed occupi il posto
lasciato dalla sofferenza
non disperare o di me o di te,
fruga nelle adiacenze della casa,
cerca i battenti grigi della porta.
A poco a poco la misura è colma,
a poco a poco, a poco a poco, come
tu vuoi, la solitudine trabocca,
vieni ed entra, attingi a mani basse.

È un giorno dell’inverno di quest’anno,
un giorno, un giorno della nostra vita.

- Mario LUZI


Guinizzelli Guido
16 Febbraio 2018
Il Carnevale
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Passate son le feste, chiusa é la gioia
delle verità nascoste.
Ora nel tempo di Quaresima, dieta;
un tempo era sacrificio di magro,
purificazione e sofferenza in attesa della Pasqua.

Attendiamo con fede il giorno delle Palme,
alziamo il simbolo della Pace e della Fraternità.
Per un ritorno del Figliol Prodigo, il padre
offrirà l'Agnello grasso.

OLTREILTRAMONTO
13 Febbraio 2018
Pioggia
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Com’è instabile il letto, in queste notti
di alberi che gesticolano
mentre ticchetta rapida la pioggia,
giocattolo di stagno, con i lesti
zoccoli al trotto su un tetto infinito,
verso il passato.

Su antiche strade i destrieri della pioggia
sdrucciolano rallentano ripartono,
per un groviglio d’anni stretti insieme;
ma non raggiungeranno mai le estreme
bassure, nel profondo del passato,
perché là splende il sole.

- Vladimir NABOKOV
Guittone D'Arezzo
6 Febbraio 2018
Figli della luce
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I nostri padri strapparono il pane da tronchi e da pietre
e cintarono i loro giardini con l’ossa dell’uomo rosso;
imbarcatisi dalla terra bassa d’Olanda,
pellegrini scomunicati dalla notte di Ginevra,
piantarono qui i semi di luce del Serpente;
e qui i riflettori snodandosi esplorano per spaventare
le sfacciate serre costruite sulla roccia,
e candele si struggono presso un altare vuoto,
e la luce è dove il sangue senza terra di Caino
brucia e brucia il grano insepolto.

- Robert LOWELL


Jean Jacques Dure
25 Gennaio 2018
Qui, sempre qui
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Qui, nel luogo chiaro. Non è più l'alba,
E' già la giornata dei desideri dicibili.
Dei miraggi di un canto nel tuo sogno non resta
Che questo scintillio di pietre future.

Qui, e fino a sera. La rosa di ombre
Ruoterà sui muri. La rosa di ore
Sfiorirà silenziosa. Le lastre chiare
Guideranno questi passi innamorati del giorno.

Qui, sempre qui. Pietre su pietre
Hanno costruito il paese detto del ricordo.
Se appena il rumore di semplici frutti che cadono
Infebbra ancora in te il tempo che sta guarendo.

CIAO ANGELA
Un amico d'infanzia
23 Gennaio 2018
Qui ci prendemmo il nostro paradiso
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Qui ci prendemmo il nostro paradiso –
se non qui dove, amore?

Queste tre settimane il tempo
ha accumulato vapore
come lo specchio di un bagno:
colline, vacche, le collinette delle talpe,
un entroterra senza oceano…

il raccolto
che fischiamo dall’erba.

La quercia fulminata che ha perso
un ramo di una tonnellata
scuote ancora le sue foglie verdi
e prende la luce,
come se fosse viva.

Lo si sopporta? in natura
da seme a pula senza tragedia?

La follia viene da qualche cosa –
il presente, sì,
vi siamo dentro;
è l’infezione
delle cose passate…

la carta crepitante dell’Atlantico
che non sento da tre anni.

Perché si ama una donna
più delle donne?

- Robert LOWELL
Cino da PISTOIA
18 Gennaio 2018
Destino allegro
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Ci hanno abbandonato a mezzo del cammino.
Tra la luce andavamo ciechi.
Siamo uccelli di passo, nuvole alte estive,
vagabondi eterni.
Brutta gente che passa cantando per i campi.
Benché il cammino sia aspro e siano duri i tempi,
cantiamo con l’anima. E non c’è un uomo solo
che capisca la viva ragione del nostro canto.

Viviamo e moriamo vite e morti altrui.
Sulle nostre schiene pesano molto i morti.
Il loro profondo grido ci chiede di morire un po’,
come morirono tutti loro,
di vivere in fretta, bruciando follemente
la vita che loro non vissero.

Fiumi furiosi, fiumi torbidi, fiumi veloci.
(Ma nessuno ci misura il profondo, bensì lo stretto.)
Mordiamo le rive, demoliamo i ponti.
Dicono che andiamo ciechi.

Ma viviamo. Trasportano le nostre acque l’essenza
delle morti e delle vite dei vivi e dei morti.
Vedete se è buona allegria sapere a scienza certa
che siamo nati per questo.

- José HIERRO

Guittone D'Arezzo
14 Gennaio 2018
La caduta ... delle idee
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Mi chiedo perché non esistono più sceneggiatori cinematografici. O meglio gente di seria professionalità che possa dar continuità a questa "branca" dell'arte e della cultura.
Ormai siamo soffocati da tanti, troppi ramake. Riprese di "vecchi" film con sceneggiature da "soap opera", tanti effetti speciali ma pochissime idee e quelle poche messe in scena in modo deprimente e insulso; vale solo l'inutile dinamicità e la violenza sulle scene a scapito di novità intelligenti o nuovi modi di interpretare un testo letterario.
Peccato, la morte delle idee è anche l'agonia della settima arte.
Bon soirée
OLTREILTRAMONTO
12 Gennaio 2018
12 gennaio 1945
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Un pensiero per le ragazze di via Cavour e la loro sarta, per il piccolo e gli adulti abitanti della Cooperativa vittime del bombardamento di quel giorno
Augusta
Augusta gatti
10 Gennaio 2018
Immagine fiabesca
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Quel giorno blu d’autunno sbrigliato
l’aria un nuovo mare di cristallo,
e sul suo fondo i boschi e i campi,
appena mossi dal vento e inondati di luce.
Ma nel bosco di querce dov’era l’ombra
e le foglie cadevano come monete che
nessuno osa toccare,
allora apparvero a briglia sciolta tre cavalieri.

Della loro meta nulla possiamo dirvi.

- Lars GUSTAFSSON
Cielo D'alcamo
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